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La canzone di Natale di Jacob Collier, piccolo Mozart multitasking

La copertina del singolo di Jacob Collier The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire), 2020 
SENTI QUESTA La canzone della settimana è "The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire)" interpretata da Jacob Collier
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Questo è un cantautore e polistrumentista britannico che fa scintille – dunque avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale in questa colonna. Cerco di riparare con la strenna natalizia, approfittando della sua fi-brillante versione di The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire), classico scritto da Mel Tormé e Robert Wells nel 1945; dopotutto il suo primo exploit fu alle elementari con un film dedicato alle festività (The Christmas Carol di Arthur Allan Seidelman, 2004).

Ora ha 28 anni, Jacob Collier: Quincy Jones, che l’ha voluto nel suo management, ce lo raccomanda da quando ne aveva 17, conquistato dai suoi precoci one man show domestici postati su YouTube. I signori del Grammy l’anno già premiato quattro volte e ha due nomination pendenti per l’edizione 2023. Versatile? Anche troppo, se l’ambizione era quella di diventare il nuovo Michael Jackson. Non arrivi a quel punto se non t’inventi una masch…

Questo è un cantautore e polistrumentista britannico che fa scintille – dunque avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale in questa colonna. Cerco di riparare con la strenna natalizia, approfittando della sua fi-brillante versione di The Christmas Song (Chestnuts Roasting on an Open Fire), classico scritto da Mel Tormé e Robert Wells nel 1945; dopotutto il suo primo exploit fu alle elementari con un film dedicato alle festività (The Christmas Carol di Arthur Allan Seidelman, 2004).

Ora ha 28 anni, Jacob Collier: Quincy Jones, che l’ha voluto nel suo management, ce lo raccomanda da quando ne aveva 17, conquistato dai suoi precoci one man show domestici postati su YouTube. I signori del Grammy l’anno già premiato quattro volte e ha due nomination pendenti per l’edizione 2023. Versatile? Anche troppo, se l’ambizione era quella di diventare il nuovo Michael Jackson. Non arrivi a quel punto se non t’inventi una maschera e non te la scolli più dal viso.

Collier è per natura, fin da ragazzino, troppo curioso, esageratamente inclusivo, sproporzionalmente eclettico – impossibile da manovrare, contenere, produrre. La sua è una creatività che si scatena solo a briglia sciolta. Che s’infiammi con Somebody to Love dei Queen in uno stadio di Lisbona o si plachi in una intima Hallelujah di Leonard Cohen a casa sua, dopo le due di notte (è quel che fa nelle tre raccolte discografiche intitolate Djesse; infinita è la lista delle cover, dei generi, degli strumenti, delle partecipazioni speciali e delle collaborazioni, anche con Coldplay, David Crosby e Alicia Keys). Ascoltate The Christmas Song (2020): un’orchestra di ugole. Stevie Wonder, Persuasions, Flying Pickets, Pentatonix, The Manhattan Transfer, Take 6, The King’s Singers, Neri Per Caso, The Puppini Sisters, Swingle Singers? No, è sempre e solo lui, piccolo Mozart multitasking che fa gli auguri con un milione di voci.

Sul Venerdì del 23 dicembre 2022