Un bel mattino: l'inizio è dentro la fine
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiLéa Seydoux, mai così bella, è Sandra, vedova giovane, impegnata traduttrice, madre amorosissima di Linn che ha dieci anni. Divide le sue giornate tra il lavoro, la figlia e la cura del padre professore di filosofia, colpito da una patologia neurologica degenerativa rara, la sindrome di Benson, malattia del cervello che ti ruba la vista e ti rende smemorato e demente. Nei suoi giorni sempre uguali di amore materno e dolore filiale, Sandra incontra un vecchio amico, Clément, e se ne innamora. Il suo corpo castigato dal lutto e dalle responsabilità esplode di desiderio.
Questa, in poche parole, la traccia del nuovo film di Mia Hansen-Løve, Un bel mattino, che se mi chiedessero di cosa parla, non potrei che rispondere: "parla della vita". Che è quando - sono scene del film - con tua sorella cerchi la residenza più dignitosa per tuo padre che è bisognoso di assistenza e a casa da solo non può rimanere. &Egrav…
Léa Seydoux, mai così bella, è Sandra, vedova giovane, impegnata traduttrice, madre amorosissima di Linn che ha dieci anni. Divide le sue giornate tra il lavoro, la figlia e la cura del padre professore di filosofia, colpito da una patologia neurologica degenerativa rara, la sindrome di Benson, malattia del cervello che ti ruba la vista e ti rende smemorato e demente. Nei suoi giorni sempre uguali di amore materno e dolore filiale, Sandra incontra un vecchio amico, Clément, e se ne innamora. Il suo corpo castigato dal lutto e dalle responsabilità esplode di desiderio.
Questa, in poche parole, la traccia del nuovo film di Mia Hansen-Løve, Un bel mattino, che se mi chiedessero di cosa parla, non potrei che rispondere: "parla della vita". Che è quando - sono scene del film - con tua sorella cerchi la residenza più dignitosa per tuo padre che è bisognoso di assistenza e a casa da solo non può rimanere. È quando devi svuotare il suo appartamento, libro dopo libro, commossa dai ricordi e lacerata dalla circostanza, e questi libri li regali a chi ha spazio per tenerli, e tua figlia piccola, mentre ti passa i volumi, legge sillabandolo il nome degli autori sulle copertine: Arendt, Canetti, Goethe.
"Mi sento più vicina al nonno accanto ai suoi libri, che accanto a lui". "Perché?". "Perché la sua biblioteca gli assomiglia di più della persona che ora sta nella casa di riposo". È quando, in mezzo a tutto questo, senza saperlo ma capendolo subito, ti innamori e ti lasci travolgere, vuoi stare sempre con lui, Clément, bocca nella bocca, anche se è sposato e ha un'altra famiglia, dunque altro dolore. La vita è questa convivenza di guerra e di tregua, l'amore e la morte che viaggiano sullo stesso treno, l'inizio dentro la fine. Mia Hansen-Løve lo racconta con calma e malinconia, raggiungendo la massima profondità con il tocco più leggero.
Sul Venerdì del 13 gennaio 2023