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Sette sindache per sette Castelli

Villa Aldobrandini, Frascati. Da sinistra: Gabriella Federici, sindaca di Rocca di Cave; Anna Gentili (Rocca Priora); Emanuela Colella (Ciampino);
Francesca Sbardella (Frascati); Veronica Cimino (Rocca di Papa); Alessandra Sabelli (San Cesareo);
Emanuela Panzironi (Zagarolo) (Luigi Narici /Agf) 
Sono giovani, sono donne e governano alcuni dei paesi dei colli romani. Quanto basta per fare rete. Iniziando da una chat: "La usiamo per amministrare e farci coraggio". Perché non sempre tutto è rosa e fiori
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FRASCATI (Roma). Ciao Gabriella, abbiamo pensato di fare un gruppo di sindache. Così, con un messaggio su Whatsapp, il 16 novembre 2021 alle 22.16 è nata una chat che ha un braccio muscoloso per simbolo e un nome senza fronzoli, sindache ("e ci mancherebbe che ci fossimo chiamate sindaci"). Ne fanno parte sette donne, tutte giovani, tutte amiche (si può dire, sì), tutte del Pd o di liste civiche; quando il fotografo del Venerdì le ha ritratte in strada, la gente si fermava un po' interdetta davanti a questa brigata dal passo deciso e la fascia tricolore, e la redazione poi non ha resistito alla tentazione di evocare nel titolo il musical Sette spose per sette fratelli, anche se i paesi detti Castelli Romani sono ben 14 (da Albano Laziale a Rocca Priora, e c'è chi aggiunge Velletri), un territorio verdeggiante e freschissimo, dove dall'antichità i romani trovano scampo dai miasmi della capitale. Nella chat…

FRASCATI (Roma). Ciao Gabriella, abbiamo pensato di fare un gruppo di sindache. Così, con un messaggio su Whatsapp, il 16 novembre 2021 alle 22.16 è nata una chat che ha un braccio muscoloso per simbolo e un nome senza fronzoli, sindache ("e ci mancherebbe che ci fossimo chiamate sindaci"). Ne fanno parte sette donne, tutte giovani, tutte amiche (si può dire, sì), tutte del Pd o di liste civiche; quando il fotografo del Venerdì le ha ritratte in strada, la gente si fermava un po' interdetta davanti a questa brigata dal passo deciso e la fascia tricolore, e la redazione poi non ha resistito alla tentazione di evocare nel titolo il musical Sette spose per sette fratelli, anche se i paesi detti Castelli Romani sono ben 14 (da Albano Laziale a Rocca Priora, e c'è chi aggiunge Velletri), un territorio verdeggiante e freschissimo, dove dall'antichità i romani trovano scampo dai miasmi della capitale. Nella chat delle sindache sono presenti Ciampino, Frascati, Rocca di Papa e Rocca Priora, e tre paesi dei Monti Prenestini, Rocca di Cave, San Cesareo e Zagarolo.  Sette centri che insistono sullo stesso territorio, entrano quasi l'uno nell'altro, condividono caratteristiche e problemi. E - cosa peculiare assai - sono tutti amministrati da donne, in alcuni casi per la prima volta nella storia. 

Nella zona le chat per così dire istituzionali sono una quantità: Parco dei Castelli, Usl Roma 6, Emergenza idrica, Città Metropolitana (con oltre cento primi cittadini)... Tutte necessarie e utili, spiegano le sindache al Venerdì, riunite per l'occasione a Frascati. Necessarie, ma non sufficienti. E se si chiede loro in che cosa questa sia diversa, la risposta è unanime: oltre che uno strumento di lavoro, oltre che un luogo per confrontarsi sulle politiche di genere e lanciare eventi insieme, è uno "spazio" dove si costruiscono legami solidi, dove scappano le confidenze sui bambini (otto in tutto) e sulle vacanze, dove tra un po' di gossip e una risata ci si sente comprese e sostenute nei momenti più duri. Se l'espressione "fare rete" ha un significato, loro sanno qual è. 

Esplosioni e ronde

Sono stati anche eventi drammatici ad avvicinarle. Veronica Cimino, 43 anni, architetta, guida la giunta di Rocca di Papa (18 mila abitanti) ed era vicesindaca quando, il 10 giugno 2019, un'esplosione dovuta a una fuga di gas sventrò il municipio e uccise il sindaco Emanuele Crestini e il delegato Vincenzo Eleuteri.  "Il paese era sconvolto. Io distrutta. E non sapevo dove girarmi, in Comune non avevamo più niente, neanche i fogli per scrivere. In quei giorni sono nati rapporti importanti. Conservo ancora il messaggio di Anna, che era stata eletta a Rocca Priora: "Chiamami anche alle 4 del mattino"". 

Anna, cioè Anna Gentili, impiegata, 45 anni, sindaca di Rocca Priora (18 mila abitanti). A 759 metri di altitudine, d'inverno il paese è una perla bianca e in agosto si celebra una messa solenne seguita da una grande nevicata artificiale (che un po' rovina la messa in piega, ma pace). Quando è stata vittima di body shaming ("vai a zappare la terra così dimagrisci qualche chilo"), le colleghe hanno subito espresso una condanna pubblica, ma l'hanno anche abbracciata di parole e cuori nella chat.  

Gabriella Federici - al secondo mandato, dopo essere stata a lungo l'unica sindaca dei Monti Prenestini - è un'avvocata, madre di una bambina di tre anni; guida un paese minuscolo di 380 abitanti, Rocca di Cave, a mille metri di altezza: un gioiellino che aspira al titolo di borgo più bello d'Italia e che lei sogna di vedere ripopolato. Punta su turismo e cultura (sono stati scoperti i resti del primo dinosauro sauropode italiano) e durante il suo primo mandato la fibra ha raggiunto tutte le case. Appena eletta, sei anni fa, le arrivarono minacce di morte: farai la fine di tutte le altre donne, verrai sepolta... I carabinieri non lo considerarono uno scherzo. "Li ho avuti sotto casa per anni, anche dopo che mi sono sposata. Non sono più riuscita a viaggiare sola di notte. Ma allora scelsi di non dire niente. Non volevo allarmare i cittadini e non volevo passare per vittima". Lo ha raccontato alle colleghe di chat solo a giugno, durante una cena organizzata a Castel Gandolfo per salutare Milvia Monachesi. Chi è? Una pioniera, la decana delle sindache dei Castelli, anche lei nella chat finché non ha concluso il mandato, dopo avere guidato per dieci anni la giunta del paese dove d'estate villeggiano i papi (tutti tranne Francesco) e talvolta risiede Benedetto XVI. Monachesi al telefono ha raccontato: "Per me è stata dura, non perché gli uomini mi fossero ostili, ma perché ognuno è portatore della propria specificità, e la specificità femminile non era rappresentata, c'ero solo io e mi mancava l'appartenenza, la condivisione con persone che stavano affrontando la mia esperienza, che sapessero che cosa vuole dire conciliare la politica, la cura e la famiglia. Mi sono sempre detta: la politica è maschile, ma io non farò politica mettendo i pantaloni. Mi sono sentita, invece, portatrice del contributo delle donne. Un esempio? In dieci anni ho incontrato tanti sindaci uomini. Ma ricordo la storia triste di un ragazzo siciliano annegato a Castel Gandolfo... Quando parlai con la sindaca del suo paese, Naro, la sintonia fu immediata. Sapevamo che cosa dire e che cosa fare, difficile da spiegare".  

Il marito della sindaca

Il centro di Frascati è dominato da Villa Aldobrandini, una meraviglia rinascimentale scelta dalle griffe per le campagne pubblicitarie, e dai vip per i matrimoni. Le antiche scuderie del palazzo, ristrutturate da Massimiliano Fucksas nel 1999, oggi appartengono al Comune e ospitano un museo e un auditorium con vetrate spettacolari. La sindaca è Francesca Sbardella. Due volte la settimana riceve tutti di persona e, mentre la incontriamo, c'è chi si mette in fila. La chat è nata qui: lei era in consiglio comunale, appena eletta; accanto si teneva una riunione dei sindaci del Parco dei Castelli. Per salutarla, un gruppetto si ferma. Sono tre o quattro, tutte donne, le vanno incontro e l'abbracciano, la cronista di un giornale locale scatta una foto e dice: ora vi manca solo la chat. 

Il pregiudizio misogino le ha toccate tutte, ma Francesca Sbardella forse di più, perché è sposata con un senatore del Pd, Bruno Astorre. "In campagna elettorale l'opposizione ha provato a farmi passare per la "moglie di", ma non ha attecchito perché faccio politica da quando ho vent'anni e ora ne ho 42; qui è Bruno il "marito di"".

Con 22 mila abitanti, Frascati è il cuore dei Castelli Romani. Ci sono sette istituti superiori, due stazioni ferroviarie (il treno porta a Roma Termini in 28 minuti); ospita il polo scientifico e aerospaziale più importante d'Italia (Esa-Esrim, Infn, Enea), più una sede di Bankitalia. È famosa per il vino, ha una vocazione turistica. "La storia e la bellezza accomunano i nostri paesi" dice Sbardella, raccontando di ville nobiliari dove Netflix ambienta le sue serie, di vestigia romane ben conservate e di eventi che richiamano decine di migliaia di persone.  E, a proposito di scuola, è in chat che il 9 gennaio 2022 le sette sindache decisero che non ci sarebbe stato un prolungamento delle vacanze natalizie a causa del Covid nonostante le richieste dei presidi: "Era importante avere la stessa linea" spiega Sbardella "che senso avrebbe avuto, anche pensando ai trasporti e ai disagi delle famiglie, chiudere le scuole di Frascati e lasciare aperte quelle degli altri Comuni, o viceversa?".

Chi manca? "Lady di ferro" (che originali) è come un sito di news ha definito Alessandra Sabelli, 47 anni, sindaca di San Cesareo (16 mila abitanti). Emanuela Colella, eletta a giugno a Ciampino, che con 38 mila abitanti è la cittadina più grande, è l'ultima arrivata nella chat.  Mentre Emanuela Panzironi, 50 anni, impiegata, sindaca di Zagarolo, è la "creatrice" del gruppo. 

Si salutano disquisendo della fattura delle fasce tricolori; e senza chiedere a chi lasciano i figli e i gatti quando sono in missione.

Sul Venerdì del 12 agosto 2022