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La partita delle colf

Un’immagine del documentario Las Leonas diretto dalle registe Chiara Bondì e Isabel Achaval e prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti  
PSYCHO Nel documentario "Las Leonas" una squadra di calcio composta da donne immigrate
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In mezzo ai cine-giganti in mostra a Venezia, alle Giornate degli autori è spuntato come un fiore inatteso un documentario che si intitola Las Leonas. Diretto da Chiara Bondì e Isabel Achaval e prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti, è il racconto lieve di un gruppo di donne che giocando a pallone ritrovano un po’ di sé stesse.

Le protagoniste di questo film, da ieri nelle sale, sono immigrate a Roma dal Sud America, ma anche dal Marocco, da Capoverde, dalla Cina. Lavorano come domestiche e badanti, ma sono Las Leonas perché è il calcio che le rende fiere. Una passione creata dall’amicizia che al tempo stesso la crea. Tra un allenamento e l’altro, in lizza per la coppa, le ascoltiamo parlare delle loro vite, gli uffici da pulire, gli anziani accuditi, le famiglie dove prestano servizio. Conosciamo le loro speranze e gli impegni, le fatiche e le rabbie, i ricordi malinconici e quelli traumatici. Sono donne che curano le …

In mezzo ai cine-giganti in mostra a Venezia, alle Giornate degli autori è spuntato come un fiore inatteso un documentario che si intitola Las Leonas. Diretto da Chiara Bondì e Isabel Achaval e prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti, è il racconto lieve di un gruppo di donne che giocando a pallone ritrovano un po’ di sé stesse.

Le protagoniste di questo film, da ieri nelle sale, sono immigrate a Roma dal Sud America, ma anche dal Marocco, da Capoverde, dalla Cina. Lavorano come domestiche e badanti, ma sono Las Leonas perché è il calcio che le rende fiere. Una passione creata dall’amicizia che al tempo stesso la crea. Tra un allenamento e l’altro, in lizza per la coppa, le ascoltiamo parlare delle loro vite, gli uffici da pulire, gli anziani accuditi, le famiglie dove prestano servizio. Conosciamo le loro speranze e gli impegni, le fatiche e le rabbie, i ricordi malinconici e quelli traumatici. Sono donne che curano le nostre case e i nostri genitori, ma che spesso guardiamo da lontano, relegate in bolle di anonimato. Ci sono momenti in cui il loro lavoro domestico (espressione curiosa che miscela lo stipendio con l’intimità) è per noi una prestazione meccanica svolta a orario,
e altri momenti in cui partecipiamo delle loro vite stabilendo legami come di parentela. Se ascoltiamo parlare quelle (che sono molto più numerose di quelli) che hanno la famiglia nel Paese d’origine, ci troviamo a fare i conti con un nodo emotivo paradossale: la colpa per essersene andate e l’orgoglio per avere così garantito l’economia e dunque la crescita familiare. Un’altra altalena tra affetti e denaro. Andate a vedere Las Leonas e se un giorno la vostra colf (forma breve di collaboratrice familiare) vi chiederà una giornata libera per giocare la sua partita di calcio, il film vi dice cosa fare: occuparvi dell’acquisto della coppa, e poi fare il tifo.

Sul Venerdì del 23 settembre 2022