Da Hemingway alla caponata il passo è breve
di Tommaso Melilli , di Tommaso MelilliCome molti ricorderanno, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway racconta alcuni giorni della vita dell’anziano pescatore Santiago, che da mesi non pesca più nulla, e che tuttavia decide fiducioso di uscire in mare ancora una volta. Durante questi giorni combatte con un pesce gigantesco, che riuscirà a sconfiggere, anche se non nel modo sperato.
Alcuni, soprattutto chi ha letto il libro anni fa, ricorderanno anche che durante i giorni di lotta col gigantesco marlin, Santiago si rende conto di non avere quasi più nulla da mangiare: così, in un breve intervallo, getta una lenza, cattura e raccoglie un pesce – con la mano sinistra e con relativa agilità – per farsi uno spuntino. Ecco, quel pesce, nella traduzione italiana, è un delfino.
Lo raccoglie, ne taglia un pezzo col coltello e lo mangia crudo, con un certo risentimento perché lo trova poco saporito, e dice fra sé e sé che la prossima volta deve ric…
Come molti ricorderanno, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway racconta alcuni giorni della vita dell’anziano pescatore Santiago, che da mesi non pesca più nulla, e che tuttavia decide fiducioso di uscire in mare ancora una volta. Durante questi giorni combatte con un pesce gigantesco, che riuscirà a sconfiggere, anche se non nel modo sperato.
Alcuni, soprattutto chi ha letto il libro anni fa, ricorderanno anche che durante i giorni di lotta col gigantesco marlin, Santiago si rende conto di non avere quasi più nulla da mangiare: così, in un breve intervallo, getta una lenza, cattura e raccoglie un pesce – con la mano sinistra e con relativa agilità – per farsi uno spuntino. Ecco, quel pesce, nella traduzione italiana, è un delfino.
Lo raccoglie, ne taglia un pezzo col coltello e lo mangia crudo, con un certo risentimento perché lo trova poco saporito, e dice fra sé e sé che la prossima volta deve ricordare di portarsi un po’ di sale e di limone per condirlo. Ora, da Hemingway ci si può aspettare di tutto, ma pare difficile che un pescatore anziano che sta combattendo da giorni con una specie di pesce spada gigante possa pescare un delfino con la mano sinistra.
Il problema è, naturalmente, legato alla traduzione classica di Fernanda Pivano, che tanto ha fatto per la divulgazione della letteratura americana in Italia, ma che a volte sbagliava: il pesce in questione in inglese si chiama dolphinfish, e nella lingua sbrigativa dei pescatori si abbreviava in dolphin. Questo piccolo errore non c’è ovviamente più nella nuova traduzione di una grande traduttrice dei nostri giorni, Silvia Pareschi, uscita da Mondadori un anno fa. Il pesce, in italiano, è noto come corifena o lampuga, e cioè non è noto per nulla. In realtà, in Sicilia viene più spesso chiamato capone: dalla carne molto secca ma considerata pregiata, un tempo veniva servito sulle tavole delle élite locali fritto e cotto di nuovo in una salsa agrodolce. Chi non poteva permettersi il capone, pare, cucinava lo stesso piatto sostituendo il pesce con delle melanzane fritte, per fare di necessità virtù. O più probabilmente per necessità di inventare la caponata.
Caponata: La ricetta
Gli ingredienti
Per 2 persone:
2 melanzane grosse
4 coste di sedano
1 cipolla
Se gradite, altre verdure: carote, fagiolini, peperoni, etc.
Olive e capperi
Un bicchiere di salsa di pomodoro
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di aceto
Olio d’oliva a volontà
Sale e pepe
Come procedere
Friggere le melanzane a grossi pezzi e scolarli bene. Fare un sugo soffriggendo sedano e cipolla a pezzi, poi aggiungere le altre verdure anch’esse a pezzi e dopo 10 minuti mettere il pomodoro. Aggiungere le melanzane fritte e cuocere per altri 10 minuti, quindi sale e pepe, spolverare di zucchero e versare l’aceto. Cuocere a fuoco vivo altri due minuti, poi spegnere e mangiare il giorno dopo.