Romance scam, la grande truffa degli amori virtuali
di Stefania Parmeggiani , di Stefania ParmeggianiROMA. Inizia con un like e procede lentamente. Un complimento, mezza domanda, rari e discreti messaggi. Le foto sono sobrie: un uomo di mezza età, piacente. Dice di essere un militare americano in missione all'estero. Si è iscritto a quel sito di incontri perché si sente solo, esattamente come lei che vive a Piacenza ed è in cerca di nuove amicizie. Gli scambi diventano più frequenti e intimi. Non si vedono, avviene tutto in chat, ma intanto lui raccoglie informazioni dai suoi post: abitudini, gusti, sogni, speranze... Nel giorno del suo compleanno le invia un regalo. Dice che è molto costoso, un pensiero speciale. Prima del pacco la signora riceve il messaggio di un corriere incaricato della consegna con la richiesta di pagamento di tasse per 1.500 euro.?Apre il portafoglio, ma non è abbastanza. Arrivano altre richieste. Per quel regalo che sembra essersi perso in qualche magazzino italiano, per ricariche telefoniche o incidenti ch…
ROMA. Inizia con un like e procede lentamente. Un complimento, mezza domanda, rari e discreti messaggi. Le foto sono sobrie: un uomo di mezza età, piacente. Dice di essere un militare americano in missione all'estero. Si è iscritto a quel sito di incontri perché si sente solo, esattamente come lei che vive a Piacenza ed è in cerca di nuove amicizie. Gli scambi diventano più frequenti e intimi. Non si vedono, avviene tutto in chat, ma intanto lui raccoglie informazioni dai suoi post: abitudini, gusti, sogni, speranze... Nel giorno del suo compleanno le invia un regalo. Dice che è molto costoso, un pensiero speciale. Prima del pacco la signora riceve il messaggio di un corriere incaricato della consegna con la richiesta di pagamento di tasse per 1.500 euro.?Apre il portafoglio, ma non è abbastanza. Arrivano altre richieste. Per quel regalo che sembra essersi perso in qualche magazzino italiano, per ricariche telefoniche o incidenti che avvengono all'estero dove lui è solo e non sa più a che santo votarsi. Piccole cifre, poche centinaia di euro alla volta, tutte insieme uno stillicidio. La donna s'insospettisce e infine si rivolge alla polizia. Scopre così che quel militare americano che si è insinuato nella sua vita sottraendole quasi trentamila euro non è mai esistito. Foto, profili social, tutto falso. In realtà a chattare con lei per mesi sono stati due africani professionisti in romance scam, ovvero in frodi sentimentali, chiamate anche love scam o trappole di miele.
La signora piacentina è una delle ultime vittime italiane di un fenomeno in costante crescita: nei primi sette mesi del 2022 la Polizia postale e delle comunicazioni ha raccolto 218 denunce, il 39 per cento in più?rispetto alle 157 dello stesso periodo del 2021. Che a sua volta era stato un anno record con un incremento del 118 per cento sul 2020 e un totale di 4 milioni e mezzo di euro sottratti. "Innamorarsi in chat non sempre è come sembra", ammonisce l'ultimo alert lanciato dalla Polizia postale che sul suo sito, ripetutamente, invita a non abbassare la guardia, a diffidare di chi si incontra solo online.
La vittima tipo è una donna, single, vedova o separata con figli che ormai vivono lontani, ma non sono pochi neppure gli uomini che cadono nella trappola di persone che si fingono modelle in difficoltà o ragazze in cerca dell'anima gemella. È accaduto al pallavolista Roberto Cazzaniga, truffato per anni da due italiane, all'imprenditore veneto Claudio Formenton, volato in Costa d'Avorio per incontrare la donna con cui chattava e poi rapito, a un ragazzo sardo che scoperta la truffa si è tolto la vita, come pochi mesi dopo ha fatto l'uomo che per quel reato era già stato condannato, inseguito dalle telecamere delle Iene mentre rincasava spingendo la carrozzella dell'anziana madre. Ma i casi noti alla cronaca, così come quelli denunciati, sono solo la punta dell'iceberg: le vittime sentendosi umiliate, esposte ai commenti, giudicate per la loro ingenuità, spesso non denunciano. Sono i famigliari o gli amici ad avvertire le forze dell'ordine.
L'approccio avviene di regola via social e sfrutta falsi profili, costruiti con immagini rubate alla rete e finte identità di uomini dal solido background professionale ed economico: sedicenti medici, manager, insegnanti e spessissimo militari all'estero, tutti single, vedovi o separati a caccia di nuove amicizie. Quando la vittima abbocca, gli scammer iniziano a tessere la propria tela. Sono pazienti, possono andare avanti per settimane e mesi, ma prima o poi arrivano le richieste di denaro: bonifici per fronteggiare un'esigenza di salute, estinguere un mutuo o comprare un biglietto aereo.
C'è chi ha svuotato il conto corrente: decine di migliaia di euro, in qualche caso centinaia di migliaia, per comprare un sogno. "I malviventi effettuano un'attività di vera e propria social engineering", spiega la Polizia postale "finalizzata a studiare i comportamenti, le abitudini, gli interessi che la vittima manifesta nel navigare in rete; analizzano i contenuti che questa condivide sui social, i commenti e i like che lascia sui post, instaurando un rapporto di confidenza". I truffatori a volte sono italiani, spesso stranieri che in Europa non hanno mai messo piede. La maggior parte delle romance scam arriva dall'Africa e da un Paese in particolare, il Ghana.
Negli Internet point di Accra
"Non ci sentiamo in colpa nei confronti dei bianchi", racconta un truffatore di Accra in un film documentario girato dal regista afro-francese Ben Asamoha. Riprese notturne negli internet point della capitale dove giovani uomini fanno telefonate utilizzando software per voci femminili e scrivono mail aiutati dai traduttori automatici. S'intitola Sakawa, parola usata in tutta l'Africa occidentale che definisce le pratiche illegali che combinano le moderne frodi via internet con i rituali spirituali africani. E accanto alle ragioni degli scammer - necessità economiche e rabbia per essere nati dalla parte sbagliata del mondo - il film mette in primo piano anche i tycoon delle truffe, uomini divenuti molto ricchi, a capo di "aziende" con dipendenti che imbastiscono relazioni virtuali in serie, celebrati in Ghana anche da una serie di film molto popolari.
Già ma come fanno? Abilità informatiche a parte, come è possibile che giovani africani, per lo più tra i 18 e i 30 anni, cresciuti in un contesto sociale e culturale lontanissimo da quello occidentale, riescano a incantare europei e americani di tutte le età al punto da farli pagare somme spesso astronomiche? Come fanno a entrare così in confidenza con le prede? Non stiamo parlando di raggiri qualsiasi: qui si tratta di sedurre una persona e poi di farla innamorare.
Se lo è chiesto Valentina Peri, una curatrice d'arte italiana che vive a Parigi e che da anni indaga i modi in cui le nuove tecnologie rimodellano le nostre relazioni e incidono sulla sfera affettiva. "Quando ho visto quel documentario", ricorda, "avevo già presentato una mostra intitolata Data dating. Love in the Digital Age, che era poi evoluta in un libro accademico nel quale dieci ricercatori espandevano i temi sollevati dalle opere".
L'amore nell'era digitale non è, come dice la polizia, solo quel che sembra. E quindi, per saperne di più, a gennaio dell'anno scorso Peri è volata in Ghana. "L'occasione era una residenza artistica a Kumasi. Ho iniziato a fare domande e grazie a un musicista hip-hop, Kwesi Gifted, mi sono arrivati i primi format, testi in inglese che passano di mano in mano come copioni teatrali da utilizzare con le vittime, che loro chiamano mugu, clienti".
Copia e incolla
In principio messaggi cauti: "Non sono in cerca di una partner sessuale, ma di una ragazza reale, che mi ami e sia pronta ad assumersi le sue responsabilità". Via via più romantici: "Ho sempre pensato che l'amore fosse solo una parola. Mi sbagliavo. Ora mi rendo conto che tu sei la ragione per cui mi sveglio la mattina. Dio mi ha messo su questa terra per incontrarti. E lo ringrazio e lo prego ogni notte per averti mandato a me". Infine audaci: "Voglio sentirti esplodere per l'estasi, scivolando lungo il tuo corpo e baciando e leccando ogni centimetro di te...". Miele e sesso virtuale sapientemente dosati, poco male se il traduttore automatico ingarbuglia tempi o sintassi: chi scrive è straniero, sugli errori si passa sopra.
"Gli scammer più anziani vendono i format ai nuovi arrivati. Io li ho raccolti nel libro The Romance Scammer's Instructor, aggiornando ironicamente la tradizione dei manuali di scrittura d'amore diffusi tra XVIII e XIX secolo, noti come The Lover's Instructor nel Regno Unito, Secrétarie Galant in Francia e Segretario Galante in Italia".
Oltre a collezionare i testi e le poesie, divisi per tipologia di vittime, dalla super romantica ai sugar daddy, Peri ha cercato di risalire alla fonte: "Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta decine di migliaia di giovani ghanesi scrivevano lettere raccontando quanto fosse dura la vita in Africa, le spedivano in Occidente e speravano che qualcuno rispondesse con regali o soldi. Solo che buste e francobolli costavano e quindi più di tanto non si poteva fare. Quando hanno aperto gli internet café, inviare messaggi è diventato economico e qualcuno ha avuto l'idea del raggiro sentimentale. Sembra che tutto sia partito dalla città di Agona Swedru, ma in breve tempo si è creata un'industria". Parallela, non ufficiale e nemmeno legale, ma scarsamente perseguita in un Paese travolto dalla crisi economica (a novembre l'inflazione ha raggiunto il 40 per cento).
"Ci sono truffatori che lavorano in squadra e singoli individui. Tutti chattano più volte al giorno, costruiscono una relazione con la promessa di un futuro assieme, evitano le video-chiamate ma se la vittima insiste, chiedono aiuto ad amici e parenti". La truffa può prendere direzioni impreviste e andare avanti per anni: "Ho conosciuto una signora afro-americana che era arrivata ad Accra per sposare il suo scammer. Lui diceva di essere un militare in servizio in Iraq, ma un'amica l'ha avvisata che non era possibile: le truppe erano state ritirate. A quel punto lui aveva ammesso la falsa identità e aveva implorato perdono perché nel frattempo si era innamorato. La signora non solo lo aveva perdonato, ma era volata in Ghana per sposarlo". Lieto fine? "Non credo, mi ha detto che sarebbe tornata in America per mettere via i soldi che servivano a lui per aprire un'attività commerciale", risponde Peri astenendosi da giudizi morali. Il suo sguardo è quello di una studiosa dei linguaggi contemporanei.
Al contrario, chi non ha remore a definire gli scammer criminali sono le vittime, quelle che trovano la forza di denunciare e a volte di fare qualcosa in più: ci sono organizzazioni che denunciano i profili falsi (tra le più famose Online Romance Scams) e trasmissioni televisive (in Italia Chi l'ha visto?) che pubblicano gallerie di foto rubate dai profili social o dai siti di dating e già utilizzati per le truffe. Lo scopo è evidente: se lo scammer resta nascosto nel buio di un lontano internet point, le sue maschere circolano in rete. E riconoscerle è il primo passo per non cadere in trappola.
Sul Venerdì del 20 gennaio 2023