Nell'isola di Sumatra sopravvive l'ultima popolazione di un piccolo rinoceronte (Dicerorhinus sumatrensis) un tempo diffuso nell'arcipelago indonesiano e in tutta l'Indocina. L'ultimo censimento ha rilevato la presenza degli ultimi 34-47 esemplari nelle sole riserve di Gunung Leuser, di Way Kambas e Kalimantan, in un territorio di fitta foresta pluviale e altopiani esteso quanto il nostro Molise. Dal 2015 ad oggi il calo della popolazione è del 13 per cento ogni anno.
Il rinoceronte di Sumatra è stato scoperto dal mondo scientifico poco più di due secoli fa, e si distingue dal cugino asiatico, il rinoceronte indiano (Rhinoceros unicornis), oltre che per le dimensioni più ridotte, anche per una folta lanugine che ne ricopre il corpo e la presenza di due corni sul muso anziché uno. Vive solitario in grandi territori, 50 chilometri quadri per il maschio e poco meno della metà per le femmina: s'incontrano tra loro solamente durante la stagione riproduttiva. Ma a causa del bracconaggio e delle attività umane, i pochi rimasti occupano adesso aree di giungla ancora più remote e distanti tra loro, per cui i rapporti di scambio tra individui sono ormai rari e gli accoppiamenti improbabili.
Invecchiano in solitudine
"Con una natalità quasi pari a zero nell'ultimo decennio, i pochi rinoceronti rimasti sono destinati a invecchiare in solitudine", ci dice Christopher Whitlatch della International Rhino Foundation. "Sono necessarie azioni immediate, e la scelta di provare a riprodurre in cattività il più alto numero di individui, anche prelevandoli in natura, ci è parsa l'unica percorribile". La International Rhino Foundation è una ong con sede negli Stati Uniti che gestisce programmi per tutte e cinque le specie (rinoceronte bianco e nero in Africa, indiano, di Giava e di Sumatra). Nel 1996 ha fondato in Indonesia, nel parco nazonale di Way Kambas, il Sumatran Rhino Sanctuary per ospitare gli esemplari non più idonei alla vita selvatica e così studiare comportamento ed ecologia di una specie difficile da monitorare in natura. Tra questi c'è Bina, rimasta senza territorio perché la sua foresta è stata venduta per sostituirla con una piantagione produttiva, Andalas e Harapan nati nello zoo di Cincinnati, e Ratu, che da giovane è entrata di notte in un villaggio e gli abitanti, credendo fosse un maiale, avevano tentato di ucciderla.
Composto da otto rinoceronti, questo piccolo nucleo è anche il fulcro di un programma di allevamento in cattività per mantenere un gruppo "fondatore" con cui ripopolare nel futuro le esigue popolazioni dei parchi nazionali. "Nel santuario ci sono animali nati in cattività ma anche esemplari che abbiamo dovuto catturare perché registravano comportamenti che li rendevano vulnerabili al bracconaggio" spiega Christopher Whitlatch. "Come per tutte le specie, anche a Sumatra si uccidono illegalmente questi animali per appropriarsi del corno e poi venderlo nel mercato della medicina tradizionale. Un solo chilo di questo materiale può arrivare a fruttare 400 mila dollari".
Ma è anche l'ambiente in cui vive il rinoceronte, insieme ad altre rare specie come l'orango e la tigre, a subire spregiudicati attacchi, in particolare per gli incendi e il disboscamento di vasti appezzamenti di foresta che vengono poi sostituiti da piantagioni per la produzione di palma da olio e caffè. "La foresta di Sumatra non è più un rifugio sicuro per il rinoceronte, troppo pochi gli esemplari liberi e troppe le minacce per la sua sopravvivenza", dice ancora Whithlach, "l'ultima strategia per salvarlo dall'estinzione prevede da quest'anno la cattura di tutti gli esemplari isolati nella foresta o troppo esposti al bracconaggio per poi trasferirli nelle nostre riserve".
In trappola per salvarsi
La preparazione della prima fase delle catture procede meticolosa da mesi: le squadre di ranger stanno monitorando decine di territori nella foresta in cerca dei punti di passaggio dei rinoceronti dove installare le trappole, mentre i lavori per un centro di riproduzione nel parco di Gunung Leuser sono terminati.
In tutto questo è fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali, che vengono supportate nella gestione di una zona cuscinetto al margine della foresta in cui mantenere le tradizionali coltivazioni e le specie appetite ai rinoceronti, come il ficus e il frutto della passione. In tal modo si cerca di attirarli in aree sorvegliate, dove poter monitorare la popolazione selvatica e favorire il loro incontro per la riproduzione in natura. Lo scorso marzo è intanto arrivato un nuovo piccolo nel Santuario di Way Kambas. Figlia di Andatu, il primo rinoceronte nato in cattività a Sumatra e di Rosa, catturata perché troppo confidente con gli umani, il suo nome è Sedah Mira, saggezza rossa. La stessa saggezza che dovranno adesso avere gli uomini nel preservare con cura il futuro di questa giovane vita e l'esistenza dell'intera specie.
Sul Venerdì del 9 dicembre 2022