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Mahmood si racconta sul Venerdì: "Non volevo tornare a fare i cappuccini"

Sul magazine di Repubblica il cantautore narra il lungo percorso personale e artistico che lo ha portato dai primi tentativi a vuoto al grande successo e presenta il documentario in anteprima alla Festa di Roma e poi in sala. L'intervista integrale
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"L'ultima cosa che volevo fare era tornare a fare i cappuccini". Sveglia all'alba, dalle sei nel bar del cugino fino a mezzogiorno, per avere il resto della giornata a disposizione per studiare musica. Il sogno di Mahmood era a portata di mano, dopo tanti tentativi l'arrivo a X Factor, dove però l'avventura durò pochissimo. E da lì iniziò una lunga rincorsa fatta di sacrifici, passi falsi e infine tante soddisfazioni. Come il nuovo film documentario Mahmood, in anteprima stasera 14 ottobre alla Festa di Roma nella sezione Alice nella città, poi dal 17 al 19 in sala e quindi su Prime Video - che ripercorre la favola di Alessandro Mahmoud, 30 anni appena compiuti, di madre sarda e padre egiziano, vincitore di due Festival di Sanremo, nel 2019 con Soldi e nel 2022 con Brividi in coppia con Blanco.

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Nell'intervista di copertina in esclusiva per il Venerdì di Repubblica il cantante e autore si racconta senza filtri a Giuseppe Videtti. A partire da quel mondo parallelo che si era costruito nello sgabuzzino della casa di Gratosoglio dove è cresciuto insieme alla madre dopo la separazione dal padre: "Mi chiudevo nel ripostiglio senza finestra. Lì dentro avevo costruito i miei castelli, li collegavo con i fili. Pensavo che quei giochi fossero reali, mettevo tutti a letto quando uscivo, li coprivo con un lenzuolino. Ogni tanto riaprivo la porta per controllare che fosse tutto ok, se magari invece di dormire facessero chiasso". Con gli anni la passione per la musica è diventata un nuovo modo per proteggersi dall'insicurezza: "C'è stato un cambiamento, mi sono imposto di essere più positivo. In questi anni mi sono successe cose bellissime, ma mi sono sempre buttato giù. Ora ho deciso di stare più tranquillo. È uno sforzo che devo fare".

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