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Finlandia, i verdi sposano l’idea dell’energia nucleare

La centrale nucleare finlandese di Olkiluoto 
In anticipo anche su Greta Thunberg,  gli ambientalisti di Helsinki sono stati i primi al mondo a dire sì all'atomo. Una svolta? "Un'evoluzione", ci raccontano. Molto pacatamente 
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Tutto il mondo ne parla, ma all'epicentro della notizia sembra non sia successo nulla. Non per niente siamo in Finlandia, dove le cose hanno un alone mediatico decisamente contenuto, e nei primi anni Duemila il socialdemocratico Paavo Lipponen poté governare a lungo fiero del titolo di "politico meno carismatico della nazione".

La notizia è che la Lega dei Verdi finlandesi, partito di governo guidato dalla biondissima Maria Ohisalo, è la prima formazione ecologista al mondo a sostenere l'energia nucleare. Così perlomeno dicono i media internazionali: "Siete davvero il primo partito verde al mondo a professarsi nuclearista?", chiedo a Ville Seppälä, trentacinquenne leader della corrente dei Verdi per la scienza che, all'interno del partito, da sempre caldeggia l'energia nucleare. "Sinceramente non lo so" risponde con nordico understatement, e dal tono si capisce che non ha intenzione di sprecare un neu…

Tutto il mondo ne parla, ma all'epicentro della notizia sembra non sia successo nulla. Non per niente siamo in Finlandia, dove le cose hanno un alone mediatico decisamente contenuto, e nei primi anni Duemila il socialdemocratico Paavo Lipponen poté governare a lungo fiero del titolo di "politico meno carismatico della nazione".

La notizia è che la Lega dei Verdi finlandesi, partito di governo guidato dalla biondissima Maria Ohisalo, è la prima formazione ecologista al mondo a sostenere l'energia nucleare. Così perlomeno dicono i media internazionali: "Siete davvero il primo partito verde al mondo a professarsi nuclearista?", chiedo a Ville Seppälä, trentacinquenne leader della corrente dei Verdi per la scienza che, all'interno del partito, da sempre caldeggia l'energia nucleare. "Sinceramente non lo so" risponde con nordico understatement, e dal tono si capisce che non ha intenzione di sprecare un neurone per sincerarsi dell'autenticità del primato. "Però è vero che grazie a voi la Lega dei Verdi ora promuove l'energia nucleare...", cerco di rilanciare. "Più che promuoverla, non la contrastiamo più", sminuisce. "Ad ogni modo per i verdi finlandesi è una svolta radicale...", insisto. "No, è stata una graduale evoluzione".


Giornalisticamente è un tracollo, ma politicamente una lezione: funziona così la politica che cambia in modo lento ma inesorabile le cose. Tanti numeri, niente slogan, poche risse e un'infinità di confronti. Alla fine sì, mesi fa la Lega dei Verdi finlandesi ha preso definitivo congedo dall'opposizione al nucleare: nel manifesto per gli anni 2023-2027 si legge che il partito si impegna a "garantire che l'energia nucleare resti un tassello sicuro del più generale approccio di sostenibilità energetica".

 


Addio al sole che ride

Quando all'inizio di luglio il Parlamento europeo approva la nuova tassonomia energetica che riconosce come fonti sostenibili il gas naturale e il nucleare, il Partito dei Verdi europei ribadisce che "né il gas né il nucleare sono sostenibili. Questa decisione mina la credibilità della certificazione Ue per gli investimenti ecologici". Anche i verdi tedeschi, che accettando la riattivazione delle centrali a carbone e l'aumento esponenziale delle spese militari hanno appena rinunciato a due pilastri della loro politica ecologista e pacifista, tengono il punto sul no all'energia nucleare. È che, dalle spillette con il sole che ride e lo slogan "Nucleare? No grazie", la lotta all'atomo ha fatto da balia all'ecologismo europeo ormai quarant'anni fa. Si può essere verdi e fautori dell'energia nucleare?

Per Greta Thunberg l'atomo è comunque meglio del carbone: lo ha detto qualche settimana fa. Per Ville Seppälä la domanda andrebbe virata di 180 gradi. Come si fa a essere verdi senza promuovere l'energia nucleare? "C'è una forte cesura generazionale" spiega con pacatezza al Venerdì. "I più anziani sono diventati ecologisti per proteggere la natura e lottare contro l'atomo, i giovani sono verdi per paura del cambiamento climatico. Da questo punto di vista nessuna fonte energetica è efficace come l'energia nucleare".


 Seppälä preferisce i numeri agli scenari politico-culturali. Tra i documenti che ci manda a integrazione dell'intervista, ce n'è uno molto inquietante che stima all'80 per cento la quota di energia globale ancora legata alle fonti fossili. E uno più sorprendente che, fatto 100 l'impatto clima-alterante del carbon fossile, calcola a 59 l'impatto del gas, 5,8 quello del solare e 1,4 quello del nucleare.

 

Paura di volare

Noi italiani abbiamo abbandonato l'energia atomica dopo il disastro di Chernobyl del 1986. In Germania la svolta è avvenuta dopo la catastrofe di Fukushima nel 2011. In Finlandia è stata appena ultimata una centrale che porterà dal 30 al 50 per cento l'apporto del nucleare sul consumo energetico nazionale. Ma non fa paura vivere all'ombra dell'apocalisse? Ville Seppälä non fa una piega: "È stato calcolato il tasso di mortalità per fonte energetica: tra incidenti e inquinamento il carbone uccide 32 persone a terawattora, il petrolio 18, l'idroelettrico 0,024, il nucleare 0,01".


Ci sentiamo un po' come chi ha paura di volare, e si sente dire che i disastri aerei restano decisamente meno letali dei tamponamenti in autostrada. Sarà vero, ma è vero anche che, a settant'anni dalla messa in rete della prima centrale nucleare, il problema delle scorie non ha ancora trovato una soluzione adeguata. A obiezione, il granitico finlandese non vacilla: "Fra tre anni, nel municipio di Eurajoki a 250 chilometri da Helsinki, entrerà in funzione il primo deposito permanente di scorie nucleari al mondo". Pare sia attrezzato per accogliere barre esauste fino al 2120, e sembrerebbe in grado di chiudere il cerchio delle obiezioni al rilancio di una fonte energetica che in Europa langue da decenni.

Orgoglio e dignità

Ville Seppälä dice che gli capita ancora di discutere con compagni di partito: "Ma il tema ha perso il sovraccarico emotivo che aveva fino a qualche anno fa, e le riserve ora si concentrano sulla convenienza economica dei futuri impianti". Non che ci convinca fino in fondo. Probabilmente perché l'estate più torrida di sempre è arrivata dopo trent'anni di promesse tecnologiche contro il riscaldamento globale. Ma parlando con Seppälä capiamo meglio perché la svolta verde sul nucleare non poteva che maturare in Finlandia. Il manifesto del partito rivendica con orgoglio la serietà, l'equità, l'umiltà che guidano ogni scelta politica qui. A un certo punto i verdi si dicono favorevoli ad "ampliare i reattori attualmente esistenti se l'Agenzia per la sicurezza nucleare li riterrà idonei". Prima che della scienza, i finlandesi si fidano delle loro istituzioni. Ed è così che passa la paura.