Saint-Omer, quel che resta di una madre
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiDedico il cinquantesimo Psycho del 2022 a uno dei film che ho più amato quest'anno. Non perdetelo (se possibile nella versione con i sottotitoli). La regista è una documentarista francese, Alice Diop. Il titolo è Saint Omer, paesino dell'Alta Francia, mezz'ora da Calais. Quasi tutto il film si svolge lì, a Saint-Omer, aula di tribunale, processo per infanticidio. L'imputata è Laurence Coly, giovane francese di origine senegalese (come la regista), rea confessa dell'omicidio della figlia di quindici mesi, deposta in fasce su una spiaggia in attesa dell'alta marea. "Ho pensato", dice Diop, "che la donna avesse voluto offrire la figlia al mare (la mer), una madre (la mère) ben più potente di quanto non potesse esserlo lei stessa".
Lo sguardo della regista diventa quello di Rama, una studiosa che segue il processo mentre scrive un libro sul mito di Medea. La deposizione vigile e straniata di Laur…
Dedico il cinquantesimo Psycho del 2022 a uno dei film che ho più amato quest'anno. Non perdetelo (se possibile nella versione con i sottotitoli). La regista è una documentarista francese, Alice Diop. Il titolo è Saint Omer, paesino dell'Alta Francia, mezz'ora da Calais. Quasi tutto il film si svolge lì, a Saint-Omer, aula di tribunale, processo per infanticidio. L'imputata è Laurence Coly, giovane francese di origine senegalese (come la regista), rea confessa dell'omicidio della figlia di quindici mesi, deposta in fasce su una spiaggia in attesa dell'alta marea. "Ho pensato", dice Diop, "che la donna avesse voluto offrire la figlia al mare (la mer), una madre (la mère) ben più potente di quanto non potesse esserlo lei stessa".
Lo sguardo della regista diventa quello di Rama, una studiosa che segue il processo mentre scrive un libro sul mito di Medea. La deposizione vigile e straniata di Laurence s'impossessa di Rama, penetra in lei come una febbre inconscia, la interroga sull'eredità emotiva e antropologica della storia coloniale. Saint-Omer, Leone d'argento a Venezia, è un dramma brechtiano composto negli schemi del film giudiziario ma anche della tragedia antica. Ogni voce - l'imputata, l'accusa, la difesa, la giudice,il testimone, la giuria, il pubblico - è unica e necessaria alle altre. L'aula del dibattimento diventa così un teatro che in un crescendo ipnotico occupa l'intero mondo di Rama fino alle radici della sua vita familiare, fino all'essenza della sua "négritude". In quell'aula ci siamo anche noi, osservatori e partecipi, inorriditi e commossi da un film sulla maternità che prende le mosse da un infanticidio. Austero, lucido, senza risposte scontate, Saint-Omer ci inchioda e ci seziona.
Al termine di questo viaggio nella notte ci attende il cuore oscuro e generoso di Nina Simone, la sua voce immensa canta la scena finale.
Sul Venerdì del 16 dicembre 2022