Fantarcheologia, tra Ufo e piramidi: alla riscoperta di Peter Kolosimo
di Giulia Villoresi , di Giulia VilloresiCento anni fa nasceva Peter Kolosimo. Nasceva col nome di Pier Domenico Colosimo a Modena, ma per caso, da padre calabrese e madre americana, per poi diventare altoatesino e, in seguito, soldato della Wehrmacht, quindi partigiano in Boemia, e poi dottore in Filologia, giornalista, ufologo, sessuologo e finalmente fantarcheologo, scrittore del meraviglioso travestito da divulgatore scientifico e "marxista intergalattico" (Wu Ming). "Sagittario ascendente vergine", aggiunge sua moglie Caterina, che non disdegnando l'astrologia fornisce questa prima lettura del magma kolosimiano. Sagittario: idealismo, ingenuità, mitomania, attrazione per ciò che è lontano, ricerca di correlazioni nascoste. Vergine: capacità analitica, modestia, precisione, autocritica, dedizione al lavoro. Caterina Kolosimo assicura che tutto questo insieme era suo marito. Un sognatore stacanovista che negli anni dell'allunaggio, degli Ufo e delle Brigate rosse ha …
Cento anni fa nasceva Peter Kolosimo. Nasceva col nome di Pier Domenico Colosimo a Modena, ma per caso, da padre calabrese e madre americana, per poi diventare altoatesino e, in seguito, soldato della Wehrmacht, quindi partigiano in Boemia, e poi dottore in Filologia, giornalista, ufologo, sessuologo e finalmente fantarcheologo, scrittore del meraviglioso travestito da divulgatore scientifico e "marxista intergalattico" (Wu Ming). "Sagittario ascendente vergine", aggiunge sua moglie Caterina, che non disdegnando l'astrologia fornisce questa prima lettura del magma kolosimiano. Sagittario: idealismo, ingenuità, mitomania, attrazione per ciò che è lontano, ricerca di correlazioni nascoste. Vergine: capacità analitica, modestia, precisione, autocritica, dedizione al lavoro. Caterina Kolosimo assicura che tutto questo insieme era suo marito. Un sognatore stacanovista che negli anni dell'allunaggio, degli Ufo e delle Brigate rosse ha fatto sognare centinaia di migliaia di lettori, prima che il crollo dell'Urss e Piero Angela venissero a ripristinare l'ordine.
Oggi bestseller come Ombre sulle stelle, Non è terrestre, Odissea stellare, Italia mistero cosmico hanno esaurito il loro sprint editoriale, ma c'è stato un tempo in cui tutti leggevano Kolosimo, persino in Giappone e in Cina. Il suo nome è indissolubilmente legato alla teoria degli antichi astronauti, di cui è stato il primo grande divulgatore, in molte e affascinanti versioni: e se gli Ufo non fossero pilotati da alieni ma da esseri umani che hanno imparato a viaggiare nel tempo? E se i "carri volanti" descritti nei Veda, nel Mahabharata o dal profeta Elia fossero dischi volanti? E se le mura di Cuzco e le piramidi fossero state erette con l'aiuto di civiltà evolutissime? Molti, insieme e dopo di lui, hanno imboccato questo filone, ma Kolosimo resta un unicum: lui è l'estroso fanciullo dell'archeologia misteriosa, il mago che illudeva i lettori con una veste saggistica per poi condurli nel mundus imaginalis della letteratura. Nel centenario della sua nascita Odoya pubblica Almanacco della fantarcheologia a cura di Fabio Camilletti, docente di Letteratura italiana all'Università di Warwick e studioso di Letteratura gotica e soprannaturale, che qui ha riunito filologi, ufologi, filosofi, debunker, storici della scienza e della fantascienza per un volume che è al contempo un omaggio e una valutazione critica dell'opera di Kolosimo, dei suoi maestri ed epigoni, e del sapere fantarcheologico tutto.
Certo, ammette Camilletti, "la meraviglia che i libri di Kolosimo riuscivano a schiudere, sullo sfondo di quell'Italia bizzarra e sanguinosa degli anni Settanta, resterà forse inattingibile al nostro tempo disincantato". Di quel mondo, già un decennio dopo, non esisteva più nulla. Morte le ideologie, la militanza politica, e anche l'utopia di una fusione tra scienza e parapsicologia, che negli anni Settanta sembrava dietro l'angolo. "Allora leggere Kolosimo era un'esperienza gaudiosa, che spalancava vertici di meraviglia, come il brivido che dava Salgari. Ora quell'esperienza ci è preclusa. Proviamo invece una malinconia che ci parla di ciò che abbiamo perduto, non solo perché ormai sappiamo che Atlantide non c'è mai stata e che gli egizi non avevano l'elettricità, ma perché il mondo in cui viveva Kolosimo si è infranto. Anche quella libertà editoriale e culturale ormai è impensabile: oggi chi scrive cose del genere viene immediatamente inquadrato".
Non che Kolosimo non lo sia stato: la cultura ufficiale, egemonizzata dalla sinistra, non ha mai voluto saperne di lui, nonostante fosse un vero comunista (uno dei primi che, partigiano in Boemia, incontrò l'Armata Rossa; il primo ad annunciare la nascita della repubblica tedesco-orientale, in un articolo senza firma per L'Unità). Il motivo di questo ostracismo è noto: "La sinistra di origine marxista approva solo le scienze dure e i loro derivati, ritenendole più compatibili col materialismo storico e dialettico; tutto ciò che se ne discosta è equivoco; il misterioso, il fantastico, per non parlare dell'occulto, portano ai fascismi". Il paradosso è che anche Kolosimo ha aderito a questa ipoteca ideologica: i suoi libri e le sue interviste abbondano di professioni di fede scettica, di prese di distanza, spesso sferzanti, nei confronti di ogni concessione all'irrazionale. In parte era una misura cautelativa per dissociarsi da ciò che odorava di credulità e paranoia. "Non è che l'occulto non gli interessasse", spiega sua moglie: "solo, era convinto che anche l'occulto fosse di pertinenza della scienza". Non a caso l'antropologo Wiktor Stoczkowski ha rintracciato il seme della fantarcheologia addirittura nello gnosticismo, nell'idea, cioè, che si possa giungere alla comprensione del mistero divino attraverso la conoscenza. Auspicabilmente con un po' di ironia; Kolosimo l'aveva (il suo sogno giovanile era diventare "un grande scrittore umoristico"), e di certo l'ha protetto dai noti pericoli del prendersi troppo sul serio. Difetto comune, invece, a molti suoi successori (in Italia dominano Mauro Biglino e Corrado Malanga), che prendendo la via dell'apostolato hanno volto la commedia in tragedia.
Cupezza, la chiama Wu Ming. Il collettivo bolognese ama Kolosimo (nell'ultimo romanzo, Ufo 78, il personaggio di Martin Zanka è ispirato a lui) e diffida dal confonderlo "coi vari Voyager e Kazzenger odierni, coi pataccari che ce la smenazzano a colpi di piramidi magiche e Priorati di Sion". Se Kolosimo rimane affascinante "è perché la sua era anche letteratura, letteratura con uno slancio utopico, che tentava di aprire orizzonti e mentalità, e non cedeva a cupezze paranoiche e cospirazioniste, come invece è successo dopo. L'ipotesi di un 'primo contatto' avvenuto in epoche antichissime conserva un fascino innegabile che non ha senso disconoscere o sminuire, ed è il motivo del suo duraturo successo. Però bisognerebbe saper godere della potenza letteraria del tema, del suo nocciolo poetico, senza prendere per oro colato il contenuto".
Ma è Caterina Kolosimo, scrittrice, giornalista, per vent'anni moglie e coautrice di PK, a dirci chi era suo marito. "Un uomo dolce. Un uomo severo. Anche austero se vogliamo. L'esercito tedesco, nel quale si era arruolato giovanissimo, gli aveva lasciato un'impronta di dura disciplina. Credo fosse traumatizzato dalla guerra; a volte sognava i bombardamenti. Faceva degli scherzi pesantissimi. Me ne viene in mente uno terribile: un nostro amico di Bolzano aveva affittato il suo chalet a una famiglia di amici tedeschi; una notte abbiamo fatto irruzione nello chalet simulando una rapina. Fu una cosa bruttissima. Non so come, ma riusciva sempre a coinvolgermi nelle sue follie. E spesso esagerava. Era esagerato e misurato insieme: sagittario ascendente vergine. Era geloso, ma questo l'ho capito solo dopo, perché lui mi ha sempre lasciata libera. Io ho scelto liberamente di stargli sempre accanto. Non sentivo alcun desiderio di indipendenza da lui. E non sentivo la nostra grande differenza di età. Vivevamo in modo semplice, cambiando sempre casa. Lui non voleva proprietà. Non risparmiavamo. Non avevamo particolari ambizioni. Credo che questo appartenga a chi vive la vita come un'avventura".
Sul Venerdì del 23 dicembre 2022