Alla ricerca dei dinosauri e dei loro tesori con il cacciatore di ossa più famoso del mondo
dal nostro inviato Riccardo Staglianò , dal nostro inviato Riccardo StaglianòFORT PECK (Montana). Se cercavate un cowboy, eccolo. Con il cappello Stetson nero, i jeans chiari, la camicia a righe nere e grigie tra Messico e nuvole yankee, più una cintura con una borchia d'argento così gigantesca che sembra quella del premio nelle finali di boxe. D'altronde a uno scontro si deve la fama di Clayton Phipps. Quello avvenuto, circa 67 milioni di anni prima, tra un Tyrannosaurus rex e un Triceratops, con un dente del secondo ancora conficcato nella mandibola del primo. In principio era stato giusto un osso che spuntava nelle terre vicine al suo ranch, un paio di ore a Est da qui, Fort Creek, nel bel mezzo del nulla in Montana, a catturare la sua attenzione. Poi, a colpi di zappa prima e di escavatore poi, l'argilla aveva ridato alla luce quella che probabilmente è la più completa coppia di scheletri di lucertoloni preistorici, rispettivamente tra i 6,5 e i 7,5 metri. In seguito acquisiti, per una somma intorno ai sei milioni di…
FORT PECK (Montana). Se cercavate un cowboy, eccolo. Con il cappello Stetson nero, i jeans chiari, la camicia a righe nere e grigie tra Messico e nuvole yankee, più una cintura con una borchia d'argento così gigantesca che sembra quella del premio nelle finali di boxe. D'altronde a uno scontro si deve la fama di Clayton Phipps. Quello avvenuto, circa 67 milioni di anni prima, tra un Tyrannosaurus rex e un Triceratops, con un dente del secondo ancora conficcato nella mandibola del primo. In principio era stato giusto un osso che spuntava nelle terre vicine al suo ranch, un paio di ore a Est da qui, Fort Creek, nel bel mezzo del nulla in Montana, a catturare la sua attenzione. Poi, a colpi di zappa prima e di escavatore poi, l'argilla aveva ridato alla luce quella che probabilmente è la più completa coppia di scheletri di lucertoloni preistorici, rispettivamente tra i 6,5 e i 7,5 metri. In seguito acquisiti, per una somma intorno ai sei milioni di dollari, dal Museo di Scienze naturali della Carolina del Nord. Ritrovamento e vendita che hanno laureato il nostro ex-vaccaro tra i più celebri cacciatori di fossili di dinosauro al mondo. Ma non gli hanno ancora tolto di dosso il fango - forse ineliminabile - che generalmente il mondo accademico gli getta addosso, di fatto considerandolo una variante di tombarolo con cavallo e speroni.
Questa storia, al di là della simpatia, dell'antipatia o della fortuna personale di un cavaliere solitario, ha un senso più generale perché poteva accadere solo in America. Nel senso che se uno trovasse anche un dente di Velociraptor in pianura padana, quello apparterrebbe automaticamente allo Stato, - inteso come Soprintendenza ai beni culturali. E al fortunato rinvenitore probabilmente darebbero una pacca sulla spalla o altra onorificenza dal valore simbolico. Mentre negli Stati Uniti, dove la proprietà privata della terra non conosce limitazioni, ab inferos usque sidera per dirla con i giureconsulti romani, se trovi qualcosa sulla tua zolla - sia miniera d'oro, pozzo di petrolio o fossa comune di Jurassic Park - quella cosa è tua e puoi disporne come meglio credi. Magari diventando milionario. Condizione che il nostro eroe, su piazza da quasi un quarto di secolo dopo aver visto che un altro rancher come lui aveva venduto un osso a 500 dollari, giura di non aver raggiunto perché "in queste operazioni ci sono molte persone coinvolte, a partire dai proprietari terrieri con cui trovare un accordo economico, gli specialisti che prima mi aiutano a tirare fuori i resti e poi a ricomporli. Cosicché quella che all'inizio sembra una grande torta alla fine si rimpicciolisce".
A caccia di T-Rex
Sta di fatto che il mercato, sia di musei che di collezionisti privati, è in ottima salute. Vuoi per la persistente popolarità dei grossi rettili nella cultura popolare, alimentata anche da serie come Dino Hunters (Discovery) di cui Phipps è uno dei protagonisti, vuoi per l'aumento di milionari che non sanno più come sancire la loro originalità. Sta di fatto che, se un decennio fa un dente di T-rex ben conservato da dieci centimetri si vendeva sui 4000 dollari, giura il broker Jared Hudson, oggi lo piazzi tranquillamente anche a quattro volte tanto. Il che spiega la quotazione di quasi 32 milioni di dollari, sin qui la più alta per un singolo fossile, a cui nell'ottobre 2020 Christie's ha battuto il T-rex Stan. O i sei milioni di dollari a cui Sotheby's ha venduto a dicembre il teschio di Maximus, un altro T-rex venuto fuori non lontano da qui.
I fossili dal meccanico
Ma ora basta parlare di soldi e torniamo nel capannone di C.K. Preparations, dalle iniziali di Chris e Katie, paleontologi nonché coppia nella vita, da sempre soci del nostro cowboy. L'atmosfera è più quella di un meccanico che di un opificio di pietre dure. Sul pavimento giacciono delle specie di uova gigantesche, fino a un paio di metri di diametro, tagliate a metà. Ma a guardare meglio sono il bozzolo di gesso, foderato all'interno da vari strati di carta stagnola, in cui Clayton e soci mettono in sicurezza i fossili non appena ritrovati, immobilizzandoli, anche ricomponendo eventuali fratture con una colla speciale affinché non si sbriciolino nel trasporto. Quindi, al posto del tuorlo, si vedono ossa ancora attaccate alla loro terra. Ed è qui che lo sgrossamento fatto sul campo con pale e picconi procede con attrezzi più piccoli. Fino alla pulitura dei singoli ossi con getti di aria compressa che, rimuovendo l'argilla, riportano alla luce i colori originari quando non, addirittura, lo smalto dei denti. "Ecco" chiosa orgoglioso Phipps, "il mio lavoro è di salvare i dinosauri da una seconda estinzione, dal momento che, una volta estratti dalla terra che li ha protetti dal Cretaceo a oggi, tra sole e vento durerebbero un attimo".
Questa del salvataggio dalla "seconda estinzione" è una buona metafora che il cowboy ha messo a punto nel tempo. La sottopongo al vaglio di Simone Maganuco, paleontologo italiano che con Cristiano Dal Sasso era nella squadra che nel Sahara marocchino ha rinvenuto le ossa (oggi all'Università di Casablanca) di un grande predatore, lo Spinosauro: "Per la comunità scientifica questi esemplari possono dirsi "salvi" solo nel momento in cui vengono depositati in una collezione pubblica o alla quale gli esperti possono accedere per motivi di studio. Se finiscono in una collezione privata inaccessibile è come se fossero andati perduti. Bisognerebbe cercare un equilibrio tra pubblico e privato, trovando un modo per poter far arrivare nei musei tutti gli esemplari ritenuti importanti per la ricerca, consentendo la vendita controllata e vagliata da una commissione di esperti degli altri che non aggiungono particolari informazioni. Destinando poi una quota degli incassi per raccogliere fondi per la protezione e valorizzazione dello stesso patrimonio geopaleontologico che, per motivi di spazio, non potrebbe in ogni caso finire tutto nei musei".
Un'altra buona metafora di Phipps è: "Se avessi incassato un dollaro per ogni passo fatto nel cercare i fossili oggi sarei molto più ricco". Ed è vero che il suo lavoro è essenzialmente pre-tecnologico e consiste nel battere, a piedi o a cavallo, ampi appezzamenti in cerca di segni. Ossa, essenzialmente. Quanto agli strumenti, uno dei più importanti è il suo pickup, un mostro da non so quanti cavalli in grado di trasportare fino a 10 tonnellate e a cui attacca un rimorchio su cui è imbracato un piccolo escavatore indispensabile per togliere anche decine di metri di terra sotto il punto del primo avvistamento. O con il quale creare delle vere e proprie strade per trasportare i resti imballati dai campi al capannone in cui ci troviamo. Ho omesso di dire che la Hell Creek Formation, un altopiano di roccia spessa un centinaio di metri che si allunga dai due Dakota (a Est) al Wyoming (a Ovest), passando per il Montana, a quanto pare era la terra promessa dei T-rex, che qui liberamente scorrazzavano. Al punto che spesso basta dare un calcio per terra per far saltare fuori qualche scheggia, ma da lì a ritrovare uno scheletro "completo", con almeno il 30 per cento delle ossa, è tutta un'altra partita. Anche in Yellowstone, serie tv americana ambientata da queste parti che parla di moderni cowboys piuttosto fetenti, uno di loro fa saltare con la dinamite un albero che non riusciva a sradicare e, nel cratere che si crea trova... i resti di un dinosauro che ladri specializzati con tanto di droni gli ruberanno.
E dunque alle polemiche di chi dice che lui e quelli come lui sono solo mercenari che vendono al miglior offerente cosa risponde? "Sono giunto alla conclusione che esistono persone decenti e altre che non lo sono. E non ho tempo per le seconde" dice con una battuta che potrebbe essere stata presa di peso da un dialogo di John Wayne: "So di rispettare le leggi e non mi sento in colpa per niente. Ho accumulato una competenza maggiore a quella di tanti paleontologi. Eppure, ancora pochi anni fa, ci sono stati accademici che, per ridicolizzare il mio contributo, osavano dire che quella dei Duellanti fosse una scoperta scientifica di poco conto. Una malafede molto frustrante. Ma tendo a non pensarci e ad andare avanti per la mia strada".
Quanto all'obiezione che questi incalcolabili resti dovrebbero essere a disposizione di tutti, nei musei, e non nel salotto di qualche riccone, non attacca neppure quella: "Quel che trovo io lo do al broker ed è lui che cerca il compratore. Ma quando un museo dice di non avere i soldi mi vien da ridere, perché la fortuna non ti arriva stando seduto, bisogna crearsela. Nell'estate di lavoro sui Duellanti ho perso sette chili lavorando senza sosta sotto al sole! Il museo che ha comprato Stan, per dire, ha staccato biglietti extra per 30 milioni di dollari nel solo primo anno. Si è ripagato da solo! Dunque, niente scuse". È commovente vedere come, alla fine, ogni complessità viene spazzata via da questo arci-americano con una semplice aritmetica da partita doppia. Beato lui. Good people, bad people e "tutto il resto è del maligno", come da lezione veterotestamentale.
Duello legale
Nel 2006, all'indomani dell'esumazione dei Duellanti, Clayton Phipps si rese conto però che niente era così binario come gli piaceva credere. Aveva un accordo con il proprietario delle terre ma il tipo che gliele aveva vendute, allettato dall'affare a sorpresa, ora reclamava di avere ancora dei diritti minerari (che generalmente vanno insieme a quelli di superficie, ma non stavolta). Seguì una feroce e costosa causa che si protrasse per sette anni ("Anche un bambino di cinque anni sa che un animale morto non è un minerale!"). Che alla fine Phipps vinse ma i cui costi legali ("Gli avvocati da queste parti non sono economici") ulteriormente ridussero i suoi margini (una fetta, ovviamente, va anche al broker). Certo non si lamenta: "Sono nato povero. Anche mio padre era un allevatore e l'unica cosa che mi ha lasciato è il pezzo di terra dove vivo. Da anni mi porto dietro mio figlio Luke, che oggi ha quindici anni e ne sa già quasi come me. Ma anche mio fratello, che ha un piccolo ranch qui vicino, mi aiuta e ora organizza anche tour per turisti in cerca di fossili (cowboydinodigs.com)". A sua moglie invece non importa niente, se non che adesso sono finanziariamente tranquilli ("Quando ci siamo sposati avevamo 74 dollari sul conto!"). Non le scoccia neppure che nei mesi estivi, da maggio ad ottobre, non lo veda per settimane perché per evitare le distanze il più delle volte dorme sugli scavi: "Fino all'anno scorso in un sacco a pelo ma adesso, che ho compiuto cinquant'anni, ho voluto premiarmi comprandomi un camper. Usato, ovviamente, perché su questi sentieracci si rovinerebbe comunque in un attimo". Il cowboy non si è montato la testa. La minestra nel piatto. Il cielo stellato sopra di sé. E, a occhio, qualche milione da parte.
Sul Venerdì del 20 gennaio 2023