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D'accordo su tutto tranne che su Renzi

Illustrazione di Mojmir Jezek 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. Botta e risposta sulle prossime elezioni
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

La mia opinione sulla sua dichiarazione di voto per Renzi, oltre che dalle motivazioni così ben esposte da Paolo Aquilani nella lettera del 2 settembre, deriva anche da quella vetusta, non più praticata "questione morale". Per carità, nessun reato, nessun illecito. Ma chi dice "Enrico stai sereno" e poi lo pugnala, chi dialoga con Berlusconi, chi vuole violentare la Costituzione non mi può piacere, non lo voto. E non aiuto la destra a vincere. Anche qualche ebreo come me (spero non molti) voterà la Meloni. Quanti di loro furono fascisti fino al '38, forse un po' prima, integrati nella società italiana e quindi omologati al pensiero convinto oppure opportunistico di quasi tutta la società di allora. Ma non i fratelli Rosselli, non Eugenio Curiel, non i professori ebrei che non giurarono fedeltà al …

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

La mia opinione sulla sua dichiarazione di voto per Renzi, oltre che dalle motivazioni così ben esposte da Paolo Aquilani nella lettera del 2 settembre, deriva anche da quella vetusta, non più praticata "questione morale". Per carità, nessun reato, nessun illecito. Ma chi dice "Enrico stai sereno" e poi lo pugnala, chi dialoga con Berlusconi, chi vuole violentare la Costituzione non mi può piacere, non lo voto. E non aiuto la destra a vincere. Anche qualche ebreo come me (spero non molti) voterà la Meloni. Quanti di loro furono fascisti fino al '38, forse un po' prima, integrati nella società italiana e quindi omologati al pensiero convinto oppure opportunistico di quasi tutta la società di allora. Ma non i fratelli Rosselli, non Eugenio Curiel, non i professori ebrei che non giurarono fedeltà al fascismo (in percentuale enormemente maggiore rispetto alla loro presenza demografica). Perché NOI ebrei siamo diversi l'uno dall'altro. Il mio amore per Mozart, Rossini, i gatti mi fa sentire ancora più vicino a lei. Se questa volta dissento mi vorrà perdonare, vero?
Dan Kotwicz

Al di là della realtà storica, se ricordo qualcosa della mia vita, mi pare che gli ebrei italiani di quel tempo erano molto italiani, e a differenza degli Stati Uniti non c'erano diffidenze, le diversità dipendevano dal ceto. C'era la buona borghesia, come nel Giardino dei Finzi Contini, romanzo di Bassani, film di De Sica; c'erano gli artigiani e i bottegai, come in La vita è bella di Benigni. Se eri un borghese danaroso potevi essere fascista come la maggior parte delle persone di quel ceto, per poi finire comunque nei lager. Non credo però che oggi esista un ebreo che possa essere fascista dopo l'Olocausto e con l'antisemitismo che si sono inventati gli zotici di ogni colore. Per il resto guardando la mia vecchissima e vispa gatta rossa, con un po' di fatica la perdono. Anche se mi pongo delle domande. Ho ricevuto davvero una impressionante quantità di lettere per due sole figure politiche: quella di Conte, del tutto santificato come responsabile di ogni meraviglia della Patria e del mondo e sostenuto da gruppi che sui social scrivono senza vergogna, in suo onore, che Draghi è stato il peggior premier della storia mondiale; e quella di Renzi, al cui confronto Dracula è il Padre Pio dei suoi tempi. Molto costruito, molto finto, molto organizzato. Tutto. Poi vai a sentire al teatro Parenti l'eroico o sfacciato Renzi, il solo che pur colpevole di ogni abominio, mi pare ancora in grado di ragionare, e di ritrovare la politica, l'impegno, un futuro. Abbasso Renzi viva Conte? 

Sul Venerdì del 16 settembre 2022