Se la sinistra pecca di superbia
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano
La mia sorpresa nella sua dichiarazione di voto non deriva tanto dalla scelta che potrà fare
al momento (ogni voto va rispettato) ma dalla leggerezza con cui dichiara tale scelta senza esprimere alcuna motivazione, tanto meno di carattere politico. Sembra che votare per tizio o per caio oggi sia uguale. Addirittura afferma che “se davvero gli italiani preferiscono la Meloni…va bene così”, piuttosto che “accettare ammucchiate litigiose pronte a sgretolarsi”. Mi sembra anche questa una analisi un po’ approssimativa. Io penso che ogni donna, al di là che sia o no femminista, debba riflettere più
a fondo su quale reale pericolo (come lo definisce lei) rappresenterebbe l’elezione della Meloni a capo
del governo, con suoi accodati ministri più che desiderosi di cancellare decenni di conquiste civili e sociali…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano
La mia sorpresa nella sua dichiarazione di voto non deriva tanto dalla scelta che potrà fare
al momento (ogni voto va rispettato) ma dalla leggerezza con cui dichiara tale scelta senza esprimere alcuna motivazione, tanto meno di carattere politico. Sembra che votare per tizio o per caio oggi sia uguale. Addirittura afferma che “se davvero gli italiani preferiscono la Meloni…va bene così”, piuttosto che “accettare ammucchiate litigiose pronte a sgretolarsi”. Mi sembra anche questa una analisi un po’ approssimativa. Io penso che ogni donna, al di là che sia o no femminista, debba riflettere più
a fondo su quale reale pericolo (come lo definisce lei) rappresenterebbe l’elezione della Meloni a capo
del governo, con suoi accodati ministri più che desiderosi di cancellare decenni di conquiste civili e sociali, in particolare a favore delle donne (diritto all’aborto, famiglia, matrimonio omosex, politiche di genere, ecc.) Votare per Renzi, che insieme a Calenda non raccoglierà i voti necessari per acquisire una posizione parlamentare autonoma, toglierà consensi alla cosiddetta sinistra e porterà acqua al mulino della destra-destra che potrebbe modificare la Costituzione con una riforma peggiore di quella che prima tentò Berlusconi e Renzi poi. Personalmente, è dal 1998 che non voto più il Pd (Pds di allora), ma non voterei mai, pur essendo in stato confusionale per il basso livello dei nostri personaggi politici, per chi anche indirettamente favorirebbe il successo di una destra pericolosa come l’attuale.
Alfredo, suo “vecchio” lettore
Io non sono una politologa, un’opinionista, una le cui idee possono far proseliti. Ma come tutti ho il diritto di scelta e anche quello di parlarne, mi sembra, anche se a lei, a molti, darà fastidio. Però mi scusi, ammesso che voti Renzi, quale è la differenza con lei che non voterà Pd e, o potrebbe non votare, o peggio, votare i più pericolosi, i finti riformisti, pronti ad accodarsi all’eventuale vincitore di destra, avendo già governato insieme? Poi si contraddice: secondo lei il voto va rispettato, ma io non posso dire che se vince la destra, “va bene così”. Cosa dovrei proporre, la lotta armata? Se, come persino l’informazione democratica non nega più, con mio grande orrore vincerà la destra, non pensa che qualche errore di superbia,di egoismo, di ignoranza, di totale imborghesimento, l’abbia fatto proprio la sinistra? E può darsi che non ci sia più voglia di votare in difesa di un principio, di un’idea, di un mondo di giustizia e libertà, se poi nella realtà nessun partito li sostiene più. Le ricordo comunque che è stato il governo Renzi a ottenere dopo 40 anni le unioni civili, e le altre leggi volute dalle donne negli anni 70 le hanno firmate i governi Andreotti, Moro, Rumor. Direi democristiani.
Sul Venerdì del 9 settembre 2022