✕

Addio corsivo e non solo: la scrittura a mano è destinata a scomparire

Scrivere a mano è sempre più una rarità: anche
nelle scuole. Getty Images 
1 minuti di lettura

Soltanto quindici persone, in tutto il mondo, hanno il titolo di Master Penman, assegnato dalla International Association of Handwriting: tra le quali l’italiana Barbara Calzolari, su cui è appena uscito un interessante documentario, diretto da Enza Negroni e prodotto da Valeria Consolo, intitolato Una storia in punta sottile. L’esclusivo club di questa maestra della “bella grafia”, com’era chiamata una volta, potrebbe un giorno diventare tutto ciò che rimane della scrittura a mano: sempre più gente scrive esclusivamente sulla tastiera di un computer, di un tablet o di un telefonino.

Fra le forme di scrittura amanuense, sarà probabilmente il corsivo a scomparire per primo. La Finlandia è stata il primo Paese ad abolirlo nella scuola, seguita da molti altri. Solo undici Stati americani su 50 continuano a renderlo obbligatorio fra gli studenti. Il professor John McWorther, docente di linguistica alla Columbia University, …

Soltanto quindici persone, in tutto il mondo, hanno il titolo di Master Penman, assegnato dalla International Association of Handwriting: tra le quali l’italiana Barbara Calzolari, su cui è appena uscito un interessante documentario, diretto da Enza Negroni e prodotto da Valeria Consolo, intitolato Una storia in punta sottile. L’esclusivo club di questa maestra della “bella grafia”, com’era chiamata una volta, potrebbe un giorno diventare tutto ciò che rimane della scrittura a mano: sempre più gente scrive esclusivamente sulla tastiera di un computer, di un tablet o di un telefonino.

Fra le forme di scrittura amanuense, sarà probabilmente il corsivo a scomparire per primo. La Finlandia è stata il primo Paese ad abolirlo nella scuola, seguita da molti altri. Solo undici Stati americani su 50 continuano a renderlo obbligatorio fra gli studenti. Il professor John McWorther, docente di linguistica alla Columbia University, sostiene che insegnarlo è una perdita di tempo: se proprio bisogna scrivere a mano, afferma sul New York Times, conviene farlo in stampatello.

 

In Italia, dove nel 1861 il 78 per cento della popolazione era analfabeta, dopo la guerra hanno imparato a scrivere tutti grazie alla scuola dell’obbligo e a trasmissioni televisive come Non è mai troppo tardi: oggi nelle nostre elementari il corsivo resiste, ma già dalle medie comincia a mescolarsi allo stampatello. Alcuni pedagoghi, come la psicologa Virginia Berninger della Washington University, citano studi secondo cui scrivere in corsivo sviluppa meglio creatività e memoria. E gli esperti di etichetta avvertono che, perfino nell’era digitale, un biglietto di ringraziamento vergato a mano viene molto apprezzato. Ma se nessuno capisce cosa c’è scritto sopra, perché non si usa più il corsivo, tanto vale scriverlo in stampatello.   

Sul Venerdì del 6 gennaio 2023