Primarie del Pd: non chi ma cosa votare
di Michele Serra , di Michele SerraCaro Michele, tranquillo, non ti parlerò di Renzi (un autista strepitoso ma non si sa dove ti porta) né di Letta (una persona perbene). Vorrei parlarti dei quattro che si affronteranno alle primarie a febbraio. Se posso fare una similitudine, tre mi sembrano far parte ancora dell'analogico e una del digitale. Come dire, mi sembra solo questione di tempo ma non vedo come si possa fermare il futuro. Niente contro i loro nomi. Tutt'altro. Soprattutto Cuperlo. Ma la ventata di giovinezza, di novità, di modernità che potrebbe portare Schlein non ammettono dubbi. Solo così, credo in tutta modestia, potrebbe risollevarsi il mio partito.
Sergio Soraci - Roma
Caro Michele, tranquillo, non ti parlerò di Renzi (un autista strepitoso ma non si sa dove ti porta) né di Letta (una persona perbene). Vorrei parlarti dei quattro che si affronteranno alle primarie a febbraio. Se posso fare una similitudine, tre mi sembrano far parte ancora dell'analogico e una del digitale. Come dire, mi sembra solo questione di tempo ma non vedo come si possa fermare il futuro. Niente contro i loro nomi. Tutt'altro. Soprattutto Cuperlo. Ma la ventata di giovinezza, di novità, di modernità che potrebbe portare Schlein non ammettono dubbi. Solo così, credo in tutta modestia, potrebbe risollevarsi il mio partito.
Sergio Soraci - Roma
Caro Soraci, non ho ancora deciso per chi fare il tifo - e se vale ancora la pena fare il tifo per qualcuno - ma il tuo ragionamento, in linea di principio, non fa una grinza. La ragazza Schlein, di per sé, porta una dote oggettiva, che è la sua età: e in un Paese di vecchi questo potrebbe fare la differenza.
Mi permetto, però, di metterti un paio di pulci nell'orecchio. Sono le stesse pulci con le quali sto facendo i conti io stesso. La prima: votai Renzi, alle primarie che lo consacrarono, in buona parte perché era giovane. Il rinnovo generazionale mi sembrava latore, di per sé, di nuova energia, di una cultura meno ossificata. Be', ho avuto modo di pentirmene amaramente. Tornassi indietro, voterei il "vecchio" Bersani.
Seconda pulce: temo molto che la corsa alla segreteria metta in secondo piano la natura stessa della crisi del Pd e della sinistra, che è culturale, politica e perfino ideologica. Non vorrei che tutte le energie si concentrassero sulle quattro persone in lizza, nell'illusione che "l'uomo nuovo" o "la donna nuova" bastasse a risolvere la situazione.
Una buona via di mezzo sarebbe scegliere non le quattro persone ma tra le quattro mozioni congressuali; e tra le quattro persone solo in conseguenza della scelta della mozione che sembra più innovativa e condivisibile. Partire dalle idee, insomma, a patto che siano poche e molto chiare.
Sul Venerdì del 6 gennaio 2023