Ammazza la strega
di Carlo Lucarelli , di Carlo LucarelliComincia con la macchina da cucire che non va più. Vecchio modello, ma solida, non aveva mai dato problemi, e invece si è rotta. Poi è la sveglia che durante la notte si ferma, e va bene, ma succede anche di peggio.
Muoiono le galline nel pollaio e i vitellini non vogliono prendere il latte che le mucche, comunque, hanno smesso di fare.
La famiglia Lucchi, che ha un podere a mezzadria a Tiola di Castello di Serravalle, paesino montano sopra Bologna, comincia ad avere paura, e quando uno dei figli si sveglia una mattina con un dolore al fianco, sa già cosa fare. In paese c’è un tizio che legge le carte: visita il ragazzo e dà subito un responso preciso.
Malocchio. Ed è bravo, il tizio, perché riesce anche a dire chi è stato. Giuseppina, che – lo sanno tutti e lo dice anche lei – è una strega. È stata una vicina con cui i Lucchi avevano un contenzioso per una strada in comune che le ha chiesto…
Comincia con la macchina da cucire che non va più. Vecchio modello, ma solida, non aveva mai dato problemi, e invece si è rotta. Poi è la sveglia che durante la notte si ferma, e va bene, ma succede anche di peggio.
Muoiono le galline nel pollaio e i vitellini non vogliono prendere il latte che le mucche, comunque, hanno smesso di fare.
La famiglia Lucchi, che ha un podere a mezzadria a Tiola di Castello di Serravalle, paesino montano sopra Bologna, comincia ad avere paura, e quando uno dei figli si sveglia una mattina con un dolore al fianco, sa già cosa fare. In paese c’è un tizio che legge le carte: visita il ragazzo e dà subito un responso preciso.
Malocchio. Ed è bravo, il tizio, perché riesce anche a dire chi è stato. Giuseppina, che – lo sanno tutti e lo dice anche lei – è una strega. È stata una vicina con cui i Lucchi avevano un contenzioso per una strada in comune che le ha chiesto di maledirli.
Saltano fuori anche alcuni fatti del passato, come due figli morti all’improvviso, a poca distanza l’uno dall’altro. Una spiegazione ci sarebbe: era il 1942, c’era la guerra, uno è morto in Croazia e l’altro è disperso in Russia, ma non importa. Anche le mucche, le galline e pure la macchina da cucire ce l’avrebbero, una spiegazione, ma non importa.
Terrorizzati, i Lucchi si rivolgono a Pirèt, un mago che sta dalle parti di Marzabotto, famoso in tutta la zona, perché durante la guerra c’era stato un sergente delle SS che lo aveva cacciato di casa per sistemarcisi lui, poi, Pippo – come tutti chiamavano i cacciabombardieri isolati che colpivano di notte – aveva tirato una bomba che aveva ammazzato il tedesco.
Anche Pirèt è chiaro: se vogliono salvarsi, devono togliere di mezzo la strega.
I Lucchi stanno un po’ a riflettere su cosa fare, poi il capofamiglia, stressato da tutta la vicenda, una sera si scola una bottiglia di vino e si impicca.
E così, la mattina del 29 gennaio 1946, madre, figlia e figlio rimasti si armano di un trincetto, un coltello da macellaio e una roncola e in preda ad una furia incontrollabile vanno a cercare Giuseppina, e siccome non la trovano massacrano il marito che gli apre la porta.
Il processo manda i figli in galera e la madre al manicomio.
Pirét viene assolto perché convince il giudice che quando diceva di togliere di mezzo la strega, voleva solo dire di farle un contro-malocchio.
Cose di magia, insomma.
Sul Venerdì del 12 settembre 2022