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La peggior nemica delle donne

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. Votare Meloni è il contrario del femminismo. Anche se lei è la più brava
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Avremo finalmente una prima ministra? Di destra-destra? Le signore sono contente? Sentono di avercela fatta finalmente? Il mondo sarà loro? I maschi smetteranno di ammazzarle? Avranno dallo Stato o non so da chi un ricco stipendio (diciamo 50 euro al mese?) per restarsene chiuse in casa in ciabatte a fissare la lavatrice o Beautiful? Riusciranno a cacciare dai gabinetti gli ex uomini? E otterranno l’interruzione di gravidanza almeno dal tredicesimo figlio? Sono disperata, lo ritengo un tragico scherzo del destino. Sono una femminista in età, che ha lottato per ogni tipo di parità sociale e sessuale, alcune mie giovani amiche sono orgogliose di questa novità: sono ingenue, ignoranti, o forse hanno ragione?
Lettera firmata

Mentre scrivo la risposta è il 15 settembre, il Venerdi esce il 23, due giorni prima che succeda, forse, dico forse, l&…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Avremo finalmente una prima ministra? Di destra-destra? Le signore sono contente? Sentono di avercela fatta finalmente? Il mondo sarà loro? I maschi smetteranno di ammazzarle? Avranno dallo Stato o non so da chi un ricco stipendio (diciamo 50 euro al mese?) per restarsene chiuse in casa in ciabatte a fissare la lavatrice o Beautiful? Riusciranno a cacciare dai gabinetti gli ex uomini? E otterranno l’interruzione di gravidanza almeno dal tredicesimo figlio? Sono disperata, lo ritengo un tragico scherzo del destino. Sono una femminista in età, che ha lottato per ogni tipo di parità sociale e sessuale, alcune mie giovani amiche sono orgogliose di questa novità: sono ingenue, ignoranti, o forse hanno ragione?
Lettera firmata

Mentre scrivo la risposta è il 15 settembre, il Venerdi esce il 23, due giorni prima che succeda, forse, dico forse, l’apocalisse. È per questo che io suggerirei alle sciocchine di fare Muzia Scevola prima di segnare con una crocetta quel nome sulla scheda elettorale, perché, e la vita avrebbe dovuto insegnarlo, non c’è peggior nemico per una donna di una donna. Però c’è un però, e lo dico odiandomi e per punizione rinunciando al mio unico cioccolatino serale: ma se Giorgia Meloni davvero dovesse imporsi sopra tutti, ci riuscirà proprio perché, prima che di destra, è donna, per tutte le ragioni che ogni tanto fanno emergere una donna: per la tigna invincibile, per la forza di uscire dalle periferie di vita, e studiare, con l’impegno a presentarsi preparata (dal suo punto di vista che mi fa rabbrividire); ricordandosi che le donne fanno più fatica a essere ascoltate, a superare quella barriera che le rende sempre secondarie, e quindi a non aspettare che le scelgano i maschi illudendole di avercela fatta. Meloni si è inventata da sola, senza padrini si è imposta da sola, non ha chiesto il permesso, non ha sedotto nessuno; ha solo approfittato di quella fragilità maschile per cui se ti comporti con l’autorità e il lieve fastidio della mamma o della maestra, nessun maschio ti fermerà. Come sta succedendo adesso tra Meloni e gli altri, unica donna tra uomini di partiti rivali, disorientati e spaventati, o di supporto come Salvini, ormai silenziato e relegato nei suoi limiti folk. E poi non dimentichiamo che viviamo di immagine: neppure un bell’uomo in vista, tutti con l’aria gonfia e stanca, e lei giovane e graziosa, sempre a posto e irrefrenabile, in caso di battibecco furba come il demonio. Poi le sue amiche si pentiranno,
ma in tempi totalmente privi di memoria, ma anche di una visione contemporanea, non saranno le possibili limitazioni di libertà femminile, a spaventarle. Forse l’ho offesa signora, ma io con dolore la vedo così.

Sul Venerdì del 23 settembre 2022