A casa di Varenne, pensionato e stallone
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiVILLANTERIO (Pavia). È solo un istante, ma dice tutto. Dopo che la sua fidanzata Minnie è venuta a trovarlo (i due starebbero sempre insieme, però è un amore impossibile come moltissimi amori: lei infatti è un pony), dopo che la gattina Molly si è fatta un giro dalle sue parti, dopo che lui si è lasciato accarezzare, ammirare e raccontare dentro il box giallo e nero (ma con aria condizionata, videocamere e sensori), il cavallo decide di uscire sul prato dove si volta di colpo per accennare un brevissimo trotto. Ed è qui che l'istante prende forma: quando la grazia sublime di un piccolo movimento, l'eleganza del collo teso e dei muscoli che vibrano sotto il manto, e quel modo di protendere gli zoccoli incontro all'aria del mattino cancellano il tempo, i 27 compleanni, le stagioni trascorse, i commossi ricordi, portandosi via i vent'anni passati dall'ultima gara. E la meravigliosa creatura torna ad essere quello…
VILLANTERIO (Pavia). È solo un istante, ma dice tutto. Dopo che la sua fidanzata Minnie è venuta a trovarlo (i due starebbero sempre insieme, però è un amore impossibile come moltissimi amori: lei infatti è un pony), dopo che la gattina Molly si è fatta un giro dalle sue parti, dopo che lui si è lasciato accarezzare, ammirare e raccontare dentro il box giallo e nero (ma con aria condizionata, videocamere e sensori), il cavallo decide di uscire sul prato dove si volta di colpo per accennare un brevissimo trotto. Ed è qui che l'istante prende forma: quando la grazia sublime di un piccolo movimento, l'eleganza del collo teso e dei muscoli che vibrano sotto il manto, e quel modo di protendere gli zoccoli incontro all'aria del mattino cancellano il tempo, i 27 compleanni, le stagioni trascorse, i commossi ricordi, portandosi via i vent'anni passati dall'ultima gara. E la meravigliosa creatura torna ad essere quello che sarà per sempre, un fuoriclasse tremendo e puro, qualcosa di mai nato prima e che mai più nascerà, un unicorno, il più forte trottatore di tutti i tempi. Solo il nome: Varenne.
Romanticismo a parte
C'è vento stamattina, lo stesso di quando lui nacque, creatura tempestosa dal primo giorno, quel 19 maggio 1995. I duecento ettari della tenuta "Il Cigno" sono il luogo dove il campione invecchia amando, senza mai smettere di farsi amare. Varenne fa infatti lo stallone da due decenni, e si calcola che ormai abbia più o meno tremila figli in giro per il mondo, alcuni grandi corridori e altri no, alcuni ottimi stalloni, altre eccellenti fattrici, siamo ormai alla terza generazione. Il dottor Federico Funghi è il giovane veterinario che lo visita ogni giorno, e che tre volte la settimana lo conduce alla monta meccanica, perché Varenne mai conobbe cavalla, purtroppo è la legge. "Se fosse un essere umano, con i suoi 27 anni ora ne avrebbe circa un'ottantina. Ma questi animali non smettono di essere sessualmente attivi. Con il seme di Varenne si coprono circa 15 fattrici a settimana, tutto viene immediatamente analizzato al microscopio e allo spettrofotometro dopo ogni prelievo".
Dimentichiamo il romanticismo e concentriamoci sui numeri: una dose del seme del fuoriclasse costa seimila euro se nascerà un puledro "vivo e vitale", altrimenti niente. Una parte è usata fresca, l'altra viene congelata e spedita ai committenti lontani. Calcolando a spanne, Varenne ha reso una ventina di milioni di euro in questi vent'anni, oltre ai sei milioni abbondanti conquistati in gara, bottino ancora ineguagliato. Si capisce che si vigili sulla sua salute e sulla sua efficienza erotica 24 ore su 24. "Facciamo gli esami del sangue di routine una volta al mese, e ogni due o tre mesi i test più approfonditi. Varenne è seguito dall'osteopata, fa stretching e ginnastica. Per il resto è libero e felice, una macchina meravigliosa. Io avevo tre anni quando Varenne vinceva tutto, non si era mai visto un cavallo al telegiornale: occuparmi di lui è un onore e un'emozione".
Come Ali e Maradona
Vicino al box sta per essere inaugurata "La casa di Varenne", una specie di chalet con foto e cimeli (la coperta, il frustino, alcuni premi) dove sarà possibile prenotare una visita gratuita (scrivendo a info@varenne-official.com). Gli appassionati usciranno poi dalla casa e andranno incontro al campione in carne, ossa e criniera. Vengono tante scuole e si fa attività sociale con ragazzini fragili o problematici. "Lui si mette in posa per i selfie e a volte fa l'inchino al pubblico, nessuno gliel'ha insegnato, è il suo sangue di campione che lo guida" racconta Monica Doglione che rappresenta la proprietà del cavallo, cioè la Varenne Futurity di Enzo Giordano. "La casa di Varenne vuole essere un'emozione: per capire cosa rappresenti questo fenomeno dell'ippica e dello sport italiano, per spiegarlo ai giovani che non lo videro correre. Perché sappiano che dire Varenne è come dire Maradona o Muhammad Ali".
Oltre il viale di pioppi si apre il paddock, la terra libera dei cavalli, la piccola prateria dove galoppano i giorni. Quelli di Varenne cominciano alle cinque e mezza del mattino con una carezza. "Quando arrivo per occuparmi di lui, lo trovo quasi sempre sveglio. Mi fa le feste perché sa che è ora di colazione". Daniela Zilli è la sua "lad", una specie di tata, quasi una mamma. La persona che più di ogni altra lo accudisce, con l'aiuto della sorella gemella Nichi. Anche parlando con noi, Daniela non smette di accarezzargli il muso. "Ma quando serve lo sgrido e lui capisce al volo. Vorrebbe correre ma più di tanto non si può, c'è il rischio di infortuni e Varenne non è un giovanotto, a parte quando vede una cavalla. Facciamo passeggiate, in sella e a mano, facciamo esercizi. Lo spazzolo, gli parlo. In gara era freddo, lucidissimo, non sprecava energie con l'emotività ed è rimasto speciale. Lui non solo è grande, ma è unico: chi viene a vederlo, deve saperlo bene e non dimenticarlo mai. Questo non è un cavallo: è Varenne".
Piccoli (e grandi) fan
C'è anche un bambino accanto al Capitano, storico soprannome del fenomeno. Si chiama Alessio De Biasi e ha nove anni. Già cavalca nel dressage, e con l'amico Varenne ha trascorso l'estate. "Gli do le carote, le mele e il pastone ma lui non è mai ingordo. E durante la monta è bravo, non si impenna e non mette mai in difficoltà. È felice. Io abito qui vicino, vengo in bici. Ho appena cominciato la quinta elementare". Il bambino parla come un grande, invece sembrava proprio un bimbo il signore appena venuto dalla Sicilia per vedere Varenne, aveva addosso la t-shirt con l'immagine del cavallo che gli regalarono 17 anni fa, dono di matrimonio, mai indossata. "Il tizio ha abbracciato il cavallo e si è messo a piangere", racconta Stefano Tosi, proprietario della tenuta "Il Cigno". "Forse neanch'io ho metabolizzato cosa significhi avere qui Varenne, una leggenda dello sport mondiale. E si sa che le leggende non invecchiano".
Su un grande pannello hanno scritto le date e le corse delle 51 vittorie, in appena cinque stagioni, di questo prodigio che ora ci osserva con occhioni liquidi e mansueti. Accostarlo fa effetto. Porta sul muso una targhetta col nome, ed è impossibile resistere alla tentazione di una carezza. Lui è così morbido e caldo. Le dita sfiorano il muso, quella specie di stella bianca in mezzo agli occhi, e il manto color tabacco. Così il pensiero corre più veloce di un Varenne a quelle immagini di trionfo, alle corse imperiose e quasi sempre conquistate per distacco, come un Coppi in fuga perenne dal resto del mondo, lui troppo superiore e solo. Lo storico driver Giampaolo Minnucci ogni tanto viene a trovare il suo pupillo, e Varenne lo riconosce al volo, così i due sono ancora e sempre insieme sul rettilineo dell'Amérique o del Lotteria, le bandiere, il tripudio. L'immaginario si agita. Come canta Enzo Jannacci nel brano scritto per il Capitano, c'è chi ha pianto per Varenne, "Varenne très bien".
Sedotto da una criniera bionda
Oggi il vento ha portato pioggia, ma è un temporale e dura poco. C'è bel fresco. Nitriti e colpi di vento, passione. Varenne prova a scacciare le mosche con la coda, poi resta immobile come se ascoltasse chi sta parlando di lui. Ad esempio Alessia Girani, biotecnologa e veterinaria che fa parte dello staff: "Gli porto le carote, un po' lo vizio... Vicino a lui si ha proprio la sensazione di essere con una creatura unica, cominciando dal modo in cui ti guarda".
Alla staccionata si avvicina una cavallina con la criniera lunga e bionda, ha anche una piccola treccia sul muso, insomma Minnie. "Lei e Varenne si cercano continuamente", spiega Daniela. "Una volta, Minnie riuscì persino ad aprire il box e far scappare un po' di cavalli sparsi di qua e di là. Ma io sapevo perfettamente dove l'avrei recuperata e proprio lì la trovai, muso contro muso col mio ragazzo".
Minnie la portano davanti alla sala-monta quando Varenne ha bisogno di un aiutino per eccitarsi, cioè mai, davanti al manichino. "Quando è l'ora della monta, lui lo sa benissimo e mi spinge col muso come a dire di sbrigarmi", rivela il dottor Funghi che è un ragazzone ben piantato: "Servono muscoli, i cavalli sono forti e il nostro lo è ancora moltissimo". Chissà se si può desiderare ciò che non si è mai conosciuto, oppure se è solo l'istinto a governare il mondo nel gran viaggio che moltiplica la vita. Ci pensiamo osservando Varenne, il cavallo che mai ebbe una cavalla, innamorato di Minnie che mai avrà.