Libri per Natale 2022: "Cuore puro", il nuovo romanzo di Roberto Saviano
di Giuseppe Baldessarro , di Giuseppe BaldessarroC'è una frase in Cuore puro (Giunti) che è la sintesi perfetta della violenza feroce delle mafie su almeno un paio di generazioni di adolescenti del passato e del presente. I boss, scrive Roberto Saviano nel suo romanzo, "hanno il potere di fare e disfare i loro sogni". Ed è davvero così.
La storia di Dario, Giovanni, Giuseppe e Rino (quattro ragazzini di dieci anni della periferia napoletana) è vita pulsante ed è memoria. Tanti adulti di oggi si portano ancora nell'anima le tracce di una storia simile: sono stati loro stessi dei "cuori puri" con un pallone Super Santos attaccato ai piedi. La periferia, i campetti in terra battuta, le piazze, le ginocchia sbucciate, gli interi pomeriggi passati per strada: tutto suona inevitabilmente familiare a chi da giovanissimo ha praticato una qualsiasi passione e, in particolare, quella del calcio. Un sogno, appunto. Fatto di eserciti di scalmanati che guardavano, ieri…
C'è una frase in Cuore puro (Giunti) che è la sintesi perfetta della violenza feroce delle mafie su almeno un paio di generazioni di adolescenti del passato e del presente. I boss, scrive Roberto Saviano nel suo romanzo, "hanno il potere di fare e disfare i loro sogni". Ed è davvero così.
La storia di Dario, Giovanni, Giuseppe e Rino (quattro ragazzini di dieci anni della periferia napoletana) è vita pulsante ed è memoria. Tanti adulti di oggi si portano ancora nell'anima le tracce di una storia simile: sono stati loro stessi dei "cuori puri" con un pallone Super Santos attaccato ai piedi. La periferia, i campetti in terra battuta, le piazze, le ginocchia sbucciate, gli interi pomeriggi passati per strada: tutto suona inevitabilmente familiare a chi da giovanissimo ha praticato una qualsiasi passione e, in particolare, quella del calcio. Un sogno, appunto. Fatto di eserciti di scalmanati che guardavano, ieri forse più di oggi, agli idoli di Serie A. Il calcio come strumento di riscatto e di speranza, ma prima ancora come gioia, come soddisfazione del bisogno di stare assieme e modo per essere riconosciuti quali portatori di un qualche talento. Scrive Saviano: "La giovinezza non corrisponde a un'età anagrafica ma all'istante in cui il corpo supera i suoi limiti grazie alla libertà dello spirito. Mentre il suo piede correva incollato al pallone, Dario era il più forte perché il suo cuore era puro, spalancato all'estasi del gioco".
Nel romanzo la passione dei quattro ragazzini è per il boss locale solo una mera utilità. Il gioco viene piegato agli interessi della piazza di spaccio e per incatenare al "Sistema" i "più svegli". Il sogno, inizialmente alimentato, viene cinicamente disfatto, sacrificato sull'altare dell'interesse criminale. Tutto viene distrutto, per prima la speranza. Oltre le macerie, resta intatto solo il "cuore puro", la voglia di riprendersi la libertà, e il desiderio di tornare a giocare tra amici. Prima che sia troppo tardi.