Sopravviveremo anche a queste elezioni
di Michele Serra, di Michele SerraScrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, due sono le proposte su cui il centrodestra è compatto e che rivelano la sua natura contraria ai principi costituzionali di libertà e uguaglianza. Sono la Repubblica Presidenziale e la Flat Tax. Nella prima si mina il cardine della nostra Costituzione che si basa sul bilanciamento dei poteri, per affidare il potere al demiurgo legato direttamente al popolo seguendo l’idea fascista variamente declinata (Franco, Peron, etc). Nella seconda viene violato il principio costituzionale della tassazione progressiva per la ridistribuzione della ricchezza, così i ricchi pagano meno (Berlusconi alcuni milioni di euro in meno) e i poveri pagano di più, passando dal 15 al 23 per cento. Vecchio principio fascista, difendere la classe dei proprietari. Evidente lo spirito del centrodestra, unito dall’avversione per la Resistenza. Di fr…
Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, due sono le proposte su cui il centrodestra è compatto e che rivelano la sua natura contraria ai principi costituzionali di libertà e uguaglianza. Sono la Repubblica Presidenziale e la Flat Tax. Nella prima si mina il cardine della nostra Costituzione che si basa sul bilanciamento dei poteri, per affidare il potere al demiurgo legato direttamente al popolo seguendo l’idea fascista variamente declinata (Franco, Peron, etc). Nella seconda viene violato il principio costituzionale della tassazione progressiva per la ridistribuzione della ricchezza, così i ricchi pagano meno (Berlusconi alcuni milioni di euro in meno) e i poveri pagano di più, passando dal 15 al 23 per cento. Vecchio principio fascista, difendere la classe dei proprietari. Evidente lo spirito del centrodestra, unito dall’avversione per la Resistenza. Di fronte a questa sfida ciò che colpisce è l’acquiescenza di tutto il centrosinistra che sembra vergognarsi di dare alla Meloni della fascista quando lo è. A volte più che tigri sembriamo cani bastonati.
Francesco Ciotti
Non amo l’idea del presidenzialismo ma per onestà va riconosciuto che non è sempre coincidente con una concezione autoritaria del potere. Non lo è, per esempio, negli Stati Uniti e in Francia. Vero è che qui in Italia il presidenzialismo, assai meglio del parlamentarismo, sarebbe in perfetta sintonia con l’idea scellerata dell’uomo forte, che deriva dalla sostanziale puerilità di moltitudini di italiani: preferiscono un Padre da omaggiare piuttosto che accettare la responsabilità e la fatica di crescere. Siamo un popolo di non adulti, chissà quando e chissà come riusciremo a venirne fuori. Totalmente d’accordo, invece, sulla obbrobriosa “tassa piatta”, che contraddice il concetto di proporzionalità dell’Irpef. È una proposta che basta da sé sola a smentire l’idea che destra e sinistra pari sono. La destra, anche quella che agita il drappo del populismo, considera le disuguaglianze sociali l’effetto di una selezione naturale che va accettata per quello che è. Mancano solo due giorni al voto, i giochi a questo punto sono quasi fatti, bisognerà accogliere con serenità l’esito, qualunque esso sia. In caso di vittoria delle destre – queste destre – giova comunque ricordare che già nel 1994 le elezioni furono vinte da una coalizione di leghisti, neofascisti, forzisti, cattolici di destra, capeggiata dall’inventore del populismo italiano, Berlusconi. Ne siamo usciti vivi: sputtanati in mezzo mondo, malconci, indeboliti, ma vivi. Sopravviveremo anche a queste elezioni.
Sul Venerdì del 23 settembre 2022