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Grande freddo a sinistra

PER POSTA. Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. Voto utile e stanchezza, orgoglio e disillusione verso il 25 settembre
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Buonasera Serra, voterò anche io Pd senza tapparmi il naso, sono di sinistra, sono contenta di esserlo e mi disturba molto che a criticare la sinistra siamo noi stessi. Nel partito ci sono bellissime persone, ad esempio Gianni Cuperlo, che fa politica con garbo, educazione e rispetto. Non voterò mai donne arroganti, non mi rappresentano, abbiamo bisogno di altro e il 25 settembre alle ore 7,30 avrò già votato, come ho sempre fatto. Ivana Moretti

Caro Pd, sono quasi 40 anni che andiamo avanti con il voto utile. Lo so, si rischia la Meloni, prima Berlusconi, ma non se ne può più di votare sempre così. Patrizia Piccioni

Gentile Serra, mi ha lasciato di stucco, a Cartabianca, sentire Bonaccini, presidente di sinistra dell’Emilia-Romagna, dichiarare due volte che la Meloni non è fascista, e poi che lui non …

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Buonasera Serra, voterò anche io Pd senza tapparmi il naso, sono di sinistra, sono contenta di esserlo e mi disturba molto che a criticare la sinistra siamo noi stessi. Nel partito ci sono bellissime persone, ad esempio Gianni Cuperlo, che fa politica con garbo, educazione e rispetto. Non voterò mai donne arroganti, non mi rappresentano, abbiamo bisogno di altro e il 25 settembre alle ore 7,30 avrò già votato, come ho sempre fatto. Ivana Moretti

Caro Pd, sono quasi 40 anni che andiamo avanti con il voto utile. Lo so, si rischia la Meloni, prima Berlusconi, ma non se ne può più di votare sempre così. Patrizia Piccioni

Gentile Serra, mi ha lasciato di stucco, a Cartabianca, sentire Bonaccini, presidente di sinistra dell’Emilia-Romagna, dichiarare due volte che la Meloni non è fascista, e poi che lui non è socialista. Ci sta aspettando una modifica della Costituzione con una repubblica presidenziale, preludio di una dittatura?  Mario Cacciola

Vero, del “voto utile” non se ne può più. Sono anni che gli elettori di sinistra votano soprattutto per impedire il peggio, non per augurarsi il meglio. E dunque Patrizia, se ho ben capito, non andrà a votare. A differenza di Ivana, che è stufa dell’ossessione autocritica della sinistra che si guarda allo specchio e non si piace (esiste il contrario del narcisismo? Chiedo aiuto a Recalcati…). Sono i due umori prevalenti nell’elettorato di centrosinistra: l’orgoglio di esistere, di contarsi, di proseguire un percorso lunghissimo e necessario; la disillusione e la fatica di sentirsi rappresentati da un luogo politico divenuto timido e incerto, poco gratificante, soprattutto poco emozionante. Comunque vada, quello di centrosinistra sarà un voto “freddo”, ragionevole, difensivo. All’attacco, la sinistra non ci va più da troppi anni, piegata dalle responsabilità di governo nella sua parte migliore, dalla vanità del potere nella sua parte peggiore. Vincesse la Meloni, caro Mario, non credo proprio che rischieremo la dittatura. Ma momenti brutti, e penosi, sì, li rischieremo, e il più brutto, secondo il mio punto di vista, sarà vedere il vecchio Berlusconi, distruttore dell’immagine italiana nel mondo e sabotatore della cultura repubblicana, gongolare come se avesse vinto lui, con il suo patetico rimasuglio di voti. Sempre rispondendo a Mario: Bonaccini ha tutto il diritto di dire che, secondo lui, Meloni non è fascista, non comunque in senso classico. Io l’ho definita “fascista rincivilita” (e Salvini “incivile fascistizzato”). Non è lei che mi fa paura, ma il clima di euforia e di impunità che una sua vittoria produrrebbe nel suo elettorato più arrogante e settario.

Tornando a Bonaccini, l’importante non è che lui si senta o meno socialista. L’importante è che sappia che socialista è la maggioranza del suo elettorato, della quale deve tenere conto non solo per rispetto, anche per convenienza. L’Emilia è socialista, nella prassi, nella conduzione della cosa pubblica, direi nel suo spirito profondo, dal 1945. Immagino che Bonaccini lo sappia.

Sul Venerdì del 16 settembre 2022