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La magnifica maturità degli Arctic Monkeys

L’album degli Arctic Monkeys The Car (2022) con la canzone There’d Better Be a Mirrorball 
SENTI QUESTA La canzone della settimana è "There'd Better Be a Mirrorball" interpretata dagli Arctic Monkeys
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Questa è una voce bellissima che è maturata col tempo, quindici anni fa non aveva lo stesso potere. Alex Turner, il cantante degli Arctic Monkeys, può raccontarla come vuole: che è sempre stato così, che The Car, il settimo album della band, è la naturale evoluzione del precedente Tranquility Base Hotel & Casino (2018), che i riferimenti più chiari sono ai Led Zeppelin e ai Rolling Stones. Ma quando, prima di ascoltare il nuovo cd, sono inciampato (su YouTube) in There’d Better Be a Mirrorball eseguita a Later with Jools Holland, il programma di Bbc Two, ho avuto tutt’un’altra impressione: il timbro, l’estensione, la profondità, certe rotondità, l’agilità di zigzagare da un registro all’altro tipico degli interpreti navigati; ho sentito Scott Walker e il Bowie di Wild Is the Wind più che Jagger, Matt Berninger e Mark Lanegan più che Robert Plant.

Senza nul…

Questa è una voce bellissima che è maturata col tempo, quindici anni fa non aveva lo stesso potere. Alex Turner, il cantante degli Arctic Monkeys, può raccontarla come vuole: che è sempre stato così, che The Car, il settimo album della band, è la naturale evoluzione del precedente Tranquility Base Hotel & Casino (2018), che i riferimenti più chiari sono ai Led Zeppelin e ai Rolling Stones. Ma quando, prima di ascoltare il nuovo cd, sono inciampato (su YouTube) in There’d Better Be a Mirrorball eseguita a Later with Jools Holland, il programma di Bbc Two, ho avuto tutt’un’altra impressione: il timbro, l’estensione, la profondità, certe rotondità, l’agilità di zigzagare da un registro all’altro tipico degli interpreti navigati; ho sentito Scott Walker e il Bowie di Wild Is the Wind più che Jagger, Matt Berninger e Mark Lanegan più che Robert Plant.

Senza nulla togliere ad Alex Turner, che è sempre stato un campione, più che mai oggi che, a 36 anni, sfodera magnificamente tutte le sue capacità di baritono senza autoconfinarsi dietro l’etichetta “alternative” (gli Arctic Monkeys erano già fuori dal ghetto spocchioso nel momento stesso in cui sono stati accolti dal pubblico degli stadi; ora in attesa del bagno di folla di Glastonbury 2023 stanno esplorando i grandi spazi dell’emisfero australe). C’è sempre una certa ritrosia da parte delle indie-band a farsi abbracciare dal pubblico pop, quasi fosse un penoso coming out. Ma è il pubblico che sceglie, è successo ai Radiohead e ai National; e poi, chi se lo sarebbe aspettato che un giorno Ziggy Stardust avrebbe cantato come un soul singer, e di seguito come un crooner? Ora magari Turner non ha il carisma di Bowie e sarebbe noioso star lì a misurare la percentuale di Walker Brothers dentro There’d Better Be a Mirrorball. A noi basta ascoltarla, quella voce, e sentirci beati.

Sul Venerdì del 16 dicembre 2022