Parigi, la Ville Lumiere spegne le luci per rispondere alla crisi energetica
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriParigi. Si muovono nella notte, provocando il buio. La Ville Lumière si spegne, ma mai abbastanza per questi attivisti che combattono lo spreco di energia. "Ci sono troppe vetrine illuminate senza una buona ragione", dice Hadj Benhalima, 21 anni, che con il collettivo On the Spot usa il parkour, disciplina sportiva di conquista degli spazi urbani, per prendere di mira i negozi che non rispettano il divieto di illuminazione tra l'una di notte e le sei del mattino varato dall'amministrazione cittadina nell'ambito del piano per la sobrietà energetica. E così le operazioni di lights off si moltiplicano nella capitale con l'aiuto di questi giovani acrobati di strada che spesso diffondo sui social le loro spericolate imprese. "Usiamo il parkour per fare un gesto utile e dimostrare che non c'è motivo di lasciare tutte queste luci accese", spiega Hugo, altro "giustiziere della notte".
La loro lotta contro l'in…
Parigi. Si muovono nella notte, provocando il buio. La Ville Lumière si spegne, ma mai abbastanza per questi attivisti che combattono lo spreco di energia. "Ci sono troppe vetrine illuminate senza una buona ragione", dice Hadj Benhalima, 21 anni, che con il collettivo On the Spot usa il parkour, disciplina sportiva di conquista degli spazi urbani, per prendere di mira i negozi che non rispettano il divieto di illuminazione tra l'una di notte e le sei del mattino varato dall'amministrazione cittadina nell'ambito del piano per la sobrietà energetica. E così le operazioni di lights off si moltiplicano nella capitale con l'aiuto di questi giovani acrobati di strada che spesso diffondo sui social le loro spericolate imprese. "Usiamo il parkour per fare un gesto utile e dimostrare che non c'è motivo di lasciare tutte queste luci accese", spiega Hugo, altro "giustiziere della notte".
La loro lotta contro l'inquinamento luminoso era iniziata già due anni fa ma ha preso nuovo slancio con la guerra in Ucraina e la crisi energetica. A ogni spedizione, bisogna trovare gli interruttori che permettono di staccare la corrente in caso di incendio. Spesso è necessario salire a diversi metri di altezza, strisciare lungo finestre, organizzare un lavoro di squadra per raggiungere gli obiettivi più lontani. Attraversando i quartieri eleganti vicino alll'Opera Garnier e agli Champs Elysées, gli attivisti spengono brasserie, coiffeur e boutique. "Certe volte riusciamo a staccare fino a sessanta insegne", racconta con una punta d'orgoglio Kévin Ha, portavoce di On the Spot. La polizia? "Ci tollera", risponde l'attivista. D'altra parte questi giovani non fanno che applicare una misura del comune di Parigi.
Buone pratiche
Mezzo secolo dopo il primo shock petrolifero, i francesi, insieme agli europei tutti, devono reimparare a diminuire il consumo di elettricità e gas nelle ore di punta. Il governo ha presentato il suo "Piano di sobrietà energetica" per affrontare un inverno difficile, senza gas russo e con diversi reattori nucleari spenti per problemi di corrosione o di manutenzione. Risparmiare il 10 per cento di energia in due anni: ecco l'obiettivo illustrato dalla premier Elisabeth Borne che ha presentato il piano come un "primo passo" per ridurre il consumo energetico della Francia nell'ambito della road map sulla neutralità carbonica che dovrebbe portare a un taglio del 40 per cento entro il 2050. Una visione di lungo periodo, perché, ha spiegato la ministra Agnès Pannier-Runacher, le misure adottate per questo inverno continueranno negli anni successivi e dovrebbero permettere alla Francia di accompagnare la transizione energetica. Il governo invita i cittadini a mettere in pratica alcune buone abitudini che possono fare la differenza. Tra queste, la limitazione del riscaldamento in casa a 19 gradi - addirittura a 17 gradi nelle stanze singole - e l'acquisto di termosifoni programmabili.
A tempo di Led
A Parigi si inizia dalle strade: l'unica eccezione per le insegne luminose spente tra l'una e le sei, riguarda le stazioni della metropolitana, delle ferrovie e degli aeroporti. Una misura simile esisteva già dal 2012, ma finora non era mai stata applicata nelle città con più di 800 mila abitanti o era comunque applicata male: soltanto il 6 per cento dei comuni francesi si era adeguato. Ora che la crisi morde sono previste multe fino a 1.500 euro per i trasgressori. Del resto, secondo l'Agenzia per l'ambiente e il controllo dell'energia (Ademe), uno schermo pubblicitario digitale di 2 metri quadrati consuma 2.049 kWh/anno, l'equivalente della spesa energetica media annua di una intera famiglia.
Anche gli spazi culturali della capitale si devono adeguare: la Tour Eiffel finisce di brillare alle 23, con un'ora d'anticipo, così come la Pyramide del Louvre; la Reggia di Versailles è invece al buio dalle 22. Niente luci nei parchi a tema quando sono chiusi al pubblico, mentre quasi tutti i teatri della capitale stanno cambiando le lampadine tradizionali con quelle a Led. All'Opéra Comique e al Teatro degli Champs-Elysées si accelera la sostituzione delle luci di scena alogene. L'Opéra, che consuma ogni anno quanto una città di 8 mila abitanti, ha installato sensori Smart Impulse che monitorano l'uso di energia. La situazione è un po' più complessa sul versante cinematografico: la nuova generazione di proiettori, dotati di luce laser che consuma da 4 a 7 volte meno elettricità, ha però un costo proibitivo. E così gli esercenti delle sale chiedono sussidi pubblici che per adesso non arrivano. Sul versante sportivo è previsto una diminuzione generale del riscaldamento degli impianti, un grado in meno nelle piscine pubbliche, e un abbassamento delle luci degli stadi prima e dopo le partite. I supermercati si sono invece impegnati a ridurre l'illuminazione del 30 per cento in presenza dei clienti e del 50 per cento prima dell'apertura.
Camini e colli alti
Il governo vuole dare il buon esempio, accendendo vecchi camini nei saloni di rappresentanza. Alcuni ministri, come Bruno Le Maire, hanno deciso di abbandonare camicia e giacca per un più "sobrio" maglione a collo alto. Nonostante questi piccoli-grandi gesti non è sicuro che si riesca a superare l'inverno senza dover razionare l'elettricità. E l'ipotesi di un blackout a gennaio è sempre meno lontana dalla realtà. Così, anche se Macron ha chiesto ai cittadini di non cedere al panico, nelle case francesi non si parla d'altro: chiuderanno le scuole? E che faranno gli ospedali? Si potranno chiamare i numeri delle emergenze? Il traffico stradale impazzirà?
Il fatto è che l'inverno sta mettendo a dura prova la resistenza della rete elettrica francese, con quasi metà dei reattori nucleari, come detto, ferma. Il calo della disponibilità di energia nucleare è stato compensato dall'elevata produzione delle centrali a gas e dall'aumento delle importazioni da tutti i Paesi vicini. Ma basterà? Una circolare ai prefetti parla di sospensioni del flusso elettrico in certi orari e in determinate regioni. La leader dell'opposizione, Marine Le Pen, naturalmente attacca il governo denunciando una "situazione da terzo mondo" nella seconda potenza economica d'Europa. Presi dall'ansia per quanto potrà accadere, i francesi si precipitano sull'applicazione di allerta EcoWatt di Rte che registra in colori i livelli di tensione sulla rete elettrica locale. Ironia della sorte, gli abitanti della ribelle Corsica sono quelli meno a rischio in tutta la Francia: l'isola irredentista infatti è collegata alla rete elettrica italiana.
Pubblicato sul Venerdì del 16 dicembre 2022