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Phil Spector: genio e assassino

Phil Spector, grande produttore musicale americano. Getty Images 
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Lui è un genio della musica.
Ha un posto d’onore nella Rock and Roll Hall of Fame, ma non tra i cantanti e i musicisti. Sta in una sezione speciale dedicata ai non performer, quelli che non stanno davanti, sul palco, ma dietro le quinte, magari negli studi di registrazione.
E infatti lui è un produttore, anzi, il produttore. Ha inventato una tecnica che si chiama wall of sound, che potenzia la musica dei gruppi che produce. Il cui elenco è lunghissimo e soprattutto fondamentale per la storia stessa della musica rock: i Beatles, John Lennon, Leonard Cohen, i Ramones, Tina Turner.
Va bene, insomma, un genio, un vincente, un uomo baciato dalla fortuna.
Lei è un’attrice. Anzi, ex, perché con lei la fortuna è stata meno generosa. Ha cominciato recitando in film di serie b, di un genere che oggi chiameremmo fantasy ma che allora si chiamava sword and sorcery, spade e stregoneria. Barbarian Queen di Roger Corman, un film di culto, va bene…

Lui è un genio della musica.
Ha un posto d’onore nella Rock and Roll Hall of Fame, ma non tra i cantanti e i musicisti. Sta in una sezione speciale dedicata ai non performer, quelli che non stanno davanti, sul palco, ma dietro le quinte, magari negli studi di registrazione.
E infatti lui è un produttore, anzi, il produttore. Ha inventato una tecnica che si chiama wall of sound, che potenzia la musica dei gruppi che produce. Il cui elenco è lunghissimo e soprattutto fondamentale per la storia stessa della musica rock: i Beatles, John Lennon, Leonard Cohen, i Ramones, Tina Turner.
Va bene, insomma, un genio, un vincente, un uomo baciato dalla fortuna.
Lei è un’attrice. Anzi, ex, perché con lei la fortuna è stata meno generosa. Ha cominciato recitando in film di serie b, di un genere che oggi chiameremmo fantasy ma che allora si chiamava sword and sorcery, spade e stregoneria. Barbarian Queen di Roger Corman, un film di culto, va bene, ma anche Wizard of the Lost Kingdom II, che era sicuramente meno bello.
In attesa di tempi migliori continua a darsi da fare, partecipa a progetti di beneficenza, e per sbarcare il lunario fa la hostess in un club privato, la House of Blues, dove la sera di quel 3 febbraio 2003 incontra il genio della musica. Che la porta alla sua villa stratosferica nel lussuosissimo quartiere Alhambra di Los Angeles.
Lui si chiama Phil Spector, è ubriaco fradicio e accanto ha una pistola, una piccola colt a tamburo calibro 38.
Lei si chiama Lana Clarkson, è seduta su una sedia, vestita da sera, ed è morta, uccisa da un colpo in bocca.
E così, una storia di persone più o meno fortunate, di esistenze plasmate dalle vicissitudini della vita, di geni indiscussi e gente normale, geniale a modo suo, che come tutti vuole solo essere felice, si trasforma in uno dei processi del secolo.

Lana Clarkson, l’attrice che da lui fu uccisa nel 2003. Getty Images 

La difesa del produttore dice che si è trattato di un gioco erotico finito male. Insomma, un incidente.
L’accusa parla di un uomo che odia le donne, che quando beve si scatena contro di loro minacciandole con la pistola. Insomma, un omicidio.
Ci vogliono tre processi, perché le giurie non riescono a mettersi d’accordo, e alla fine, nel 2009, Phil Spector viene condannato per omicidio di secondo grado e rinchiuso nella Prigione di Stato della California a scontare una pena che va dai diciannove anni all’ergastolo.
Nel 2021 muore nell’ospedale della prigione, ucciso dal Covid.

 

Sul Venerdì del 26 agosto 2022