Ricette: le gioie del cavolo (ripieno) sono meglio di quelle del sesso
di Tommaso Melilli , di Tommaso MelilliIl famosissimo personaggio di Charlie Chaplin in inglese non ha nome, è indicato solo come the Tramp, il vagabondo. In francese, e da lì in varie lingue compreso l'italiano, ha preso nome Charlot. Nome che peraltro, sempre in francese, è diventato un'espressione popolare, che indica "una persona poco seria".
Tra le altre cose, negli anni 60 nacque un gruppo di musica umoristica diventato poi molto famoso, che si chiamava proprio Les Charlots. Nel 1974, pubblicarono un disco con un pezzo molto divertente, che si intitola Le chou farci. La base musicale è grandiosa e americaneggiante, ed è chiaramente ispirata alle grandi serenate d'amore di Frank Sinatra. Anche il testo, a modo suo, è quello di una canzone d'amore. La voce narrante immagina un giorno di andare al mercato, mano nella mano con la sua persona preferita: comprano una verza, della carne macinata, delle cipolle, magari un bel limone. E decidono, lì p…
Il famosissimo personaggio di Charlie Chaplin in inglese non ha nome, è indicato solo come the Tramp, il vagabondo. In francese, e da lì in varie lingue compreso l'italiano, ha preso nome Charlot. Nome che peraltro, sempre in francese, è diventato un'espressione popolare, che indica "una persona poco seria".
Tra le altre cose, negli anni 60 nacque un gruppo di musica umoristica diventato poi molto famoso, che si chiamava proprio Les Charlots. Nel 1974, pubblicarono un disco con un pezzo molto divertente, che si intitola Le chou farci. La base musicale è grandiosa e americaneggiante, ed è chiaramente ispirata alle grandi serenate d'amore di Frank Sinatra. Anche il testo, a modo suo, è quello di una canzone d'amore. La voce narrante immagina un giorno di andare al mercato, mano nella mano con la sua persona preferita: comprano una verza, della carne macinata, delle cipolle, magari un bel limone. E decidono, lì per lì, di cucinare uno chou farci.
Lo chou farci, che significa letteralmente "cavolo ripieno", è un piatto invernale francese rigorosamente casalingo e - a differenza di ciò che l'immaginario italiano potrebbe far pensare - non è un involtino: si tratta più che altro di una torta, in cui la verza svolge la funzione della pasta sfoglia che non c'è, avvolgendo il ripieno sia sopra che sotto.
Così risuona il ritornello, che vi invito ad andare ad ascoltare, e che cerco di tradurvi: "E già ci immagino, / tutti e due col nostro grembiulino, / indaffarati a cucinare, / brandendo la saliera e il macinino, (...) e fra le otto e le otto e mezzo / ci infileremo nel nostro letto / per degustare insieme, ma chérie/ le gioie infinite dello chou farci".
La ricetta: Chou farci
Ingredienti per 2 persone:
15 foglie esterne di una verza
400 gr di pasta di salsiccia
1 carota
1 cipolla
200 gr di passata di pomodoro
1 uovo
1 limone
50 gr di pangrattato
Olio, burro, sale e pepe
Preparazione
In un tegame fate rosolare la pasta di salsiccia, sbriciolandola per bene. Toglietela e mettetela da parte. Nello stesso tegame, soffriggete la cipolla e la carota tagliate a pezzi, poi aggiungete la salsiccia e il pomodoro, salate e fate cuocere a fuoco dolce questo ragù per 20 minuti. Nel frattempo fate bollire dell’acqua salata in una pentola e sbollentate sei minuti le foglie di verza, raffreddandole subito dopo sotto l’acqua corrente. Quando il sugo sarà ben denso e saporito versateci il pangrattato e l’uovo
e mescolate bene. Imburrate uno stampo da torta, poi foderatelo di foglie di verza ben strizzate, lasciando fuoriuscire mezza foglia dai bordi. Riempite l’interno della “torta” col ripieno, poi foderate anche l’altro lato, ripiegando i bordi all’interno. Spremeteci sopra il succo del limone e cuocete in forno, a 160° per 40 minuti. Estraete dal forno e ribaltate su un piatto.