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La sinistra che non vuole vincere

Illustrazione di Mojmir Ježek 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. Quando il meglio dà fastidio e viene tenuto lontano
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Mi è rimasta la passione della politica cominciata dopo il liceo classico dove ho avuto la straordinaria fortuna di avere come docenti figure come Alberto Asor Rosa e Giovan Battista Salinari, e alla Sapienza professori come Paratore, Sapegno, Mazzarino. Ho cominciato a 20 anni come segretario del Psi a Guidonia, già in grande sviluppo ai tempi di De Martino e Mancini. Poi la vita mi ha portato a lavorare in banca, sposarmi, abbandonare la politica attiva (mio suocero, sindaco Pci a Tivoli, fu svariate volte consigliere provinciale) per diventare segretario regionale dei bancari della Cgil. Tutta questa pappardella per certificare la mia appartenenza fedele nei secoli a tutto quello che è venuto dopo la Bolognina, a volte con fatica, ma appassionandomi solo per le segreterie Veltroni e Renzi, secondo me gli unici personaggi di spessore usciti da quelle esperi…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Mi è rimasta la passione della politica cominciata dopo il liceo classico dove ho avuto la straordinaria fortuna di avere come docenti figure come Alberto Asor Rosa e Giovan Battista Salinari, e alla Sapienza professori come Paratore, Sapegno, Mazzarino. Ho cominciato a 20 anni come segretario del Psi a Guidonia, già in grande sviluppo ai tempi di De Martino e Mancini. Poi la vita mi ha portato a lavorare in banca, sposarmi, abbandonare la politica attiva (mio suocero, sindaco Pci a Tivoli, fu svariate volte consigliere provinciale) per diventare segretario regionale dei bancari della Cgil. Tutta questa pappardella per certificare la mia appartenenza fedele nei secoli a tutto quello che è venuto dopo la Bolognina, a volte con fatica, ma appassionandomi solo per le segreterie Veltroni e Renzi, secondo me gli unici personaggi di spessore usciti da quelle esperienze negli ultimi decenni. Sappiamo di Veltroni costretto a dimettersi dopo aver preso il 33,8 per cento per colpa di chi sappiamo, chi (al di là dei suoi errori) ha brindato in piazza con Gasparri e La Russa la sera di dicembre 2016.  Ricordo altresì molto bene il contorno quasi stucchevole degli osannatori dentro e fuori Pd la sera delle Europee, con il 40,8 per cento. Ho sentito in streaming il discorso di Renzi al Parenti, quello ancora più bello di Ercolano qualche giorno dopo. La violenza e l’odio contro il più brillante e intelligente e preparato, anche il più presuntuoso dei politici italiani, io li giustifico con l’invidia e con l’irriducibile ostilità di chi durante i mille giorni ha perso potere: grandi manager, magistrati, alti burocrati, anche qualche grande giornalista che era abituato se non a dettare, almeno a condividere le agende. Mi pare che lei scriva quello che pensa e in cui crede senza pensare alle conseguenze. Che resista agli insulti organizzati, in special modo dalle vedove di Conte, verso il quale questa attrazione me la può spiegare solo un Recalcati o un Galimberti. Come dice spesso Merlo, un uomo, anzi uno quasi senza qualità senza scomodare Musil, assurto, e sono sicuro che prenderà almeno il 15 per cento, a miracolosa divinità.
Carmelo Morabito, Tivoli

La ringrazio per avere spiegato con sapienza e partecipazione quello che io penso confusamente. Chi, come lei, ha vissuto i tempi della bella sinistra, ha poi avuto lo stupore e il dolore di seguirne le battaglie interne per eliminare il meglio (cominciando addirittura da Prodi) e rinchiudere il partito in un fortino di pari mediocri per sopravvivere tutti. Anche io ricordo il Veltroni politico, appassionato e  geniale, e rispetto il Renzi, forse l’ex premier più umiliato d’Italia, perché resiste a una campagna d’odio vistosamente orchestrata: possibile che io abbia ricevuto almeno un centinaio di lettere molto dettagliate contro di lui mentre questa sua è la sola che non si genufletta davanti a Conte, l’elemosiniere a spese degli italiani che verranno, che si è attribuito i meriti di Mario Draghi, mai abbastanza rimpianto. Ma è proprio la sua mediocrità, credo, la ragione per cui piace. Comunque queste due paginette le stiamo componendo al buio, a tre giorni dalle elezioni, le stiamo leggendo cinque giorni dopo, nel casino post elezioni e pre nuovo governo, dopo una campagna elettorale vergognosa, che ci ha mostrato il peggio di tutto e tutti. E non perché non esista il meglio, ma perché appunto il meglio dà fastidio ed è stato tenuto lontano, e penso a certe persone, neppure nominate, come Giuliano Pisapia, oppure oscurate come l’appassionata e convincente Elly Schlein, che credo avrebbe trascinato i giovani anche con il suo sincero informato impegno  verso l’ambiente, che è stato il più trascurato in queste elezioni, in cui certi politici hanno ingannato gli italiani come a suo tempo Wanna Marchi le sue vittime. Ma per tanti non è importante vincere, basta esserci.

Sul Venerdì del 30 settembre 2022