La canzone di Natale di Jacob Collier, piccolo Mozart multitasking
di Giuseppe Videtti , di Giuseppe VidettiQuesto è un cantautore e polistrumentista britannico che fa scintille – dunque avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale in questa colonna. Cerco di riparare con la strenna natalizia, approfittando della sua fi-brillante versione di The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire), classico scritto da Mel Tormé e Robert Wells nel 1945; dopotutto il suo primo exploit fu alle elementari con un film dedicato alle festività (The Christmas Carol di Arthur Allan Seidelman, 2004).
Ora ha 28 anni, Jacob Collier: Quincy Jones, che l’ha voluto nel suo management, ce lo raccomanda da quando ne aveva 17, conquistato dai suoi precoci one man show domestici postati su YouTube. I signori del Grammy l’anno già premiato quattro volte e ha due nomination pendenti per l’edizione 2023. Versatile? Anche troppo, se l’ambizione era quella di diventare il nuovo Michael Jackson. Non arrivi a quel punto se non t’inventi una masch…
Questo è un cantautore e polistrumentista britannico che fa scintille – dunque avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale in questa colonna. Cerco di riparare con la strenna natalizia, approfittando della sua fi-brillante versione di The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire), classico scritto da Mel Tormé e Robert Wells nel 1945; dopotutto il suo primo exploit fu alle elementari con un film dedicato alle festività (The Christmas Carol di Arthur Allan Seidelman, 2004).
Ora ha 28 anni, Jacob Collier: Quincy Jones, che l’ha voluto nel suo management, ce lo raccomanda da quando ne aveva 17, conquistato dai suoi precoci one man show domestici postati su YouTube. I signori del Grammy l’anno già premiato quattro volte e ha due nomination pendenti per l’edizione 2023. Versatile? Anche troppo, se l’ambizione era quella di diventare il nuovo Michael Jackson. Non arrivi a quel punto se non t’inventi una maschera e non te la scolli più dal viso.
Collier è per natura, fin da ragazzino, troppo curioso, esageratamente inclusivo, sproporzionalmente eclettico – impossibile da manovrare, contenere, produrre. La sua è una creatività che si scatena solo a briglia sciolta. Che s’infiammi con Somebody to Love dei Queen in uno stadio di Lisbona o si plachi in una intima Hallelujah di Leonard Cohen a casa sua, dopo le due di notte (è quel che fa nelle tre raccolte discografiche intitolate Djesse; infinita è la lista delle cover, dei generi, degli strumenti, delle partecipazioni speciali e delle collaborazioni, anche con Coldplay, David Crosby e Alicia Keys). Ascoltate The Christmas Song (2020): un’orchestra di ugole. Stevie Wonder, Persuasions, Flying Pickets, Pentatonix, The Manhattan Transfer, Take 6, The King’s Singers, Neri Per Caso, The Puppini Sisters, Swingle Singers? No, è sempre e solo lui, piccolo Mozart multitasking che fa gli auguri con un milione di voci.
Sul Venerdì del 23 dicembre 2022