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La notte del 1914 quando la guerra si fermò

Soldati britannici e tedeschi a braccetto che si scambiano il copricapo durante la tregua natalizia tra trincee opposte. Immagine pubblicata il 9 gennaio 1915 su The Illustrated London News (Alamy)  
25 dicembre: i Natali che hanno fatto la storia, da Carlo Magno alla Prima guerra mondiale
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"All'inizio c'è soltanto uno che canticchia Stille Nacht, heilige Nacht. La canzone della nascita di Gesù risuona lieve e si disperde lentamente nel paesaggio spettrale delle Fiandre. Poi, però, quel canto si diffonde lungo il fronte come un'ondata [...]. Dall'altra parte del fronte, a cento metri di distanza, nelle postazioni degli inglesi, rimane tutto tranquillo. [...] Svanita l'ultima nota, gli uomini che si trovano dall'altra parte aspettano ancora un minuto, poi cominciano ad applaudire e a gridare: 'Good, old Fritz' e 'encore, encore', 'more, more', 'bis, bis!'".

È la notte di Natale del 1914; le granate della Grande guerra tacciono. Nella terra che separa le trincee nemiche si diffonde il canto della nascita di Cristo. Viene dai soldati tedeschi. Gli inglesi dall'altra parte ascoltano in silenzio; poi chiedono il bis. Altrove, quella stessa notte, i soldati dei due schieramenti e…

"All'inizio c'è soltanto uno che canticchia Stille Nacht, heilige Nacht. La canzone della nascita di Gesù risuona lieve e si disperde lentamente nel paesaggio spettrale delle Fiandre. Poi, però, quel canto si diffonde lungo il fronte come un'ondata [...]. Dall'altra parte del fronte, a cento metri di distanza, nelle postazioni degli inglesi, rimane tutto tranquillo. [...] Svanita l'ultima nota, gli uomini che si trovano dall'altra parte aspettano ancora un minuto, poi cominciano ad applaudire e a gridare: 'Good, old Fritz' e 'encore, encore', 'more, more', 'bis, bis!'".

È la notte di Natale del 1914; le granate della Grande guerra tacciono. Nella terra che separa le trincee nemiche si diffonde il canto della nascita di Cristo. Viene dai soldati tedeschi. Gli inglesi dall'altra parte ascoltano in silenzio; poi chiedono il bis. Altrove, quella stessa notte, i soldati dei due schieramenti escono dalle trincee, si incontrano sul campo di battaglia: "La terra di nessuno diventa la terra di tutti".

Il racconto, che dobbiamo alla penna di Michael Jurgs (uno dei vari autori, fra i quali Alessandro Barbero, David H. Fischer, Paolo Emilio Taviani), si legge nella selezione Tra guerra e pace. I Natali che hanno fatto la storia, a cura di Giacomo Rebecchi (Interlinea, 2022).

Il volume osserva la storia attraverso il giorno di Natale, ripercorrendo eventi di guerra e momenti di pace nelle pagine storiografiche di ogni epoca: dall'incoronazione di Carlo Magno alla battaglia di Hastings, dal naufragio della Santa Maria di Cristoforo Colombo alla traversata del fiume Delaware da parte di George Washington.

Nel cuore del libro, e del tempo, è il presepe vivente di Greccio che Francesco d'Assisi allestisce per il Natale del 1223, tornato da un viaggio in Palestina dove era rimasto molto colpito da Betlemme.

Da Greccio al fango delle trincee della Grande guerra, il presepe torna a farsi vivente. Come dicevamo, i soldati "incontrano nemici contro i quali due giorni prima avrebbero immediatamente sparato a vista [...]. Dalla trincea francese spuntò improvvisamente fuori un kepì. "Eh, camarade allemand, pas tirer, brout, brout, des cigarettes". Dopo di che vede un fuciliere tedesco uscire dalla trincea e gridò: "Bonjour, monsieur". Gettò quindi il suo pane militare dall'altra parte, e il francese rispose lanciando le sue sigarette. [...].In alcuni punti vennero sistemati gli alberi di Natale con le candele accese".

Almeno per una notte, la guerra era stata sconfitta.

Sul Venerdì del 23 dicembre 2023