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È ora di creare un museo del fascismo. E dell'antifascismo

(Illustrazione di Gipi) 
PER POSTA. Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. In un luogo dedicato al ricordo del Ventennio non dovrebbe mancare l'elemento carnevalesco e teatrale che lo accompagnò
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Michele, penso che sia arrivato il momento di creare un Museo del fascismo. Non per noi ma per i nostri figli e i nostri nipoti che nulla sanno del Ventennio. Ho ancora negli occhi le manifestazioni a Predappio. Dei miserabili nostalgici che hanno portato, come fosse una gita, anche i loro bambini sulla tomba di un voltagabbana e assassino. I tempi sono maturi. Proprio ora che nel nostro Paese c’è un governo di estrema destra. Dove farlo? Non a Milano dove nacque, non a Roma dove operò. Propongo di farlo a Ventotene. Davanti all’isola di Santo Stefano dove si sta ristrutturando l’ex carcere. Luogo di detenzione degli antifascisti. Pertini, Scoccimarro, Secchia, Terracini. Dove nacque l’idea degli Stati Uniti d’Europa. Dove nacque il Manifesto di Ventotene ad opera di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni. Sareb…

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Michele, penso che sia arrivato il momento di creare un Museo del fascismo. Non per noi ma per i nostri figli e i nostri nipoti che nulla sanno del Ventennio. Ho ancora negli occhi le manifestazioni a Predappio. Dei miserabili nostalgici che hanno portato, come fosse una gita, anche i loro bambini sulla tomba di un voltagabbana e assassino. I tempi sono maturi. Proprio ora che nel nostro Paese c’è un governo di estrema destra. Dove farlo? Non a Milano dove nacque, non a Roma dove operò. Propongo di farlo a Ventotene. Davanti all’isola di Santo Stefano dove si sta ristrutturando l’ex carcere. Luogo di detenzione degli antifascisti. Pertini, Scoccimarro, Secchia, Terracini. Dove nacque l’idea degli Stati Uniti d’Europa. Dove nacque il Manifesto di Ventotene ad opera di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni. Sarebbe un risarcimento a chi ha patito le carceri fasciste e il confino. Un museo per non dimenticare cosa è stato il Ventennio. Le modalità per realizzarlo le possiamo affidare ad architetti, storici e studiosi.

Piero Orrù

Non credo che questo ministro della Cultura, che proviene (come molti tra gli attuali governanti)  dal Movimento sociale, abbia la facoltà e l’intenzione di cogliere questa proposta (che condivido). Così come lo intende, ovvero rispettoso degli eventi storici e della loro implacabile durezza, un Museo del fascismo, proprio a Ventotene, sarebbe, inevitabilmente, anche un Museo dell’antifascismo. Direbbe ai visitatori quanto il nostro Paese abbia pagato al fascismo in termini di libertà e di dignità.Personalmente, del fascismo, metterei in risalto soprattutto l’aspetto “teatrale”, la buffonaggine delle parate, la consistenza cartapestacea dell’imperialismo straccione. Lo disse magnificamente Luciano Bianciardi (sta per uscire un’antologia dei suoi scritti giornalistici): «Del fascismo mi offendeva la goffaggine pretenziosa di tutto l’apparato scenico costantemente tenuto in piedi, anche nei rapporti umani più semplici e comuni; il facile pavoneggiamento della parata; la truffa carnevalesca». Il volto di Mussolini, nonché i suoi busti mascelluti, mi hanno sempre fatto l’effetto di una maschera. Un mascherone che sfiora di continuo i confini della parodia. Nel comitato dei curatori, oltre a storici e sociologi, non guasterebbero dunque storici del teatro, del cinema e volendo anche del circo. Il salto nel cerchio di fuoco non potrebbe mancare.

Sul Venerdì dell'11 novembre 2022