A Salisburgo nell'hotel scelto da Liz Taylor e Bernstein
di Leonetta Bentivoglio , di Leonetta BentivoglioSalisburgo. Un’eleganza improntata a una beltà essenziale l’Hotel Goldener Hirsch, ovvero “Il cervo d’oro”, che pare un’antica locanda di campagna incastonata tra i fastosi palazzi di Salisburgo. Quest’albergo pluri-stellato emana un’allure così esclusiva che infonde gioia anche il solo fatto di entrarvi a bere un caffè: nei suoi spazi si respirano fantasmi e ricordi. Qui sono passati divi del cinema, politici, musicisti e star del canto. Tra gli ospiti ci fu Julie Andrews, con la sua voce d’usignolo, che vi soggiornò mentre girava il film The Sound of Music (in italiano Tutti insieme appassionatamente), realizzato a Salisburgo e talmente popolare da aver meritato un tour turistico che ne ripercorre i set. Ancora oggi l’escursione è assai richiesta. Anni fa piombò al Goldener Hirsch la coppia Richard Burton-Liz Taylor e gli specchi delle sue sublimi toilette hanno riflesso il volto ab…
Salisburgo. Un’eleganza improntata a una beltà essenziale l’Hotel Goldener Hirsch, ovvero “Il cervo d’oro”, che pare un’antica locanda di campagna incastonata tra i fastosi palazzi di Salisburgo. Quest’albergo pluri-stellato emana un’allure così esclusiva che infonde gioia anche il solo fatto di entrarvi a bere un caffè: nei suoi spazi si respirano fantasmi e ricordi. Qui sono passati divi del cinema, politici, musicisti e star del canto. Tra gli ospiti ci fu Julie Andrews, con la sua voce d’usignolo, che vi soggiornò mentre girava il film The Sound of Music (in italiano Tutti insieme appassionatamente), realizzato a Salisburgo e talmente popolare da aver meritato un tour turistico che ne ripercorre i set. Ancora oggi l’escursione è assai richiesta. Anni fa piombò al Goldener Hirsch la coppia Richard Burton-Liz Taylor e gli specchi delle sue sublimi toilette hanno riflesso il volto abbagliante di Ingrid Bergman.
Frequentatori delle sue stanze, colme di tessuti bucolici, sono stati direttori d’orchestra quali Leonard Bernstein, Nikolaus Harnoncourt, Georg Solti, Leopold Stokowski, Herbert von Karajan e Zubin Mehta. I gorgheggi di José Carreras, Placido Domingo, Luciano Pavarotti e Cecilia Bartoli sono fuoriusciti dalle sue finestre in mattine profumate di montagna: Salisburgo è circondata dalle Alpi ed è immersa nel verde. Una passeggiata ricca di panorami può ammaliare il visitatore che voglia avventurarsi nel bosco del Mönchsberg, la montagna della città, costellata di sentieri e di belvedere.
Porta alla Fortezza di Salisburgo, in tedesco Festung Hohensalzburg, che s’erge in cima al Festungsberg. Coi suoi candidi bastioni, l’iperbolico tesoro medioevale è visibile da ogni punto di Salisburgo. Come se la incoronasse.
Presenze riscaldate dai camini tenuti accesi nei salotti del Cervo d’oro sono state quelle di Claudette Colbert, Tony Curtis, Walt Disney, Kirk Douglas, Joan Fontaine, Clark Gable, Paulette Goddard, Hedy Lamarr, Roger Moore, Maximilian Schell e Romy Schneider, che non lontano da Salisburgo girò i film dedicati a Sissi. Arnold Schwarzenegger si è concesso una suite affacciata sul fiume Salzach, che taglia in due la città. Costeggiare il fiume, a piedi o in bici, suscita visioni magiche. Numerosi i ponti, e quelli pedonali oscillano per elasticità: danzano sotto i nostri passi con effetto vertiginoso.
Chi scrive questo testo predilige il Mozartsteg, vibrante ponticello Art Nouveau che sfocia nella Piazza Mozart, accanto alla quale s’estende la Residenzplatz. Oblunga e gigantesca, questa piazza è emblematica della possenza dei principi arcivescovi che avevano il controllo della città. Lì vicino sorge il Duomo, altro monumento imperdibile. La riva sinistra del Salzach è medioevale e barocca, mentre sul lato opposto c’è la fetta urbana costruita nel Diciannovesimo secolo. Sono due incanti architettonici complementari.
Tornando al Cervo d’oro, a tutt’oggi non rinunciano alla grazia dei suoi ambienti gruppi di aristocratici austriaci e di ricchi bavaresi che paiono figure epocali. Ferme nel tempo. Al di là della Storia. Ritagliate da qualche immota nebbia asburgica. Pieni di cognomi e di titoli nobiliari. Giungono di solito in Mercedes, per recarsi alle opere o ai concerti indossando i Lederhosen, cioè i tipici pantaloncini di cuoio con bretelle. Sfoggiano mogli e figlie abbigliate con versioni firmate del Dirndl, il costume femminile austriaco delle classi elevate. Ampia gonna, grembiale, corsetto. Diventano contadinelle miliardarie. Il rispetto della tradizione alta e intoccabile, persino nel vestire, è un ingrediente del conservatorismo di Salisburgo.
Di tale tratto identitario il Goldener Hirsch, situato al numero 37 della Getreidegasse della città, nel cuore dell’Altstadt, la zona vecchia, rappresenta un simbolo. Scandita da negozi dove il più raffinato folclore s’intreccia a marche globalizzate, la Getreidegasse è la via della casa natale di Wolfgang Amadeus Mozart, nume tutelare della città dove in estate si svolge il festival di classica e lirica più famoso nel mondo. Nacque al numero 9 di Getreidegasse e lì visse fino ai diciassette anni. Il Goldener Hirsch è un po’ più avanti sulla strada. Il suo nucleo originario risale al 1407 e divenne un albergo nel 1596. Negli anni Quaranta del Novecento la contessa Harriet von Walderdorff lo ristrutturò facendone una specie di maniero agreste con mobili lignei, manufatti autoctoni e tappeti patchwork. Nel ’70 fu venduto a Carl Adolf Vogel che ne raddoppiò la metratura comprando locali adiacenti, e dal ’76 venne preso in carico da una società di hotel di lusso.
Ottimo e formale è il ristorante, accessibile da piazza Herbert von Karajan, sull’altro versante dell’edificio rispetto alla Getreidegasse. Ma in maniera più spiccia ed economica si può mangiare bene anche al Restaurant s’Herzl, nello stesso complesso. I soffitti bassi e le pareti di legno creano un’atmosfera raccolta e romantica.
Attraversare il fiume è d’obbligo per conoscere il Castello Mirabell, fatto costruire nel 1606 dal principe arcivescovo Wolf Dietrich per la sua amante Salomé Alt. Luogo estasiante per armonia, colori e proporzioni. Nella Sala di Marmo suonarono Leopold Mozart e i suoi bambini prodigiosi, Wolfgang e Nannerl. Il giardino che abbraccia lo Schloss Mirabell è un paradiso scandito da siepi, fontane, statue e aiuole organizzate con estro pittorico.