"Triangle of sadness": all'ultima moda
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiTriangle of Sadness (triangolo della tristezza), è un termine usato in chirurgia estetica per indicare le rughe di espressione che attraversano la glabella, che nessuno sa cos’è ma da maniaco del vocabolario anatomico quale sono vi dico che è la piccola area depressa compresa tra le arcate sopracciliari. C’è chi, inseguendo una serenità almeno apparente, se lo fa spianare, questo triangolo, con non so quale diavoleria botulinica. È anche il titolo del nuovo film di Ruben Östlund, svedese amatissimo a Cannes, che si aggiudica la seconda Palma d’oro (la prima andò a The Square). Il quadro devastante del genere umano che emerge da Triangle of Sadness non favorisce certo lo spianamento delle nostre glabelle, che anzi emergono dalla visione assai provate.
Triangle of Sadness (triangolo della tristezza), è un termine usato in chirurgia estetica per indicare le rughe di espressione che attraversano la glabella, che nessuno sa cos’è ma da maniaco del vocabolario anatomico quale sono vi dico che è la piccola area depressa compresa tra le arcate sopracciliari. C’è chi, inseguendo una serenità almeno apparente, se lo fa spianare, questo triangolo, con non so quale diavoleria botulinica. È anche il titolo del nuovo film di Ruben Östlund, svedese amatissimo a Cannes, che si aggiudica la seconda Palma d’oro (la prima andò a The Square). Il quadro devastante del genere umano che emerge da Triangle of Sadness non favorisce certo lo spianamento delle nostre glabelle, che anzi emergono dalla visione assai provate.
Sul Venerdì del 28 ottobre 2022