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Pro e contro Renzi (ma chiudiamola qui)

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. Una selezione di lettere ricevute dopo l'intervista all'ex premier. Con la promessa di tornare a occuparsi (anche) d'amore
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Con questa rubrica, ritengo la questione Renzi (l’intervista uscita sul Venerdì del 23 dicembre 2022), almeno per me, chiusa; cioè scrivetene pure se volete, ma parliamo per favore d’altro. Per esempio, non dimenticatevi che esiste, dicono, pure l’amore. Il pacco di corrispondenza che riguarda il senatore è a disposizione di amici e nemici. Buona Meloni a tutti.

Mi permetta, conquistata da un mazzo di fiori, per quanto squisito, proprio no! Mi auguro sia stato un espediente per chiudere una intervista alquanto lacunosa. Avrei voluto leggere qualcosa sul "Nuovo Rinascimento Saudita" o sul perché, dopo essere stato eletto nelle liste del Pd, ne è uscito fondando Italia Viva, portandosi appresso alcuni eletti del Partito democratico. Ma giustamente l’intervistatrice è lei, quindi niente da dire. Per&og…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Con questa rubrica, ritengo la questione Renzi (l’intervista uscita sul Venerdì del 23 dicembre 2022), almeno per me, chiusa; cioè scrivetene pure se volete, ma parliamo per favore d’altro. Per esempio, non dimenticatevi che esiste, dicono, pure l’amore. Il pacco di corrispondenza che riguarda il senatore è a disposizione di amici e nemici. Buona Meloni a tutti.

Mi permetta, conquistata da un mazzo di fiori, per quanto squisito, proprio no! Mi auguro sia stato un espediente per chiudere una intervista alquanto lacunosa. Avrei voluto leggere qualcosa sul "Nuovo Rinascimento Saudita" o sul perché, dopo essere stato eletto nelle liste del Pd, ne è uscito fondando Italia Viva, portandosi appresso alcuni eletti del Partito democratico. Ma giustamente l’intervistatrice è lei, quindi niente da dire. Però i fiori proprio no. Confermano quanto Renzi sia un abile manipolatore, se anche lei, gentile signora, ne è rimasta conquistata. A meno che, ripeto, la sua sia una chiusura ironica, anzi, autoironica.
Alda Bressan

Sarebbe bello per me leggere in futuro un articolo, a firma sua o di altri, che si prefigga di capire perché, subito dopo le elezioni europee del 2014, partì una ferocissima opera di delegittimazione del Nostro, reso mostro agli occhi degli italiani eppure protagonista assoluto di interventi legislativi di grande importanza ed efficacia per la nostra economia, ad esempio “industria 4.0”, e per la vita di tanti di noi, per esempio le leggi sui diritti civili. Perché ci si sia scagliati con tanta violenza contro chi valorizzava il merito  senza comunque trascurare la rete di protezione per chi non ce la facesse; metteva al centro il lavoro ma per ciò stesso aveva cura delle esigenze di chi il lavoro lo crea; cercava di aumentare il welfare, senza però dimenticare che la redistribuzione della ricchezza va di pari passo con la sua creazione. E perché, su quali basi, un importante uomo politico della sinistra disse «Renzi cadrà per via giudiziaria». Evidentemente, azzardo io, costui era convinto che se si fosse pescato a strascico nella vita privata del Nostro sarebbero prima o poi emersi gli inevitabili scheletri che teneva nell’armadio. E invece non si è trovato niente, e si è anche capita la tempra di lottatore e la capacità di sangue freddo di quella persona. Spero solo che qualcuno voglia finalmente, in questo momento di grande confusione e crisi della sinistra, analizzare le ragioni profonde e i protagonisti di questa conventio ad excludendum, ciò aiuterebbe forse a capire cosa significhi oggi, “essere di sinistra” in modo non demagogico ma come classe dirigente di un grande Paese come l‘Italia.
Paolo Milani

Accipicchia, 4 pagine 4 (e tutte fitte fitte) per un’intervista al più controverso dei politici italiani, allora è amore vero. Recenti prese di posizione avevano fatto sorgere il dubbio. Cose che noi umani, (almeno sul Venerdì), non abbiamo mai visto. Beh, al cor non si comanda. Non mi resta che augurarle, con un po’ di ritardo, un felice Natale, spero lo passi con persone più gradevoli, e un proficuo 2023.
Franco Bonvini

Anch’io mi sono spesso chiesto la ragione di questa comune acredine contro Renzi, questi attacchi feroci alla persona prima che al politico, questo livore esagerato anziché una normale critica fondata su argomenti oggettivi, come quelle usualmente riservate ad altri politici. Ho avuto l’opportunità di conoscere brevemente Renzi e ne ho apprezzato la competenza, la conoscenza e la rapidità di pensiero: ho condiviso molti aspetti del suo governo, compreso il tentativo del referendum del dicembre 2016 (ahimè mal presentato… errore renziano), e ho francamente apprezzato la sua abilità nell’inventarsi il governo Conte onde scongiurare un governo Salvini, come pure l’iniziativa di far cadere un governo decotto e inefficace come il Conte 2, di fatto spianando la strada a un (molto migliore) governo Draghi. Tutto ciò mi pare sostanzialmente meritevole, rispetto all’inerzia elefantiaca, ondivaga nelle idee e immobile nei fatti dell’ultimo periodo del Pd… per carità brave persone, ma in quanto a leadership, coraggio decisionale, chiarezza di strategia, meglio lasciar perdere… Poi ho letto Il Mostro ed è effettivamente sconcertante notare che le puntuali osservazioni di Renzi (fatti, nomi, date) non abbiano provocato alcuna querela, il che legittima il pensiero che gli episodi citati e l’accanimento ostile nei confronti di Renzi non siano affatto frutto di fantasie ma svelino piuttosto la pochezza di alcuni personaggi politici e i comportamenti colpevoli di una parte (minoritaria) della magistratura. Purtroppo la lettura dei documenti e la memoria dei fatti sono aspetti poco familiari a gran parte degli italiani, ondivaghi nei consensi, sensibili a emozioni superficiali…
Alberto Arnavas

Certo non ha ricevuto in casa un mostro, ma uno criticabilissimo sì. Onestamente mi considero molto meglio di lui. Mentre lui faceva il jobs act, la cosa più odiosa che si può fare a un lavoratore precarizzandogli la vita e esponendolo a un maggior rischio sul lavoro: come rifiutare di svolgere un lavoro pericoloso se ti possono licenziare con una scusa? Difatti i morti per infortuni sono aumentati e di molto, e io posso documentarlo…    
Carlo Soricelli  

Poiché mi sveglio presto, ho appena letto la tua intervista a Renzi e visto il video. Brava, perché nell’Italia di oggi, come giustamente scrivi, non c’è niente di più impopolare che avere simpatia per Renzi. Be’ allora ti confesso che siamo almeno in due (ma spero e penso un po’ di più): piace anche a me, penso che sia stato l’occasione migliore sprecata dal nostro Paese e spero che un giorno torni a fare il premier. L’ho incontrato di persona un paio di volte e concordo con te che dal vivo è ancora meglio che in tv.
EF

Ho letto con attenzione la sua intervista a Matteo Renzi perché l’ho votato ed ero entusiasta di lui. Poi no, non più e ho pensato che una giornalista non dovrebbe intervistare una persona che gli sta simpatica. L’intervista era simpatica e simpatizzante.
Vincenza 48

Vivo da molti anni a Firenze e ho avuto l’occasione di seguire la vicenda politica di Matteo Renzi fin da quando era sindaco. Facendo la tara a certi aspetti del carattere
che lo rendono “antipatico” a molti, continuo a pensare che sia un fine politico, uno dei pochi che abbiamo in Italia. Le sono pertanto molto grata dell’intervista pubblicata sul Venerdì.
Maria Grazia Trenti   

Sul Venerdì del 13 gennaio 2023