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Serie tv. The Chosen: Gesù in streaming ha milioni di follower

Sopra, Jonathan Roumie che interpreta Joshua in The Chosen.  
Siamo andati in Texas sul set della serie fenomeno: finanziata dai fan, fruibile gratis su una app e già vista da centinaia di milioni di persone
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DALLAS. A mezz'ora di auto dagli sfavillanti grattacieli di una delle città più popolose degli Stati Uniti c'è Midlothian, piccolo villaggio dove le bandiere a stelle e strisce sventolano sui tetti, e i cittadini indossano fieri i loro cappelli da cowboy guidando immensi fuoristrada senza curarsi delle oscillazioni del costo della benzina. Nell'America più country, Dallas Jenkins, il regista della serie fenomeno The Chosen basata sulla vita di Gesù, ha ricostruito Capernaum (Cafarnao), antica città della Galilea, proiettando quel lenzuolo di terra nel 30 dopo Cristo.

Affiancato da storici, esperti di storia delle religioni, architetti e costruttori, molti dei quali hanno studiato Pompei per ricreare la parte romana (un po' come succede nel Gesù che vede impegnata la troupe di Boris, ma con tutt'altro rigore), Jenkins ha ambientato lì buona parte dei sedici episodi che compongono le prime due stagioni viste pi…

DALLAS. A mezz'ora di auto dagli sfavillanti grattacieli di una delle città più popolose degli Stati Uniti c'è Midlothian, piccolo villaggio dove le bandiere a stelle e strisce sventolano sui tetti, e i cittadini indossano fieri i loro cappelli da cowboy guidando immensi fuoristrada senza curarsi delle oscillazioni del costo della benzina. Nell'America più country, Dallas Jenkins, il regista della serie fenomeno The Chosen basata sulla vita di Gesù, ha ricostruito Capernaum (Cafarnao), antica città della Galilea, proiettando quel lenzuolo di terra nel 30 dopo Cristo.

Affiancato da storici, esperti di storia delle religioni, architetti e costruttori, molti dei quali hanno studiato Pompei per ricreare la parte romana (un po' come succede nel Gesù che vede impegnata la troupe di Boris, ma con tutt'altro rigore), Jenkins ha ambientato lì buona parte dei sedici episodi che compongono le prime due stagioni viste più di 420 milioni di volte in tutto il mondo, facendo di The Chosen. Il Prescelto, un unicum.

Il regista Dallas Jenkins (Alamy/Ipa) 

Perché è la prima volta che il figlio di Dio viene raccontato in forma di serie, con la precisa scelta di narrare gli ultimi anni di vita, dai 30 al giorno della crocifissione, per un totale di sette stagioni. Ma c'è un altro motivo per cui The Chosen è un caso a se stante: la visione della serie è totalmente gratuita e può avvenire attraverso l'app ufficiale, scaricabile da qualsiasi digital store, o direttamente sul sito Angel Studios senza dover effettuare una sottoscrizione o passare per le più note piattaforme di streaming. Questo perché fan e sostenitori si sono fatti carico di una donazione che ha superato i 10 milioni di dollari in occasione del lancio del progetto nel 2019, diventati 40 milioni dopo che è cresciuto di interesse contemporaneamente al rilascio delle due stagioni attualmente disponibili, la prima doppiata in 58 lingue, italiano compreso. Un supporto economico non indifferente che gli ha permesso di essere indipendente e non soggetto alle regole del mercato, consentendo anche a Jenkins di far salire a bordo Brad Pelo, attuale produttore esecutivo con un passato alla Time Warner, e Chris Juen, con trascorsi alla Sony Pictures, solo per citare alcuni dei professionisti dell'entertainment mondiale che si sono uniti a questa avventura.

The Chosen, la serie fenomeno sulla vità di Gesù raccontata dal regista Jenkins e dal protagonista Roumie

The Chosen, tra realtà e fiction

Sono stati loro i principali sostenitori della costruzione di un set cinematografico dedicato, evitando di continuare a vagare lungo il Texas alla ricerca delle ambientazioni dove ricreare angoli dell'antica Galilea. Una scelta che gli permetterà di arrivare al 2027, anno in cui è programmato il lancio della settima stagione. Ed eccoci di nuovo nella texana Midlothian, dove lungo le sponde del piccolo lago naturale diventato il lago di Tiberiade, è stato ambientato uno dei primi prodigi di Gesù: la pesca miracolosa, avvenuta di fronte agli occhi increduli del futuro apostolo Simon Pietro. Sempre lì, il Messia ha trasformato l'acqua in vino nelle nozze di Cana convincendo Tommaso a divenire suo discepolo.

Sono solo alcune delle tante storie che caratterizzano i primi sedici episodi, ai quali si aggiungeranno da fine novembre i nuovi otto della terza stagione, con un'anteprima nei cinema americani il 18 novembre. La scelta di trattare i momenti salienti della vita di Gesù in una serie televisiva potrebbe apparire una strategia per proporre qualcosa di mai visto in un mercato saturo di offerta, ma il filone religioso è sempre stato un punto fermo nelle produzioni firmate dal regista Dallas Jenkins così come di Jonathan Roumie, l'attore che interpreta il figlio di Dio. Il primo è infatti un evangelico praticante, il secondo un componente attivo della comunità cattolica nel ruolo di diacono.

Una scena da The Chosen: negli Usa la terza stagione verrà mostrata in anteprima al cinema oggi, 18 novembre  

Serie tv per il bene comune

Negli anni precedenti al lancio di The Chosen, i due avevano realizzato altri lavori dedicati al Messia in forma di lungometraggio. Poi, la decisione di concentrarsi su una serie dove non fosse il Salvatore a raccontare se stesso, ma fossero gli altri: dalla madre Maria al discepolo Matteo, esattore delle tasse prima della conversione, Maria Maddalena, il cugino Giovanni, ma anche coloro che storicamente non appartenevano a quella stretta cerchia di seguaci, come Nicodemo, leader spirituale dei farisei, interpretato da Erick Avari, o il generale romano Quintus. "Non metto in dubbio che sia una sfida colossale, soprattutto perché stiamo realizzando una serie su un personaggio la cui vita è ben nota e tutti sanno come andrà a finire" ci dice Dallas Jenkins in una pausa dalle riprese. "La nostra scelta è però quella di raccontare Gesù in una chiave nuova, più umana, meno basata sul miracolo. Certo, i miracoli sono parte integrante della serie, sono fatti storici, ma il mio Salvatore si offre nell'aggiustare un carretto di frutta e verdura, realizza manufatti in legno per i bambini del villaggio, mostra stanchezza al termine di un lungo cammino, prepara per giorni le parabole che deve enunciare di fronte alla folla, chiedendo aiuto ai discepoli nell'atto della stesura, come un qualsiasi studente che prepara un esame. È un Gesù umano che non si tira indietro nel diffondere la parola del Padre contro farisei corrotti e romani conquistatori, ma che non nasconde la paura nell'affrontare questa sfida che gli è stata assegnata".

A interpretare questo Gesù dalla forte umanità è appunto Roumie. Ad agosto 2021 l'attore e doppiatore newyorchese di origini egiziane e irlandesi (visto in serie come Castle e The Good Wife) è volato a Roma per un incontro con papa Francesco durante un'udienza pubblica in Vaticano, tornandoci nell'agosto di quest'anno in occasione del Summit Vitae, un evento che intende avviare un percorso per comprendere come le arti, i media, lo spettacolo possano promuovere il bene comune, al quale hanno partecipato anche il premio Oscar Denzel Washington e Andrea Bocelli. In entrambe le occasioni, papa Francesco ha scambiato alcune parole con Roumie mostrando interesse verso il progetto. "La Santa Sede non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale in merito, ma delle fonti interne mi hanno assicurato che è stato molto apprezzato il nostro modo di proporre alcuni passaggi chiave della Bibbia in forma di serie televisiva" ci racconta Roumie. "Perché Gesù è sì il personaggio attorno al quale si sviluppa una storia comunque nota, ma noi abbiamo scelto di focalizzarci su come avvengono e si costruiscono le interazioni con i discepoli, evidenziando la loro umanità e fragilità, e facendo risaltare i leciti dubbi nel credere se sia lui, o meno, il Messia che attendevano".

Un altro aspetto che sta rendendo The Chosen una serie fenomeno è la capacità di aver costruito in gran parte delle nazioni una comunità locale che tiene vivo il dibattito attorno alla figura di Gesù e al ruolo dei suoi discepoli. In Italia l'incarico è stato affidato all'esperto di comunicazione Giovanni Zappalà. "Invitiamo regolarmente storici e rappresentanti religiosi nelle nostre dirette social per offrire al pubblico una lettura più approfondita delle scelte adottate dalla produzione in termini di contenuto", ci spiega. "Inoltre, Angel Studio, la società cinematografica che produce e distribuisce la serie, sta finalizzando un accordo con un distributore italiano per portare The Chosen su una delle principali reti in chiaro del nostro paese, come attualmente avviene in Francia dove è trasmessa da Canal+. Sarebbe un ulteriore passo per aumentare la fan base mondiale che ha già superato i 110  milioni di persone, parte delle quali sono proprio in Italia e si sono inizialmente avvicinate alla serie grazie al passaparola".