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Mark Lanegan: l'antidoto a un amore perduto è un "Solitarie"

La copertina dell’album di Mark Lanegan Imitations (2013) 
SENTI QUESTA La canzone della settimana è "Solitaire" nella versione cantata da Mark Lanegan
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Questa la trovavo insopportabile, sia nella versione originale di Neil Sedaka (1971) che in quella tanto osannata dei Carpenters (1975). Mi sono sentito in minoranza per averla tanto detestata al liceo, quando Nick Cave ha inserito Solitaire nella sua personale top ten. In quegli anni – sulla scia del languido reflusso romantico generato da Love Story (il film di Arthur Hiller con Ryan O’Neal e Ali MacGraw) – le melodie sentimentali si vendevano come il pane, tutte costruite intorno a strofe e ritornelli grondanti lacrime d’addio.

Avevo sottovalutato il senso di isolamento e depressione che la storia può aver generato negli adolescenti anglofoni degli anni Settanta (“There was a man, a lonely man / Who lost his love, through …

Questa la trovavo insopportabile, sia nella versione originale di Neil Sedaka (1971) che in quella tanto osannata dei Carpenters (1975). Mi sono sentito in minoranza per averla tanto detestata al liceo, quando Nick Cave ha inserito Solitaire nella sua personale top ten. In quegli anni – sulla scia del languido reflusso romantico generato da Love Story (il film di Arthur Hiller con Ryan O’Neal e Ali MacGraw) – le melodie sentimentali si vendevano come il pane, tutte costruite intorno a strofe e ritornelli grondanti lacrime d’addio.

Avevo sottovalutato il senso di isolamento e depressione che la storia può aver generato negli adolescenti anglofoni degli anni Settanta (“There was a man, a lonely man / Who lost his love, through his indifference”). Forse Nick Cave, che nel 1975 aveva 17 anni, non l’avrebbe neanche ricordata se quasi vent’anni dopo Solitaire non fosse stata ripresa in versione ben più dark (è la storia di un uomo che fugge dall’amore ingannando il tempo con i solitari – giochi di carte, s’intende) da Mark Lanegan (1964-2022) nell’album di cover Imitations, pubblicato nel 2012.

Ora, col senno di poi, sappiamo che i fratelli Carpenter – che Burt Bacharach adorava – si maceravano in problemi esistenziali che non trovavano riscontri nella loro dimensione artistica (Karen morì a 32 anni, nel 1983, per complicazioni derivanti dall’anoressia nervosa, incapace di nutrirsi autonomamente), tuttavia senza la mediazione grunge di Lanegan, già voce degli Screaming Trees, Solitaire non avrebbe mai sfiorato gli ascoltatori del nuovo millennio.

Per credere, provate ad ascoltare dieci interpreti tradizionali alle prese con la ballata che ha letteralmente “candito” il pop degli anni 70: 1) Elvis Presley 2) Andy Williams 3) Sheryl Crow 4) Westlife 5) Josh Groban 6) The Searchers 7) Vic Damone 8) Johnny Mathis 9) Jane Olivor 10) Petula Clark.