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Istat. La storia d'Italia raccolta in un paniere

Dalla pasta al cognac, dai 45 giri ai telefonini, dal cibo vegano alle mascherine. Un saggio ripercorre tra film, libri e spot un secolo di prezzi e di consumi. Attraverso la bibbia dell'Istat
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La canottiera bianca? Entra nel paniere Istat - l'insieme dei beni e servizi di cui si misura la variazione dei prezzi - nel 1954, insieme al frigorifero e alle caramelle, e scompare nel 2004. È quella di Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio, ma anche quella di Freddie Mercury quando cantava The Show Must go On. Nel 1996 debutta il walkman, lanciato sul mercato dalla Sony e venduto in 200 milioni di esemplari fino al 2010, quando l'arrivo dello streaming lo rottama insieme ai registratori, ai compact disc e alle musicassette. E gli hoverboard? Ve li ricordate? Nel paniere ci entrano per un attimo, subito soppiantati dai monopattini elettrici. Fino ad arrivare al presente, con la pandemia che ha trascinato per le prima volta tamponi, test sierologici, mascherine e visite psicologiche individuali nel nostro carrello della spesa.

Quando c'era lui

Le memorie del paniere, appena uscito per Donzelli editore,  racconta un secolo di storia d'Italia at…

La canottiera bianca? Entra nel paniere Istat - l'insieme dei beni e servizi di cui si misura la variazione dei prezzi - nel 1954, insieme al frigorifero e alle caramelle, e scompare nel 2004. È quella di Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio, ma anche quella di Freddie Mercury quando cantava The Show Must go On. Nel 1996 debutta il walkman, lanciato sul mercato dalla Sony e venduto in 200 milioni di esemplari fino al 2010, quando l'arrivo dello streaming lo rottama insieme ai registratori, ai compact disc e alle musicassette. E gli hoverboard? Ve li ricordate? Nel paniere ci entrano per un attimo, subito soppiantati dai monopattini elettrici. Fino ad arrivare al presente, con la pandemia che ha trascinato per le prima volta tamponi, test sierologici, mascherine e visite psicologiche individuali nel nostro carrello della spesa.

Quando c'era lui

Le memorie del paniere, appena uscito per Donzelli editore,  racconta un secolo di storia d'Italia attraverso oltre mille prodotti - pane, pasta, rossetto, cibo vegano, automobili, ma anche servizi come il lavasecco e i voli low-cost - che vanno e vengono dal paniere dei prezzi al consumo. Gli autori, Giovanni Barbieri e Paola Giacché, dopo una vita passata a inseguire i numeri all'Istituto italiano di statistica hanno deciso di mostrare ciò che "vive" dietro le cifre, in un racconto denso di citazioni di film, libri e spot pubblicitari. Quella che ne esce, alla fine, è molto più della fotografia della dispensa italica, o di un gigantesco armadio collettivo. È la cultura materiale del nostro Paese.

"L'idea di scrivere questo libro" spiega Barbieri, "c'era venuta qualche anno fa, perché l'aggiornamento annuale di questo elenco è una delle rare volte in cui i giornali riprendono i comunicati dell'Istat per farne un pezzo di costume. In realtà però il paniere racconta anche un grande pezzo di storia d'Italia. Non soltanto per tutto quello che c'è, ma anche per tutto quello che manca". Un esempio? "Il  primo anno in cui viene istituito, il 1928, non ci sono giocattoli e profumi perché era un paniere di sussistenza, in cui entravano solo i prodotti che il regime fascista considerava essenziali per il mantenimento di una famiglia di operai o impiegati. Tra gli alimenti troviamo la polenta, il baccalà e la carne senz'osso. Come scarpe ci sono i "polacchi" e al posto dei vestiti i tessuti. Si calcolano persino le calorie, accanto agli alimenti. Dopo la Prima guerra mondiale l'inflazione era altissima e lo scopo di questo strumento, più o meno esplicito, era quello di capire se i salari bastassero a sopravvivere".

La faccenda cambia dopo la Liberazione. Con il boom il paniere si gonfia di felice frivolezza. Nel 1954  ai vestiti si aggiungono gli accessori (cravatta, fazzoletto, guanti e basco) e sulla tavola entrano gli "alimenti voluttuari": caramelle, cioccolato, miele. In un colpo solo spuntano l'acqua minerale, gli elettrodomestici, la Lambretta, la radio, il televisore e l'auto. Cambiano anche i nomi. Il paniere diventa l'indice prezzi al consumo e deve rappresentare non più ciò che basta per vivere, ma "tutti i consumi che i privati e le famiglie rivolgono alle imprese". Nelle case entrano la macchina da cucire elettrica, la lavatrice e la lucidatrice, che da un lato consentono alle donne di procacciarsi un reddito extra e dall'altro le sollevano da parte dei lavori di casa. "Nel libro citiamo un autore svedese, Hans Rosling" prosegue Barbieri, "che racconta come dalla lavatrice uscissero i libri, perché il suo acquisto, per la prima volta, permise alla madre di accompagnarlo in biblioteca".

Scontrino dopo scontrino arrivano gli anni Settanta, l'epoca delle lotte operaie e della contestazione, e il paniere diventa di colpo più giovane e disinibito. Debuttano i dischi a 45 giri, le riviste per adulti, il fotoromanzo, la sottoveste, il Cognac e il rossetto. Sulla tavola compaiono per la prima volta surgelati e zafferano. Per vedere i telefoni cellulari invece bisogna aspettare la fine degli anni Novanta, tra il 1996 e 1999, quando nelle case arriva anche l'abbonamento a Internet. Lo smartphone? Farà il suo ingresso solo nel 2011, insieme alla banda larga.

E poi arrivò la guerra

All'inizio i prodotti vengono scelti a tavolino: alcuni esperti sentiti dall'Istat decidono quali siano quelli più rilevanti per fotografare i consumi. Di recente il metodo si fa più "statistico": si stabilisce che ciascuna categoria debba rappresentare almeno un millesimo delle spese delle famiglie. Nel tempo, gli impiegati comunali che perlustravano i supermercati con il taccuino in tasca vengono sostituiti da scanner data, che elaborano i dati immagazzinati negli scontrini. Anche gli aggiornamenti del paniere, da decennali che erano, diventano annuali. E arrivano le prime polemiche. "Con l'entrata in vigore dell'euro" ricorda l'autore, "l'Istat fu contestato perché era aumentato il prezzo della zucchina romanesca in modo spaventoso. Il punto però è che quello era solo uno dei tanti beni che compongono il paniere, che, essendo una media, non riflette esattamente i consumi di nessuno. Ma misura fedelmente la variazione generale dei prezzi".

Oggi la guerra in Ucraina si riflette nel paniere, sotto forma di acquisti di gas al mercato libero. E il futuro? "C'è un doppio movimento di fondo in questi cento anni" ragiona Barbieri. "La graduale perdita di importanza degli alimenti, che all'inizio pesavano il 40 per cento e ora non superano il 15. E il grande spostamento dai beni verso i servizi: da Amazon al food delivery. Ormai compongono il 46 per cento del paniere e diventeranno presto prevalenti. Sarà interessante osservare questa nuova evoluzione". Dall'Italia al paniere, e ritorno.

Sul Venerdì del 16 settembre 2022