Gli errori dei 5 Stelle e le scelte del Pd
di Michele Serra , di Michele SerraScrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, delle volte penso: meno male che la sanità e la scuola pubblica non siano state volute dai 5 Stelle, altrimenti avrebbero smantellato anche quelle. Questa demonizzazione per tutto ciò che hanno fatto e dicono i 5 Stelle mi sembra molto sospetta, e non viene solo da destra, che sarebbe naturale, ma anche da sinistra, anche dal suo giornale. Sinceramente, leggendo e sentendo diversi famosi giornalisti di sinistra, mi sembra che l’unica cosa davvero di sinistra che è rimasta in loro è che sono tifosi dell’Inter. Non sono 5 Stelle e preferisco Elly Schlein a Conte, anche se di poco.
Francesco Loseto
Caro Loseto, è vero, i 5 Stelle non hanno buona stampa. Un poco se lo sono meritato, entrando sulla scena politica con un complesso di superiorità insopportabile, e un’aggressività che ebbe anche imp…
Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, delle volte penso: meno male che la sanità e la scuola pubblica non siano state volute dai 5 Stelle, altrimenti avrebbero smantellato anche quelle. Questa demonizzazione per tutto ciò che hanno fatto e dicono i 5 Stelle mi sembra molto sospetta, e non viene solo da destra, che sarebbe naturale, ma anche da sinistra, anche dal suo giornale. Sinceramente, leggendo e sentendo diversi famosi giornalisti di sinistra, mi sembra che l’unica cosa davvero di sinistra che è rimasta in loro è che sono tifosi dell’Inter. Non sono 5 Stelle e preferisco Elly Schlein a Conte, anche se di poco.
Francesco Loseto
Caro Loseto, è vero, i 5 Stelle non hanno buona stampa. Un poco se lo sono meritato, entrando sulla scena politica con un complesso di superiorità insopportabile, e un’aggressività che ebbe anche implicazioni comiche, perché se dici «apriremo il Parlamento come scatoletta di tonno» e poi ci mandi Toninelli, il minimo che ti possa capitare è non essere preso sul serio. Al netto di questa breve noterella “storica”, sono d’accordo con lei, grava sul partito di Conte una specie di stigma che li qualifica come populisti, e tanto basta per liquidarne la presenza come un ostacolo insensato alle magnifiche sorti progressive del centrosinistra liberal (per altro all’opposizione). Non credo che la politica sia una scienza esatta, ma ho la netta impressione che questo stigma abbia rafforzato, e non indebolito, il partito di Conte, che (lo sottolineo non per polemica, ma perché è un dato che pesa) ha esattamente il doppio dei voti del Terzo Polo. Per giunta, a furia di trattare quel pezzo della politica italiana come il nemico numero uno delle virtù mercatiste, lo si è via via accreditato come “più di sinistra” del Pd. Un bel paradosso per un leader che governò con Salvini e per un partito sceso in campo dichiarando che destra e sinistra non esistono più.La mia opinione è che la parola “populismo”, oltre a essere liquidatoria, è generica, e non permette di capire che cosa c’è dentro. Se il reddito di cittadinanza viene bollato di assistenzialismo, e non viene visto come sostegno a persone e famiglie tagliate fuori da un mercato del lavoro sempre più asfittico, non rimane alcun margine di ragionamento e di comprensione. Io non credo che i 5 Stelle siano “di sinistra”, se non per una parte non piccola dei loro elettori. E credo che la sinistra non possa fare molta strada senza un rapporto decente con quegli elettori.
Sul Venerdì del 25 novembre 2022