Biden toglie il segreto ai documenti sulla morte di Kennedy. Ma non a tutti
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York. Bicchieri di Daiquiri con molto ghiaccio. Quelli che bevve il giornalista e storico William Manchester per reggere l'angoscia delle "rivelazioni sconvolgenti" che Jacqueline gli aveva fatto sulla storia dell'assassinio a Dallas, Texas, il 22 novembre '63, del marito, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Dieci ore di nastri, in parte finiti nel bestseller dello stesso Manchester, The Death of a President, in parte destinate dall'autore e dalla ex First Lady ai National Archives, gli archivi di Stato americani. Presto si potrebbe sapere che cosa contengano quei nastri. Dopo un lungo braccio di ferro, e salvo ripensamenti dell'ultimo minuto entro il 15 dicembre, su ordine del presidente Joe Biden, verranno infatti desecretate migliaia di pagine sull'assassinio di Kennedy.
La svolta è il culmine di una vicenda che va avanti da anni: già nel 1992, una legge sulla trasparenza aveva aperto le porte alla pubblicazi…
New York. Bicchieri di Daiquiri con molto ghiaccio. Quelli che bevve il giornalista e storico William Manchester per reggere l'angoscia delle "rivelazioni sconvolgenti" che Jacqueline gli aveva fatto sulla storia dell'assassinio a Dallas, Texas, il 22 novembre '63, del marito, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Dieci ore di nastri, in parte finiti nel bestseller dello stesso Manchester, The Death of a President, in parte destinate dall'autore e dalla ex First Lady ai National Archives, gli archivi di Stato americani. Presto si potrebbe sapere che cosa contengano quei nastri. Dopo un lungo braccio di ferro, e salvo ripensamenti dell'ultimo minuto entro il 15 dicembre, su ordine del presidente Joe Biden, verranno infatti desecretate migliaia di pagine sull'assassinio di Kennedy.
La svolta è il culmine di una vicenda che va avanti da anni: già nel 1992, una legge sulla trasparenza aveva aperto le porte alla pubblicazione. Ma poi una serie di veti aveva bloccato il tutto: poche settimane fa, Politico ha pubblicato una serie di lettere che provano i tentativi di diverse agenzie della sicurezza americane di bloccare la diffusione dei documenti. Il culmine della battaglia nel 2017, quando l'allora presidente Donald Trump si era schierato con la Cia e l'Fbi, posticipando ancora l'apertura. Una scelta in parte sposata da Biden, che lo scorso anno ha ordinato l'ennesima revisione con lo scopo di rendere pubblici gli atti ora, nel dicembre 2022.
L'attesa in America è alta, anche se gli storici mettono in guardia dall'aspettarsi troppo: la Casa Bianca ha deciso di conservare il segreto sulle pagine che "potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale". Il risultato è che dai circa 15 mila fogli ne mancheranno cinquecento. Sapremo molto dunque, ma non tutto e soprattutto probabilmente non ciò che conta davvero. Resterà dunque l'ipotesi ufficiale, sancita dalla commissione del Congresso nel '64, secondo cui l'assassino del presidente, Lee Harvey Oswald, un magazziniere con ambizioni da intellettuale, agì da solo, per poi essere ucciso due giorni dopo da Jack Ruby, proprietario di uno strip club di Dallas. Per quale motivo, nessuno lo sa. E accanto ad essa rimarranno le teorie complottiste: da quella che sostiene che si trattò di una vendetta della mafia per la linea anticrimine del ministro della Giustizia e fratello del presidente, Bob Kennedy (a sua volta ucciso nel '68), a quella che punta il dito come mandante sull'uomo che prese il posto di Jfk: il suo vice, Lyndon Johnson.
Sul Venerdì del 9 dicembre 2022