Teatro. Manuel Agnelli porta in scena David Bowie
di Anna Bandettini , di Anna BandettiniMancavano solo 34 giorni alla sua morte, il 10 gennaio 2016. Off-Broadway, al New York Theatre Workshop, David Bowie fece l'ultima apparizione pubblica il 7 dicembre 2015. Debuttava Lazarus, l'opera rock che aveva scritto nei mesi della malattia, con il drammaturgo e sceneggiatore irlandese Enda Walsh: un sequel sul malinconico migrante interstellare Thomas Jerome Newton, il protagonista del romanzo di Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla terra, che Bowie aveva impersonato nel 1976 nell'omonimo film di Nicolas Roeg. Dunque, sul valore di Lazarus, intitolato, per di più, come il singolo, estratto dall'ultimo, stupendo album, Blackstar, c'è poco da discutere: è il notturno e poetico addio di Bowie che a Newton affida i suoi temi, "lo spazio lontano, il dolore, l'isolamento, la perdita dell'amore, la distanza dal mondo", come spiega Valter Malosti, il sessantunenne regista che sta preparando la prima edizione italiana del mus…
Mancavano solo 34 giorni alla sua morte, il 10 gennaio 2016. Off-Broadway, al New York Theatre Workshop, David Bowie fece l'ultima apparizione pubblica il 7 dicembre 2015. Debuttava Lazarus, l'opera rock che aveva scritto nei mesi della malattia, con il drammaturgo e sceneggiatore irlandese Enda Walsh: un sequel sul malinconico migrante interstellare Thomas Jerome Newton, il protagonista del romanzo di Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla terra, che Bowie aveva impersonato nel 1976 nell'omonimo film di Nicolas Roeg. Dunque, sul valore di Lazarus, intitolato, per di più, come il singolo, estratto dall'ultimo, stupendo album, Blackstar, c'è poco da discutere: è il notturno e poetico addio di Bowie che a Newton affida i suoi temi, "lo spazio lontano, il dolore, l'isolamento, la perdita dell'amore, la distanza dal mondo", come spiega Valter Malosti, il sessantunenne regista che sta preparando la prima edizione italiana del musical, nuova rispetto alla produzione americana diretta da Ivo van Hove, con un protagonista inedito come Manuel Agnelli ("per me è un modo diverso di usare la voce, in una cosa nuova e con un senso bello e attuale") e un cast interessante, con la vincitrice di X Factor 2020, Casadilego, nel ruolo della Ragazza, l'attore Roberto Latini, la danzatrice Michela Lucenti.
Originalissima forma di teatro musicale (diciassette i brani di Bowie, di cui quattro inediti), Lazarus è il titolo di punta della ricca e vivace stagione 2023 di Ert - Emilia Romagna Teatro di cui Malosti è anche direttore artistico, e debutterà al Teatro Bonci di Cesena il 22 marzo, dal 26 aprile a Bologna e poi in tournée nei luoghi che coproducono, Stabile di Torino, Teatro di Napoli, Teatro di Roma e Lac Lugano.
Malosti, partiamo da Bowie?
"Un grande amore, il mio primo disco nuovo, cioè, non usato, che comprai nel '77, a 16 anni quando possedevo circa ottomila vinili. L'album era Heroes che ora sarà il brano di chiusura dello spettacolo. Bowie, con Demetrio Stratos e Carmelo Bene, per me era un idolo. Lui è stato la liberazione, l'aspirazione al cambiamento, a osare. A Lazarus pensavo da quel dicembre 2015".
di ERT - Teatro Nazionale (Laila Pozzo)
E poi?
"Mi sono procurato subito i diritti, ma ho dovuto aspettare il momento e il protagonista giusto. Con Gup Alcaro, il sound designer, lo scenografo Nicolas Bovey, stiamo pensando a un lavoro colorato, con video, mentre con Enda Walsh, di cui sono amico, stiamo rifinendo il testo italiano. Mi ha raccontato che Bowie si era presentato da lui con quattro paginette in cui partiva dalla storia di Newton, l'alieno intrappolato sul nostro pianeta, e dal suo desiderio di fuga, per poi arrivare a parlare di una persona che cerca riposo. Tutto è come se si svolgesse nella testa di Lazarus. È un testo complesso, come le canzoni di Bowie, attraversato dall'idea della morte con quella grazia che lui stesso esibiva perfino nella fase autodistruttiva della sua vita, quella delle droghe. Inoltre, come in un Brecht di oggi, c'è anche il tema del diverso, dei migranti. Bowie vedeva se stesso come un migrante della vita".
Una bella responsabilità per Manuel Agnelli.
"Manuel è uno interessante. Qui reciterà in italiano e canterà in inglese. Ci siamo conosciuti da ragazzi quando frequentava la scena musicale torinese. Ho pensato a lui per la doppia anima che ha: fisicità forte ma anche femminilità, disponibilità alla fragilità, a farsi interrogare. Chiaro che è una sfida per tutti e due. Ma Enda Walsh mi ha detto che Bowie voleva per Lazarus artisti con una personalità evidente".
Ci sarà qualche immagine di Bowie in scena?
"C'è la sua musica. A New York si sentiva lui in un frammento sonoro, che metteremo anche noi".
Bowie illumina tutta la stagione di Ert, a partire dal titolo "Girati e affronta l'ignoto", dal brano Changes, considerato il suo manifesto.
"Sì, Bowie per me è la ricerca incessante, lo slancio, ed è quello che vorrei imprimere a tutto l'Ert. Il periodo è difficile, ma non ci si deve chiudere nel vittimismo, bisogna essere coraggiosi".
Un primo atto di coraggio è la ripresa del festival internazionale Vie, ripristinato a inizio stagione.
"Dal 7 al 16 ottobre tra Modena, Bologna, Cesena e Vignola. Il progetto, a cura di Barbara Regondi, conferma l'attenzione a proposte innovative, e penso a Imagine di un maestro come Krystian Lupa, un evento di sei ore, o la scoperta della giovane artista greca Argyro Chioti, Marcos Morau e la Veronal con Opening Night... Il festival ha anche incamerato la rassegna di drammaturgia fisica "Carne" a cura di Michela Lucenti e coproduce i lavori di nove artisti italiani".
Altra bella sfida: oltre cento titoli nella stagione.
"Andiamo da Angélica Liddell con La Caridad a Theodoros Terzopolous che dirigerà Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Paolo Musio in Aspettando Godot. Sono molto orgoglioso del progetto, con la collaborazione di Giovanni Agosti, su Pasolini, che vedrà anche tutte le sue sei tragedie rilette da giovani registi, da Fabio Condemi a Giorgina Pi, i Kepler... Emilia Romagna Teatro è una realtà complessa che ha molte declinazioni sul territorio, perché ha cinque sale in città diverse che hanno necessità di percorsi culturali diversi l'una dall'altra. Ecco, anche questo significa essere coraggiosi. Proprio come Bowie".
SPECIALE TEATRO - TUTTE LE INTERVISTE
Mario Martone: "Con testi antichi o moderni voglio parlare contemporaneo"
Emma Dante: "Il mio amarcord per rievocare gli Happy Days della televisione"
Marco Tullio Giordana: "Fnalmente in Pasolini non vedo solo me stesso"
Stand-Up. Chi ha paura di ridere con la grande Hannah Gadsby?
Ausrine Stundyte: "È colpa di mio padre se in scena mi viene naturale la ferocia"
Davide Livermore: "Dalla Grecia alla Scozia il potere è una tragedia"
Valerio Binasco: "Il mio Dulan è una storia capace di materializzare le nostre paure"