"Ninjababy": caro feto non ti voglio
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiRakel disegna fumetti, beve troppo, fa uso di sostanze e si porta a letto gli uomini che le piacciono. È una ventenne norvegese tutta spigoli, emozioni che sfuggono di mano, sincerità impulsive. Non proprio la figlia che tutti vorremmo, ma almeno non finge di essere ciò che non è e prova a immaginare chi potrebbe diventare. Anche se disordinata, ostile e sboccata, un po' ci si affeziona. Meno male che ha due angeli custodi: Ingrid, l'amica coinquilina che non giudica ma ha le antenne, e Mos, il maestro di aikido che profuma di burro. Il problema (uno dei) è che Rakel ha un pessimo rapporto col proprio corpo, lo sottovaluta. Infatti quando si accorge di essere incinta è già al sesto mese, ma lei quel bambino proprio non lo sente. Fuori tempo massimo per abortire, esplora il mondo delle adozioni programmate.
Qui cominciano i problemi, ma anche un dialogo immaginario col feto simpaticissimo, quel Ninjababy che dà il titolo …
Rakel disegna fumetti, beve troppo, fa uso di sostanze e si porta a letto gli uomini che le piacciono. È una ventenne norvegese tutta spigoli, emozioni che sfuggono di mano, sincerità impulsive. Non proprio la figlia che tutti vorremmo, ma almeno non finge di essere ciò che non è e prova a immaginare chi potrebbe diventare. Anche se disordinata, ostile e sboccata, un po' ci si affeziona. Meno male che ha due angeli custodi: Ingrid, l'amica coinquilina che non giudica ma ha le antenne, e Mos, il maestro di aikido che profuma di burro. Il problema (uno dei) è che Rakel ha un pessimo rapporto col proprio corpo, lo sottovaluta. Infatti quando si accorge di essere incinta è già al sesto mese, ma lei quel bambino proprio non lo sente. Fuori tempo massimo per abortire, esplora il mondo delle adozioni programmate.
Qui cominciano i problemi, ma anche un dialogo immaginario col feto simpaticissimo, quel Ninjababy che dà il titolo al film e all'improvviso compare sullo schermo perché Rakel, che come ho detto è fumettista, non fa che disegnarlo, feto arguto e parlante con mascherina tipo Banda Bassotti. Ninjababy ha vari punti in comune con Juno, il famoso film di Jason Reitman con Ellen Page, ma lì la protagonista era minorenne e il rifiuto di diventare mamma portava a un finale
ben diverso. "Volevo sollevare alcune domande sulla maternità", dice Yngvild Sve Flikke, la regista. "Viene naturale a tutte o è differente per ognuna di noi?". Il risultato è una commedia con due nuclei tragici in progress: una gravidanza senza desiderio e una solitudine senza prospettive. Ninjababy è un film sgradevolmente divertente che non formula giudizi, non impartisce lezioni, solleva argomenti. Per esempio, com'è difficile pensarsi genitori quando i tuoi non hanno una casa, anche piccola, dentro di te. Che li abbia sfrattati tu o se ne siano andati loro, lasciandoti sola.
Sul Venerdì del 4 novembre 2022