Il Natale della crisi energetica è più verde
di Giacomo Talignani , di Giacomo TalignaniAd Antipolo, nella provincia di Manila, cuore di quelle Filippine così vulnerabili alla crisi del clima, provano a lanciare un messaggio per un Natale più verde: un albero tutto fatto di materiali riciclati. Tredici metri d'altezza, la struttura è composta da infradito recuperate, bottiglie di plastica, vecchie scarpe di gomma, persino pneumatici. E al suo interno la magia: un piccolo santuario per le farfalle, un inno alla biodiversità. Forse è uno degli esempi più scenografici e iconici di questo Natale 2022, che in piena crisi energetica e climatica tenta di indicare la strada per un doveroso cambiamento: meno sprechi di combustibile, cibo, e più materiali naturali. Un principio raccolto anche in Italia: a Lucca, per esempio, è stato installato il Re-Christmas Tree, un grande albero decorato impiegando 1.500 bottiglie di plastica riciclata, che nulla ha da invidiare, per scintillio e colori, a quelli tradizionali.
I doni …
Ad Antipolo, nella provincia di Manila, cuore di quelle Filippine così vulnerabili alla crisi del clima, provano a lanciare un messaggio per un Natale più verde: un albero tutto fatto di materiali riciclati. Tredici metri d'altezza, la struttura è composta da infradito recuperate, bottiglie di plastica, vecchie scarpe di gomma, persino pneumatici. E al suo interno la magia: un piccolo santuario per le farfalle, un inno alla biodiversità. Forse è uno degli esempi più scenografici e iconici di questo Natale 2022, che in piena crisi energetica e climatica tenta di indicare la strada per un doveroso cambiamento: meno sprechi di combustibile, cibo, e più materiali naturali. Un principio raccolto anche in Italia: a Lucca, per esempio, è stato installato il Re-Christmas Tree, un grande albero decorato impiegando 1.500 bottiglie di plastica riciclata, che nulla ha da invidiare, per scintillio e colori, a quelli tradizionali.
I doni del bosco
Anche Riccione punta sul green, recuperando però scarti naturali: ai grandi addobbi in ferro e plastica ha preferito quest'anno una serie di enormi archi realizzati con rami raccolti nelle valli delle Alpi, con bacche, pigne, cespugli di vischio illuminati con led che garantiscono un consumo di appena 3 watt rispetto ai 40 delle vecchie luci. A poca distanza, nel frattempo, i più piccoli pattinano su una pista sintetica: niente ghiaccio che richiede alti consumi di elettricità per essere mantenuto. Nelle vicine Cervia o Milano Marittima la revisione del Natale invece è ancor più drastica: basta pattinaggio, meglio risparmiare.
Molti altri, da Forlì a Sondrio o Piacenza, puntano su piste di materiali artificiali per essere meno impattanti, mentre all'estero, come nella città di Tours nella Francia occidentale, si è persino deciso di sostituire la pista con un semplice spazio per pattinaggio a rotelle. "Con il riscaldamento globale bisogna iniziare ad accettare che il Natale non è più l'immagine di neve, ghiaccio o grandi alberi. Mantenere il ghiaccio a qualunque costo, solo per l'atmosfera del Natale, non ha più senso" ha detto il vicesindaco Martin Cohen. Lezione condivisa anche dalla città tedesca di Bad Neuenahr, gravemente colpita dalle inondazioni del 2021: ospiterà il suo primo mercatino natalizio dopo la tragedia, ma per la pista niente ghiaccio, solo pattinaggio a rotelle.
La riduzione delle forniture di gas da parte della Russia a causa della guerra in Ucraina, che ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dell'energia, ha costretto la maggior parte delle città a tagli sulla quantità di luminarie e riduzione degli orari di accensione. Nelle piazze d'Italia quest'anno sono tornate così le bici accendi luci: cittadini e turisti si alternano sul sellino di apposite cyclette spingendo di gran lena sui pedali per garantire l'energia delle luminarie e preservare lo spirito natalizio minacciato dalle bollette. Accade a Bormio, a Livigno, ma anche a Trento e Borno nel bresciano: grazie a dinamo collegate a batterie e accumulatori, chi si presta a pedalare aiuta a mantenere accese le luci dell'abete cittadino. Con variazioni sul tema: a Granarolo (Bologna) l'elettricità è garantita da un tandem, a Turriaco (Gorizia) una speciale bicicletta, con poche spinte, alimenta sia luci che musica. In alcuni casi, come al Lingotto a Torino, verranno lanciate vere e proprie sfide per misurare chi avrà generato più elettricità e i premi saranno trasformati in contributi per azioni solidali. Principio, quello della bici "illuminante", proposto anche nelle grandi capitali dei mercatini, da Zurigo sino a Budapest.
Orari ridotti
Ma questo è decisamente il Natale della consapevolezza, motivo per cui diverse realtà hanno deciso di spegnere le luci o ridurle al minimo, accendendo solo dopo il tramonto. A Chiusi e Sarteano, in provincia di Siena, hanno messo per esempio piccole luci soltanto sulla chiesa principale e alla stazione, per il resto si stringe la cinghia. Un po' ovunque il mantra delle amministrazioni è puntare sui led, lampadine a risparmio energetico: a Verona illuminazione limitata nelle principali vie dello shopping e con i risparmi saranno aiutate famiglie bisognose.Per molte realtà però il punto è anche questo: davvero si vuole rinunciare all'attrazione delle luci che portano clienti e vendite nel primo Natale con meno restrizioni legate al Covid? A Tavernelle, in provincia di Perugia, provano a rispondere lanciando una sfida: realizzeranno luminarie da record, sei chilometri di lucine a led, tanto da puntare a entrare nel Guinness dei primati, ma saranno tutte a "basso consumo e integralmente sostenute da fonti rinnovabili".
C'è poi chi ha preferito fare una scelta, come il comune di Sauze d'Oulx in Val di Susa, il cui slogan è diventato "meno luci e più neve", per una campagna che vedrà i soldi risparmiati da una riduzione delle luminarie investiti per produrre neve artificiale, dato che a causa dell'emergenza climatica quella naturale ormai non è più garantita.
Garantito in futuro potrebbe non esserlo nemmeno il simbolo del Natale: l'albero. Di recente, in zone dove si coltivano gli abeti rossi destinati alla vendita (il 90 per cento in Italia arriva da vivai specializzati), come nel Casentino in provincia di Arezzo, i produttori lamentano che a causa di siccità e temperature estive elevate molte piante si sono seccate e già dal prossimo inverno potrebbero non essere a disposizione. Per ora, in termini di sostenibilità, una buona scelta può essere quella di alberi provenienti da boschi certificati: Imola, ad esempio, si è affidata a un albero certificato dal Pefc (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes), che garantisce la gestione sostenibile delle foreste.
Dopo anni di polemiche su "Spelacchio", l'albero poco folto arrivato nel 2017 dalla Val di Fiemme ferocemente criticato dai romani, quest'anno la Capitale ha deciso per un grande e rigoglioso abete da fare invidia a quello di New York: il costo, a carico del comune, è di tutto rispetto, però si punta al risparmio almeno sulle luminarie che saranno alimentate grazie a un impianto fotovoltaico, così come le luci di via del Corso. Per gli spettacoli natalizi nel cuore di Roma verranno inoltre usate 47mila micro-lampade a led che consumano il 90 per cento in meno rispetto ai sistemi tradizionali. Sulla stessa scia a Berlino si procederà con mirate illuminazioni a led e niente più lucine scintillanti sugli alberi del viale Unter den Linden; a Parigi invece si mira a ridurre il consumo energetico del 44 per cento. Stesso discorso anche a Oxford Street e Regent Street a Londra, oppure a Helsinki dove tutto verrà spento prima (anche il riscaldamento), mentre a Lucerna si punta a creare la magia della foresta accendendo 500 lanterne a candela per illuminare l'albero.
Vuoti a rendere
Infine, nella Strasburgo teatro di uno dei più sfavillanti mercatini europei, il taglio alla spesa energetica sarà del 10 per cento e, un po' come sul Danubio in Ungheria, dove fino alla Befana brilleranno meno luci, si tenterà di puntare su impianti a basso consumo, alimentati da rinnovabili. Qui, inoltre, ci sarà un'attenzione particolare anche per i bicchieri: per quelli del vin brulè si testerà un sistema di riutilizzo in modo da non usare plastica. Perché in fondo, come ha detto il vicesindaco di Strasburgo Guillaume Libsig, la vera sfida di queste festività in piena crisi energetica è "mantenere la magia del Natale, ma farlo sempre attraverso un equilibrio responsabile".
Sul Venerdì del 16 dicembre 2022