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L'uomo che negava i Mondiali del Qatar

(reuters)
Venanzio Santini è affetto da una sindrome inedita: negazionista dell'evento sportivo dell'anno. E se avesse ragione lui? Se fossimo noi a farci andare bene tutto, anche l'inaccettabile?
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Ci è stato affidato il caso di Venanzio Santini. È affetto da una sindrome inedita: è un negazionista dei Mondiali di calcio. Finora si era sentito parlare di negazionisti dell'Olocausto, dello sbarco sulla Luna, del Covid. Della rotondità della Terra, perfino. Nessuno mai aveva osato negare l'esistenza dei Mondiali di calcio. Non mentre si svolgono, soprattutto. Per Venanzio Santini non esistono neppure asterischi o spostamenti nel tempo: dall'edizione del 2018 si passerà direttamente a quella del 2026. Il che rende evidente (anche ai medici generici che lo hanno esaminato) che il suo rifiuto non è generato dalla mancata partecipazione dell'Italia. Riguarda piuttosto la specifica evenienza di Qatar 2022. Per la precisione: Venanzio Santini non ammette neppure l'esistenza del Qatar, non lo riconosce diplomaticamente, non ci andrebbe in vacanza (nonostante i consigli di Pirlo), non salirebbe su un aereo con le insegne Qatar …

Ci è stato affidato il caso di Venanzio Santini. È affetto da una sindrome inedita: è un negazionista dei Mondiali di calcio. Finora si era sentito parlare di negazionisti dell'Olocausto, dello sbarco sulla Luna, del Covid. Della rotondità della Terra, perfino. Nessuno mai aveva osato negare l'esistenza dei Mondiali di calcio. Non mentre si svolgono, soprattutto. Per Venanzio Santini non esistono neppure asterischi o spostamenti nel tempo: dall'edizione del 2018 si passerà direttamente a quella del 2026. Il che rende evidente (anche ai medici generici che lo hanno esaminato) che il suo rifiuto non è generato dalla mancata partecipazione dell'Italia. Riguarda piuttosto la specifica evenienza di Qatar 2022. Per la precisione: Venanzio Santini non ammette neppure l'esistenza del Qatar, non lo riconosce diplomaticamente, non ci andrebbe in vacanza (nonostante i consigli di Pirlo), non salirebbe su un aereo con le insegne Qatar Airways. Che lui sappia, esiste una propaggine di terra desertica nel Golfo Persico, dove molti diseredati del pianeta vanno a giocare con le costruzioni. E questo è tutto. Linea allo studio. Niente calcio, neppure per un minuto.  

Non ha il televisore? Non vede che ci sono continue dirette delle partite? Certo che ce l'ha, ma non guarda la tv pubblica da molto tempo. Accende direttamente sulla schermata delle piattaforme, sceglie una serie, un film, un documentario. Non vede i telegiornali. Suo nonno, dice, già rifiutava il piccolo schermo. Anche nelle sere in cui tutta la famiglia fissava lo sguardo lì, lui si girava verso la finestra, scrutava la notte. La sua spiegazione? "Non ci credo". Elaborata meglio: "Sono tutti bambocci, solo bambocci". Un teatrino, intendeva. Quando qualcuno, in telecronaca, si è messo a urlare di acqua e vino, Venanzio Santini ha attribuito le grida a un litigio fra i suoi vicini riguardante la preparazione della tavola. L'interruzione del campionato di calcio l'ha motivata con una nuova ondata di Covid, che sicuramente c'è, ma non vogliono ammettere perché hanno smesso di dare i numeri quotidiani del contagio.  

Ha proseguito la sua vita serenamente, prendendo impegni alle 16 e alle 20. Il fatto che alle cene si presentassero praticamente soltanto donne l'ha visto come un vantaggio insperato. Se poi nei bar sentiva parlare di Mbappè, Messi o qualche nuovo campione scuoteva la testa e si allontanava dicendo: "Essù, basta con questo fantacalcio!".

Qualcuno si è insospettito, qualcun altro ha parlato. Infine, si è preso atto, verbalizzato, trasmesso. Il caso di Venanzio Santini è stato portato all'attenzione delle autorità. Per tutti gli altri negazionisti c'è aria di clemenza, ma per lui si è deciso di dare un esempio, prima che il suo si diffondesse. Pensa se la maggioranza avesse deciso che i Mondiali non esistono, che il Qatar non esiste. Che fine farebbe l'investimento con i soldi pubblici? Che ne sarebbe delle relazioni diplomatiche? Delle forniture che si ricevono? Di quel che si vende in cambio?

Alla vigilia della finale che non ci sarà, almeno secondo lui, in un venerdì di metà dicembre, mentre usciva per andare al lavoro, Venanzio Santini è stato affiancato da una limousine bianca, lunghissima. Lo sportello si è aperto silenziosamente, ne è uscita una musica suadente, una mano femminile ha fatto nell'aria un gesto invitante muovendo quattro dita dalle unghie smaltate, lui l'ha seguita ed è sparito. L'hanno portato qui.

Ho parlato con lui per ore. Sono partito da una semplice considerazione: dove c'è rimozione c'è (stato) trauma. E allora l'ho cercato, quel trauma, nel suo passato. Ho iniziato da quello remoto, ma lì ho trovato quel che tutti prima o poi affrontiamo: dissonanze con i genitori, difficoltà di inserimento nel contesto scolastico, crisi adolescenziali, delusioni amorose, un incidente stradale. Tutto ricordato, ammesso, storicizzato. Ho proseguito nella ricostruzione della sua esistenza e, niente, tutto tornava. Poiché non si era affrontato il tema della politica a un certo punto gli ho chiesto: Ma lei per chi ha votato il 25 settembre?. Mi ha guardato senza apparentemente capire. Ha scosso la testa: "Votato per cosa?". Ho intuito allora che negava anche le ultime elezioni. Anzi, che quello era stato l'inizio della sua sindrome. Da lì in poi avrebbe negato tutti gli eventi che gli parevano inammissibili. La sera della proclamazione dell'esito elettorale Venanzio Santini ha spinto il tasto Delete, cancella, e ha proseguito come non fosse mai successo. I Mondiali di calcio in autunno in un Paese che nega diritti e sfrutta poveretti? Delete. E così farà per ogni cosa che verrà e che gli parrà inaccettabile.  

Ora, io dovrei emettere una diagnosi e, possibilmente, stabilire una prognosi. Ci ho pensato a lungo e non credo che questo paziente abbia nulla che non va. Siamo noi che abbiamo imparato ad accettare con indifferenza l'inaccettabile, a farci scivolare la realtà fra le dita, senza più cercare di afferrarla per rivoltarla. Lui, invece, non potendo cambiarla, la rifiuta. È soltanto una forma di resistenza, forse l'ultima. Se non puoi sovvertire, almeno non stare al gioco. Non fare parodie di questa come se fosse uguale a quello. Non prendere a calci le macerie delle vite altrui. Meglio isolato che complice. Ho dimesso Venanzio Santini. Anzi, gli ho dato appuntamento per domenica alle 16. Passeggeremo per la città vuota. Che altro dovremmo avere, di meglio, da fare?