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A Natale e non solo: l’insostenibile leggerezza del comprare a rate

Si chiama buy now pay later. ovvero mettere le mani subito sull’acquisto e pagare dopo. Un metodo che va di moda, ma che espone a rischi finanziari. Soprattutto i più giovani
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Non potete permettervi i regali di Natale? Pagateli a rate. Poche e senza interessi. Che non facciano paura. E infatti non si chiamano nemmeno rate, che fa Italia anni 70, di austerità post shock petrolifero. Si chiama Buy now pay later (Bnpl) e consente, tramite l'iscrizione a piattaforme con grafiche allegre che sprizzano ottimismo da ogni pixel, di dilazionare i pagamenti in tre tranche, da versare entro un paio di mesi. Il fatto che se ne parli molto adesso, nel bel mezzo di un'altra crisi energetica, dimostra quanto avesse ragione Mark  Twain (o chi per lui) quando avvisava che "la storia non si ripete ma spesso fa rima". Al netto dell'euforia di certi comunicati ("Bnpl, l'alleato perfetto per affrontare l'inflazione durante la stagione dei saldi") la domanda di fondo è: facilitare acquisti che non ci potremmo permettere in un'unica soluzione è una mano santa per i meno abbienti o un'ulteriore spintina vers…

Non potete permettervi i regali di Natale? Pagateli a rate. Poche e senza interessi. Che non facciano paura. E infatti non si chiamano nemmeno rate, che fa Italia anni 70, di austerità post shock petrolifero. Si chiama Buy now pay later (Bnpl) e consente, tramite l'iscrizione a piattaforme con grafiche allegre che sprizzano ottimismo da ogni pixel, di dilazionare i pagamenti in tre tranche, da versare entro un paio di mesi. Il fatto che se ne parli molto adesso, nel bel mezzo di un'altra crisi energetica, dimostra quanto avesse ragione Mark  Twain (o chi per lui) quando avvisava che "la storia non si ripete ma spesso fa rima". Al netto dell'euforia di certi comunicati ("Bnpl, l'alleato perfetto per affrontare l'inflazione durante la stagione dei saldi") la domanda di fondo è: facilitare acquisti che non ci potremmo permettere in un'unica soluzione è una mano santa per i meno abbienti o un'ulteriore spintina verso il dirupo dove finiscono una volta diventati cattivi pagatori?

Negli Stati Uniti, patria di innovazioni finanziarie talvolta rovinose, dai mutuisubprime (a persone che le banche avrebbero dovuto tenere a distanza) ai bitcoin, nati proprio per bypassare il sistema bancario, il dibattito è molto acceso. Qualche tempo fa Bloomberg BusinessWeek, di certo non una rivista anti-mercato, gli dedicava una copertina dal titolo: "Buy now pay later: cosa potrebbe andare storto?". La risposta era: moltissime cose. Ad esempio che già nel primo trimestre del 2021 la svedese Klarna, la più grande di queste piattaforme, dichiarava un aumento del 51 per cento di crediti non riscossi mentre la statunitense Affirm registrava un +362 per cento di charge-off, clienti inadempienti affidati ad agenzie di recupero crediti. Come se non bastasse, l'economista Amy Crews Cutts dimostrava che il 17 per cento degli utenti si rivolgeva al Bnpl dopo aver esaurito la disponibilità sulle carte di credito.

 

E un sondaggio del sito specializzato Credit Karma tra un migliaio di utilizzatori rivelava che un terzo non era riuscito a pagare le rate in tempo. Se, applicando l'"effetto farfalla", un battito d'ali a New York si trasforma in un uragano a Roma, ci sarebbe da prendere appunti. Che è esattamente ciò che ha fatto Banca d'Italia in un paper curato da Lorenzo Gobbi che, tra l'altro, cita un sondaggio recente di Citizen Advice su duemila inglesi "il 42 per cento dei quali si è indebitato a vario titolo per pagare le rate dei propri finanziamenti Bnpl"; che "la fascia d'età più vulnerabile va dai 18 ai 34 anni" e, infine, auspica "una riflessione sulla necessità di introdurre adeguate misure di tutela dei consumatori. Per evitare che l'uso del Bnpl porti a situazioni di precarietà finanziaria strutturale". Questo è quanto sul fronte della cautela.

Le piattaforme vedono rosa

Perché i protagonisti, ovviamente, la vedono dello stesso colore dalla home page di Scalapay, la startup italiana del settore: un rosa pastello impreziosito da immagini di scarpe dorate tacco 12, borse fashion e vacanze Alpitour, al grido di "if you love it, scalapay it". Già, perché non comprare oggi quel che puoi pagare domani? L'azienda, contattata, non dichiara la quota di utenti che non riesce a onorare le rate. Dichiara invece che la spesa media è di 150 euro, che gli utenti italiani sono due milioni, tra i 18 e i 45 anni, perlopiù donne, che acquistano soprattutto "fashion, beauty, travel, home&garden". Più in generale, non credete che sia poco saggio comprare a credito merci altrimenti inabbordabili? Sfidando l'evidenza dicono che no, "si rivolgono piuttosto agli smart buyers (diffidate sempre di chi non traduce parole inglesi facilmente traducibili, ndr) che dilazionano i propri pagamenti per tenere sotto controllo le proprie uscite".

 

Ma cosa c'è di più facile, per tenerle sotto controllo, di farle in un colpo solo o addirittura non farle? Alla stessa domanda Luca Traldi, ad di Klarna Italia (2 milioni di clienti, oltre diecimila marchi), si arrampica su uno specchio simile: "Non si tratta di favorire il sovraindebitamento, ma di dare la possibilità di acquistare con maggiore tranquillità prodotti che sarebbero stati comunque comprati, ma che si avrebbe avuto difficoltà a pagare in un'unica soluzione. Pensiamo a una coppia che decide di andare a convivere e può far ricorso a Klarna per gli acquisti per la casa più impegnativi ma necessari, come arredamento o elettrodomestici".

Nessuno menziona il credito, perché il credito ha regolamenti stringenti che forse non sfigurerebbero neanche qui. Klarna, che ha perso l'85 per cento del suo valore in un anno complice l'aumento dei tassi che rende meno sostenibile il gioco dei prestiti, si definisce un "servizio di pagamenti per lo shopping". Afterpay "uno strumento per il budget". Contorsionismi semantici spazzati via dal senatore Ritchie Torres in un'audizione al Congresso Usa: "Se uno paga con soldi anticipati da altri, che dovrà restituire, sta prendendo a prestito. Punto".
e le commissioni?

Ma se l'acquirente non paga interessi come sta in piedi il sistema? In modo simile alle carte di credito, sulla commissione che le piattaforme Bnpl prendono dal venditore, ben contento di pagarla se ciò significa vendite che altrimenti non avrebbero avuto luogo. Se con le carte è nei dintorni del 2 per cento, qui può arrivare fino al 6, generando ancora più vendite. Ma che succede se uno ritarda i pagamenti o addirittura non paga? "Normalmente i nostri reminder e il nostro customer support si dimostrano strumenti efficaci per evitare tali situazioni" stanno sul vago da Scalapay. "I mancati pagamenti prevedono l'addebito di una penale e possono essere gestiti tramite recupero crediti, ma ci impegniamo perché questo accada il meno possibile" dice Traldi di Klarna, ricordando che via app si possono riprogrammare gli addebiti mensili.

Ma, a un certo punto, i soldi devono saltar fuori. Le piattaforme puoi fregarle una volta, due no. Se ti bruci Klarna puoi dirottare su Scalapay. Ma se fai il furbo con PayPal, che pure ha il suo Bnpl, ti tagli fuori dal poter regolare una cospicua serie di transazioni. Idem per Apple che sta ultimando la sua versione di pagamenti differiti. L'Italia non è l'America, dove rovinarsi il credit score fa di te un appestato, ma incentivare il passo più lungo della gamba a giovani alle prime armi non è la miglior pedagogia per assicurar loro un luminoso futuro. Lo spettacolare fallimento di Ftx, celebre scambio di criptovalute, è il migliore memento sulla perniciosa equazione che in economia nuovo sia sempre meglio di vecchio.

Sul Venerdì del 16 dicembre 2022