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Siete poveri? C... vostri

PER POSTA. Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. La corsa ad abolire il reddito di cittadinanza fa tornare in mente il vecchio titolo di "Cuore"
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Buongiorno Serra, da due mesi l'attenzione mediatica è sul reddito di cittadinanza. È vergognoso: la povertà messa alla gogna, diventa una colpa. Ho letto su Repubblica un articolo di Giovanni Moro, "togliamo il voto agli evasori", e mi si riapre il cuore. Tra l'altro scrive: mentre l'Italia guida la classifica europea dell'evasione fiscale con una cifra pari a 103 miliardi, solo la metà degli italiani giudica della massima gravità non pagare le tasse. E, aggiungo io, la maggioranza degli italiani è contro il reddito di cittadinanza. Se la stessa attenzione che i media dedicano al reddito di cittadinanza, con servizi speciali e interviste a politici/giornalisti, la dedicassero all'evasione fiscale? Ci si scandalizza quando escono i dati delle dichiarazioni dei redditi: a parte due o tre categorie, t…

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Buongiorno Serra, da due mesi l'attenzione mediatica è sul reddito di cittadinanza. È vergognoso: la povertà messa alla gogna, diventa una colpa. Ho letto su Repubblica un articolo di Giovanni Moro, "togliamo il voto agli evasori", e mi si riapre il cuore. Tra l'altro scrive: mentre l'Italia guida la classifica europea dell'evasione fiscale con una cifra pari a 103 miliardi, solo la metà degli italiani giudica della massima gravità non pagare le tasse. E, aggiungo io, la maggioranza degli italiani è contro il reddito di cittadinanza. Se la stessa attenzione che i media dedicano al reddito di cittadinanza, con servizi speciali e interviste a politici/giornalisti, la dedicassero all'evasione fiscale? Ci si scandalizza quando escono i dati delle dichiarazioni dei redditi: a parte due o tre categorie, tutte le altre, dai gioiellieri ai ristoratori agli architetti, dichiarano in media meno di 30 mila euro annui. Lo sconcerto dura due giorni e poi si dimentica tutto, più nessuno ne parla.
Italo Altrocchi

Caro Altrocchi, non sono un grande consumatore di talk show ma mi è capitato di sentire, sul reddito di cittadinanza, anche dibattiti equilibrati. Questo non toglie che sia in atto una campagna politica e di conseguenza mediatica il cui intento è farlo passare come una misura assistenzialista e parassitaria. E non come una misura di Welfare. O forse è l'intero Welfare che rischia di essere considerato parassitario: ma allora tanto varrebbe uscire dall'Europa e diventare il cinquantunesimo Stato americano, ognuno per sé e Dio per tutti. I poveri si arrangino (circola in rete, proprio in questi giorni, un vecchio titolo di Cuore: Siete poveri? Cazzi vostri.

Rude ma efficace...). Quanto all'evasione fiscale, che non venga percepita come una colpa grave, ma quasi come un tratto del costume nazionale, è purtroppo verissimo. Il problema, come scritto milioni di volte, discende dalla psicologia individualista e familista in virtù della quale lo Stato, nella migliore delle ipotesi, è una tetta alla quale attaccarsi, purché, beninteso, lo Stato stesso non pretenda nulla in cambio. Con i lavoratori autonomi il "patto" è stato più o meno questo: non avrai diritto alle stesse forme di tutela e di protezione delle quali godono i lavoratori dipendenti (le pensioni precocissime concesse ai dipendenti pubblici negli anni delle vacche grasse gridano ancora vendetta), e in cambio chiudiamo un occhio se non paghi le tasse.

Un patto scellerato che ha creato la voragine paurosa dell'evasione fiscale, sommandola all'altra voragine dell'assistenzialismo quello vero: andare in pensione dopo 18 anni di contributi. Chissà come se ne esce, e chissà se mai ne usciremo. Certo non prendendosela con il reddito di cittadinanza, che è un sostegno alla povertà e costa, alle casse dello Stato, infinitamente meno dell'evasione fiscale.

Sul Venerdì del 9 dicembre 2022