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Diamo retta ai ragazzi del clima

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Caro Serra, oggi, verso le quattordici, dalla mia veranda, qui a Cranno, Triangolo Lariano, ho avvistato un piccolo stormo di balestrucci. Sono rondini con le ali a rombo, volteggiavano nel cielo carico di nubi e nella pioviggine. C’erano oltre dieci gradi, in mattinata ho lavorato a piantumare talee di ribes, uva spina e rose. A Parigi, ma anche a Francoforte, siamo sopra i sedici gradi. Bianco Natale un corno. E questi politici mentecatti e poveri di spirito se la prendono con ragazzi, quelli di Ultima generazione, che ci credono al cambiare qualcosa. Avessi avuto vent’anni, altro che vernice...Ho sessant’anni, il mio momento, credibile, non è quello della rivolta, anche se Bertrand Russell si faceva arrestare a novant’anni, è quello della verità. Ultima generazione ha ragione, purtroppo. Ha tremendamente ragione.
Teodoro Margarita

Caro Margarita, credo anche io che i ragazzi di Ultima generazione (e Greta Thunberg, e tutto il radicalism…

Caro Serra, oggi, verso le quattordici, dalla mia veranda, qui a Cranno, Triangolo Lariano, ho avvistato un piccolo stormo di balestrucci. Sono rondini con le ali a rombo, volteggiavano nel cielo carico di nubi e nella pioviggine. C’erano oltre dieci gradi, in mattinata ho lavorato a piantumare talee di ribes, uva spina e rose. A Parigi, ma anche a Francoforte, siamo sopra i sedici gradi. Bianco Natale un corno. E questi politici mentecatti e poveri di spirito se la prendono con ragazzi, quelli di Ultima generazione, che ci credono al cambiare qualcosa. Avessi avuto vent’anni, altro che vernice...Ho sessant’anni, il mio momento, credibile, non è quello della rivolta, anche se Bertrand Russell si faceva arrestare a novant’anni, è quello della verità. Ultima generazione ha ragione, purtroppo. Ha tremendamente ragione.
Teodoro Margarita

Caro Margarita, credo anche io che i ragazzi di Ultima generazione (e Greta Thunberg, e tutto il radicalismo ambientalista) abbiano ragione. Le discussioni sui metodi di lotta sono legittime e importanti, ma il nocciolo politico della questione è uno solo: se e come sia ancora possibile fermare l’inerzia micidiale dello sviluppo così come è strutturato. Ovvero massimo sfruttamento delle risorse, massimo profitto in tempi brevi, interesse molto tiepido (e molto recente) per gli impatti ambientali e dunque per le condizioni di vita dell’umanità nel futuro prossimo.

C’è chi è convinto che la tecnologia risolverà tutti i problemi. La mia opinione è che la tecnologia, da sé sola, non ha altro scopo all’infuori di se stessa. Senza di lei non possiamo farcela, ma senza un orientamento politico e culturale giusto, e virtuoso, la tecnologia è solo un’arma che ciascuno può impugnare per il suo profitto privato. Mi ha molto colpito un’affermazione dello scrittore Paolo Giordano: «Serve cultura scientifica, ma in una cornice umanistica». Non si potrebbe dire meglio.

Dunque è importante che ci siano giovani che si appassionano e si battono perché l’umanità cerchi di civilizzarsi, rendendo la propria presenza compatibile con il Pianeta. Noi “vecchi” abbiamo facoltà di assecondarli o di combatterli, e questo ci definisce in profondità. Mi piace quanto dici a proposito del dovere della verità. Oggi negare il cambiamento climatico, l’influenza su di esso delle attività umane, la mentalità predatoria che prevale nel mondo, equivale a negare la verità. Abbiamo un compito di testimonianza, noi che scriviamo sui giornali, e dobbiamo cercare di non tradirlo.

Sul Venerdì del 13 gennaio 2023