Molestie: parliamo delle attrici ma anche delle altre
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano
Scrive la lettrice Elettra Spanoa:
Dopo un periodo di silenzio, c’era certo altro di cui preoccuparsi, si è tornato a parlare di molestie, di #MeToo e, dico, meno male. Ciò che non capisco però, è che sembra che le uniche molestate siano le celebrità, le attrici. E c’è anche una associazione, Amleta, che se ne occupa, però appunto perché soltanto di queste? Perché danno lustro all’associazione? Ce ne sono di più democratiche, che si occupano di operaie commesse impiegate, costrette a subire umiliazioni, che però non fanno notizia?
Sono passati quasi sei anni dall’inizio del #MeToo e negli Stati Uniti attrici e attori hanno mandato in galera parecchi tiranni del cinema, tra cui l’orribile produttore Weinstein, alla cui condanna ha contribuito anche l’italiana Asia Arge…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano
Scrive la lettrice Elettra Spanoa:
Dopo un periodo di silenzio, c’era certo altro di cui preoccuparsi, si è tornato a parlare di molestie, di #MeToo e, dico, meno male. Ciò che non capisco però, è che sembra che le uniche molestate siano le celebrità, le attrici. E c’è anche una associazione, Amleta, che se ne occupa, però appunto perché soltanto di queste? Perché danno lustro all’associazione? Ce ne sono di più democratiche, che si occupano di operaie commesse impiegate, costrette a subire umiliazioni, che però non fanno notizia?
Sono passati quasi sei anni dall’inizio del #MeToo e negli Stati Uniti attrici e attori hanno mandato in galera parecchi tiranni del cinema, tra cui l’orribile produttore Weinstein, alla cui condanna ha contribuito anche l’italiana Asia Argento. In Italia, se non sbaglio, mi pare sia stato fatto il nome di un solo regista, Fausto Brizzi, ma il caso è stato archiviato. Che oggi tante giovani e meno giovani attrici tornino dopo qualche anno a raccontare ciò che si sa da sempre, cioè che chi ha potere lo usa anche sessualmente su chi non ne ha, è importante ma non sufficiente. È indispensabile che, come negli Usa, siano fatti i nomi, siano accusati gli orchi, per la propria dignità e per impedire che questi maniaci, smascherati, possano continuare indisturbati a umiliare chi vuole solo lavorare; altrimenti è del tutto inutile. In più si vorrebbe che il mondo delle attrici (e attori) non si isolasse nell’essere una categoria speciale, ma si unisse alle altre donne di altri contesti per fermare l’inciviltà padronale. Negli anni 50 due bellissime ragazze diventate grandi dive, Sophia Loren e Silvana Mangano, lo sapevano, e trovarono un mezzo sicuro per difendersi: sposarono i loro produttori, Carlo Ponti e Dino De Laurentiis, salvandosi. Succede anche adesso ovvio nel nostro cinemondo e ovunque: tutti conosciamo una ex segretaria che ha sposato il suo datore di lavoro: insomma anche in questa battaglia quotidiana legata al sesso qualche vincitrice c’è sempre.
Sul Venerdì del 20 gennaio 2023