Tori e Lokita, quei corpi invisibili
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiIl titolo, Tori e Lokita, ha il candore di un cartoon per bambini, ma la storia, che pure non manca di candore, fa proprio male. Tori e Lokita sono due fratelli, lei un'adolescente, lui un bambino. Non sono fratelli di sangue ma, se riescono a dimostrare che invece lo sono, Lokita potrà avere il permesso di soggiorno, che Tori ha già. La loro fratellanza è nata su un barcone in fuga dall'Africa ed è forse più vera di quella genetica perché concepita sul campo, dove uno si è fatto genitore e compagno dell'altro. Ora sono in Belgio e hanno la Fraternité, ma non la Liberté e l'Égalité. Tori, minacciato di morte perché considerato figlio di una strega, è scappato dal Benin. Lokita dal Camerun: manda a casa il poco che guadagna, tallonata dai creditori che le hanno fatto attraversare il Mediterraneo e ora battono cassa. Cercano un posto in un mondo che li usa
e li respinge, sono conda…
Il titolo, Tori e Lokita, ha il candore di un cartoon per bambini, ma la storia, che pure non manca di candore, fa proprio male. Tori e Lokita sono due fratelli, lei un'adolescente, lui un bambino. Non sono fratelli di sangue ma, se riescono a dimostrare che invece lo sono, Lokita potrà avere il permesso di soggiorno, che Tori ha già. La loro fratellanza è nata su un barcone in fuga dall'Africa ed è forse più vera di quella genetica perché concepita sul campo, dove uno si è fatto genitore e compagno dell'altro. Ora sono in Belgio e hanno la Fraternité, ma non la Liberté e l'Égalité. Tori, minacciato di morte perché considerato figlio di una strega, è scappato dal Benin. Lokita dal Camerun: manda a casa il poco che guadagna, tallonata dai creditori che le hanno fatto attraversare il Mediterraneo e ora battono cassa. Cercano un posto in un mondo che li usa
e li respinge, sono condannati alla fuga e al nascondiglio.
L'ultimo film dei fratelli Dardenne, come sempre spoglio, incollato ai corpi ma senza voyeurismo, è una storia semplice di due invisibili. Per conoscere il loro "cinema del reale" (a cui alcuni rimproverano un eccesso di stilizzazione ingenua) leggete Addosso alle immagini, il bel libro - dialogo e manifesto - di Luc Dardenne appena pubblicato dal Saggiatore. Sono registi che semplificano e sottraggono perché ciò che più gli interessa è "l'affiorare del corpo invisibile nel corpo visibile". Quello che vogliono è che il pubblico, insieme all'affetto per i due protagonisti, provi anche un sentimento di rivolta contro l'ingiustizia che determina le loro vite. Scrivo questo Psycho alla vigilia del processo contro Roberto Saviano, uno che ha alzato la voce contro la logica dell'egoismo e della chiusura geografica e mentale. Tori e Lokita è un film sull'accoglienza. Come Lévinas, filosofo di riferimento dei Dardenne, ci dice: "Non potersi sottrarre - ecco l'io".
Sul Venerdì del 25 novembre 2022