Vietato innamorarsi degli uomini violenti
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano
Scrive una lettrice che preferisce restare anonima:
Ho letto su Repubblica la storia di Anna che è riuscita a salvarsi dal marito violento, ora in carcere. Ha tutta la mia solidarietà però mi chiedo perché noi donne contemporanee, libere, in grado di vivere da sole, ci innamoriamo di uomini violenti, li subiamo, li odiamo, eppure troppo spesso continuiamo ad amarli, a non fuggire, anche quando ne soffrono i figli. Perché non ce ne accorgiamo prima che quell'uomo che dice di amarci e che in realtà ci odia, vuole attraverso la nostra distruzione sentirsi uomo?
Per la prima volta ho guardato il sito sul femminicidio di Repubblica.it e ne sono rimasta sconvolta: i volti perduti di una folla di mogli, ex compagne, madri, figlie, sorelle, giovani, anziane, di ceto in difficoltà o privilegiato, dal Sud al Nord, ammazzate da un uo…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano
Scrive una lettrice che preferisce restare anonima:
Ho letto su Repubblica la storia di Anna che è riuscita a salvarsi dal marito violento, ora in carcere. Ha tutta la mia solidarietà però mi chiedo perché noi donne contemporanee, libere, in grado di vivere da sole, ci innamoriamo di uomini violenti, li subiamo, li odiamo, eppure troppo spesso continuiamo ad amarli, a non fuggire, anche quando ne soffrono i figli. Perché non ce ne accorgiamo prima che quell'uomo che dice di amarci e che in realtà ci odia, vuole attraverso la nostra distruzione sentirsi uomo?
Per la prima volta ho guardato il sito sul femminicidio di Repubblica.it e ne sono rimasta sconvolta: i volti perduti di una folla di mogli, ex compagne, madri, figlie, sorelle, giovani, anziane, di ceto in difficoltà o privilegiato, dal Sud al Nord, ammazzate da un uomo di famiglia, oltre a quelle fatte fuori da uno sconosciuto per punirle di essere donne. Ogni iniziativa per fermare la strage, intervenendo al primo segnale di violenza, per ora non ha funzionato del tutto. Ma mi resta questa domanda: è davvero impossibile capire, prima di mettersi insieme, con chi abbiamo a che fare?
La risposta di Natalia Aspesi:
Anna, da quel che racconta, lo aveva intuito, quel ragazzo era ossessivo, l'aveva isolata dalle amiche, tolta da Facebook, anche ai genitori di lei non piaceva. Ma forse era proprio quella possessività a sedurla, il sentirsi così preziosa, così unica, un tesoro da tenere stretto. Ancora oggi resistono questi sentimenti antichi, fuori dalle nostre vite, dalla nostra libertà: "Mi pesta perché mi ama, e poi mi ama e io lo perdono, è un incubo perché so che tutto riprenderà come prima, ma forse l'amore vero è proprio questo". La sottomissione e l'accettazione di ogni umiliazione come le hanno raccontate negli anni 50 il romanzo Histoire d'O, di Dominique Aury, negli anni 70 Il mio giardino segreto di Nancy Friday, nel 2019 Tre donne di Lisa Taddeo: "Immagina un bambino cui l'insegnante dice "io sono il tuo amante vampiro e tu il mio frutto proibito"". Lei ha ragione, come non capirlo prima, e vincere in tempo "l'innamoramento pazzo" che questi seduttori sanno provocare?