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"I figli degli altri": genitori si diventa

Una scena di I figli degli altri di Rebecca Zlotowski, in sala in queste settimane.Nella foto, in primo piano l’attrice protagonista  Virginie Efira (Webphoto) 
PSYCHO Da Venezia alle sale, un film sulla fatica e la gioia di creare una nuova famiglia
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La mostra del cinema di Venezia, quest’anno, è stata piuttosto tematica, e uno dei temi è stato “genitori e figli”: dal capolavoro di Alice Diop Saint-Omer, legal movie brechtiano immerso nella tragedia greca (non vedo l’ora che sia nelle sale per parlarvene), al caso di un figlio depresso, The Son, momenti avvincenti momenti didascalici, per la regia di Florian Zeller. Il film che vi segnalo oggi, nei cinema da ieri, ha un titolo, I figli degli altri, che va al cuore di un problema (che spesso è un problema bellissimo) che molti di noi conoscono: come amarli, questi figli degli altri, cioè i figli che la persona che amiamo ha avuto da una relazione precedente? Senza perdersi in psicologismi, la regista Rebecca Zlotowski ci racconta una storia intensa e delicata, molto francese, un tocco di Sautet.

È la storia di Rachel (la brava Virginie Efira), insegnante quarantenne, e del suo grande amore, improvviso e corrisposto, per un…

La mostra del cinema di Venezia, quest’anno, è stata piuttosto tematica, e uno dei temi è stato “genitori e figli”: dal capolavoro di Alice Diop Saint-Omer, legal movie brechtiano immerso nella tragedia greca (non vedo l’ora che sia nelle sale per parlarvene), al caso di un figlio depresso, The Son, momenti avvincenti momenti didascalici, per la regia di Florian Zeller. Il film che vi segnalo oggi, nei cinema da ieri, ha un titolo, I figli degli altri, che va al cuore di un problema (che spesso è un problema bellissimo) che molti di noi conoscono: come amarli, questi figli degli altri, cioè i figli che la persona che amiamo ha avuto da una relazione precedente? Senza perdersi in psicologismi, la regista Rebecca Zlotowski ci racconta una storia intensa e delicata, molto francese, un tocco di Sautet.

È la storia di Rachel (la brava Virginie Efira), insegnante quarantenne, e del suo grande amore, improvviso e corrisposto, per un uomo che è anche padre di una figlia piccola, Leila. Dunque il frutto d’un amore di ieri, di una memoria non condivisa, di un futuro da costruire. Imparare ad amare, calibrare l’investimento, inventare la contorsione generosa dell’esserci abbastanza senza esserci troppo, gestire la contabilità emotiva di diventare genitore senza esserlo mai stati, negoziare la libertà, regalarsi alla dipendenza, diventa dunque il tirocinio esistenziale che metterà alla prova la coppia.

La parte interessante del tirocinio, la vera sfida, è quella che interroga le genitorialità, quella del genitore separato e quella del genitore acquisito. Un tirocinio a più voci e qualche fantasma: la famiglia di prima, spezzata; quella di adesso, fatta di passione e futuro. Gli occhi di Leila che cercano di capire su quale luogo d’amore posarsi e il cuore di Rachel che cerca di trovare il battito della maternità.

Sul Venerdì del 23 settembre 2022