Le foto senza trucchi del Google Pixel 7 Pro sono quasi un miracolo
di
Jaime D'Alessandro
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di Jaime D'Alessandro
Playground. Il miglior telefono mai prodotto dal colosso del Web, con una fotocamera sorprendente che non ha bisogno di stravolgere le immagini per farle apparire più belle
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Uno dei pregi dei Pixel, gli smartphone di Google, sta nell'essere relativamente facili da riparare. Il ché assicura un certo grado di durabilità a differenza di altri. Hanno poi un design elegante e differente rispetto alla media, oltre ad una semplicità d'uso invidiabile. Ma quel che ci ha sorpreso del Pixel 7 Pro, appena uscito, è la fotocamera. Non tanto nelle caratteristiche tecniche quanto nella sostanza. Il sensore principale sul retro è da 50 megapixel, quello frontale da 10. Numeri in linea con altri modelli di questa fascia di prezzo: 899 euro per la versione da 128Gb di spazio per archiviare foto e altri file, 999 per quella da 256Gb. C'è anche il Pixel 7, da 649 euro, che ha caratteristiche meno evolute ma che non abbiamo provato.
Al di là della densità del sensore e dell'ottica, colpiscono le foto stesse: per una volta non vengono truccate applicando colori polarizzati tanto seducenti quanto fasulli. Il Pixel 7 Pro fa miracoli evitando di farli, che è un'operazione complicata. Si scatta una foto all'imbrunire e i colori sono quelli. Gli algoritmi intervengono, ovviamente, ma per migliorare il dettaglio e l'esposizione non per aggiungere effetti artificiosi. Lo si vede subito dopo lo scatto come operano, in quella frazione di secondo che passa prima che il software si metta ad elaborare. L'immagine diventa più definita e se ad esempio si è scelta la modalità ritratto, lo sfondo viene sfuocato. Ma non c'è alcun tocco invadente, se non a tratti nelle foto notturne. Un passo avanti sulla stessa strada, quella di una fedeltà maggiore, lo ha fatto l'X80 Pro di Vivo. Ha una fotocamera notevole, ma alcuni difetti macroscopici in altri ambiti che lo rendono poco utilizzabile.
Intendiamoci, non tutto torna nel sistema fotografico del Pixel 7 Pro. Capita ad esempio che il software in automatico metta a fuoco un volto sullo sfondo quando stiamo inquadrando un oggetto in primo piano. Nel complesso però opera con una capacità notevole intuendo, secondo le condizioni di luce e il contesto, il modo migliore per intervenire senza essere di intralcio. Su questo fronte le conoscenze di Google in fatto di intelligenza artificiale, specie nell'analisi e nella correzione delle immagini, sono evidentemente diversi gradini sopra gli altri.
Per il resto è un telefono velocissimo che usa come processore il nuovo Tensor G2, sviluppato sempre da Google. Ha poi 12Gb di memoria ram, involucro in alluminio riciclato e una versione del sistema operativo Android 13 pulita. Lo schermo oled da 6,7 pollici dai bordi curvi, arriva ad una risoluzione 2K a 120Hz con una luminosità elevata. Fra i migliori visti fin qui. Anche microfono e altoparlanti sono sopra la media.
Difetti? Rispetto al Pixel 6 Pro non ci sono tantissime differenze. In secondo luogo, la camera frontale è solo da 10 megapixel e anche se fa molto bene il suo mestiere siamo al di sotto dello standard per questa fascia di prezzo. La batteria poi non ha la ricarica veloce e le prestazioni sono accettabili ma non da primato. Infine il riconoscimento del volto e il sensore di impronta per sbloccare il telefono non sempre funzionano in maniera impeccabile. C'è però di peggio in giro e su altri fronti invece è difficile trovare di meglio. Almeno al momento.