FantaSanremo, dov'è nato e come funziona il gioco che sbanca il Festival
di Alberto Piccinini , di Alberto PiccininiCORVA (Fermo). Il bar di Papalina è a Corva, frazione di Porto Sant'Elpidio, provincia di Fermo, Marche. Una targa scura accanto all'entrata avverte i visitatori - venuti dalla spiaggia un chilometro più in basso seguendo Google Maps - che questa è la "casa FantaSanremo since 2020". La piazzetta con altre quattro case basse pare sognata da Gianni Rodari. Della chiesa di fronte si racconta che un giorno del 1829 la Madonna Addolorata issata sull'altare aprì le braccia conserte con gran spavento dei presenti, e così è rimasta fino a oggi, vestita di un solenne manto nero. Più probabile questo, tra i miracoli, o Tananai che arriva ultimo a Sanremo? Oppure il prodigio patafisico di Ultimo che arriva Tananai, secondo la nuova lista dei punteggi del gioco compilata per il quarto anno dai ragazzi del bar?
CORVA (Fermo). Il bar di Papalina è a Corva, frazione di Porto Sant'Elpidio, provincia di Fermo, Marche. Una targa scura accanto all'entrata avverte i visitatori - venuti dalla spiaggia un chilometro più in basso seguendo Google Maps - che questa è la "casa FantaSanremo since 2020". La piazzetta con altre quattro case basse pare sognata da Gianni Rodari. Della chiesa di fronte si racconta che un giorno del 1829 la Madonna Addolorata issata sull'altare aprì le braccia conserte con gran spavento dei presenti, e così è rimasta fino a oggi, vestita di un solenne manto nero. Più probabile questo, tra i miracoli, o Tananai che arriva ultimo a Sanremo? Oppure il prodigio patafisico di Ultimo che arriva Tananai, secondo la nuova lista dei punteggi del gioco compilata per il quarto anno dai ragazzi del bar?
"Niccolò (Papalina, ndr) ce l'ha da una decina di anni, ma il bar esiste dal 1963. Guardavamo il festival tutti assieme e abbiamo cominciato a scommettere una cena sul vincitore, poi a fare la giuria microscopica come la chiamavamo, i voti sul look e sul testo delle canzoni", mi spiega Giacomo Piccinini, portavoce del gruppo. Trentenne, faccia da cantautore indie, parla rapido e sicuro come uno che i miracoli del Fantasanremo li ha raccontati parecchie volte. Nella vita precedente, prima della pandemia, faceva il musicista: piano e tastiere con un diploma di Accademia. "Ho accompagnato Orietta Berti, una volta", sorride. Ci fa strada nella sala del biliardo col grande schermo piatto alla parete e gli striscioni di un Inter Club "dove tutto è nato". Giocavate anche al Fantacalcio? "Qui giochiamo a tutto". C'è un'aria mitica e già nostalgica, da canzone di Max Pezzali. Vitellonismo provinciale di epoca social.
Un prosciutto in palio
Nel 2020 il Fantasanremo aveva 47 iscritti, si giocava con carta e penna. Compri 5 cantanti con 100 baudi, sommi bonus e malus di ciascuno in base a quel che accade nelle serate, chi vince e chi perde. "Quella è stata la prima Papalina League, avevamo messo in palio un prosciutto", ricorda Giacomo. Nel 2021 al sito internet si sono iscritte quasi 50.000 squadre, l'anno scorso le squadre sono state 500.000, oggi è stato già superato il milione (e anche Repubblica ha lanciato la sua lega). Sono arrivati gli sponsor: Lavazza, Ticketone, Philadelphia... Per ognuno di loro i ragazzi hanno trovato bonus dedicati: 25 punti all'artista "che lascia un caffè sospeso da Papalina", 10 all'artista "spalmato per terra", 30 a quello che riceverà una standing ovation dall'orchestra. "Abbiamo dovuto lasciare i nostri vecchi lavori e anche grazie agli sponsor ce lo possiamo permettere", continua Giacomo. Dice che assieme agli impegni sono cresciute anche le responsabilità: "Essere arrivati da un bar di provincia al palco dell'Ariston è stata una follia commovente ma ora dobbiamo stare attenti a ogni cosa che diciamo. Siamo liberi, nei limiti della decenza". Garantisce che lo spirito del gioco non cambierà.
Primo prezzo da pagare: pronunciare la parola "FantaSanremo" sul palco dell'Ariston da quest'anno sarà un "malus", è scritto per primo nella lista, toglierà dieci punti a chi se lo dovesse dimenticare. Così Gianni Morandi l'anno scorso decretò il definitivo successo dei ragazzi del bar Papalina: "Tutti si erano messi a giocare con noi. Salivano sul palco e dicevano 'Fantasanremo', 'zia Mara', facevano le flessioni. Il gioco era troppo esposto e abbiamo dovuto cambiare. La maggior parte dei bonus sono ancora ludici e divertenti ma non dipendono più di tanto dalla volontà dell'artista", spiega ancora Giacomo. Il maggior numero di punti è assegnato in base alle posizioni in classifica.
Ma il "batti cinque" con Gianni Morandi vale pur sempre 10 punti, osservo. "Bisogna che Morandi stia sul palco proprio in quel momento. Neppure la standing ovation dell'orchestra e del pubblico dipendono dall'artista, neppure il trenino in platea". Bonus "Maracaibo", 30 punti. "E stiamo aggiungendo altri bonus fuori dall'Ariston: il bagno a mezzanotte, il batticinque con la statua di Mike Bongiorno, la corsetta con Morandi la mattina".
Ma è stato davvero un rischio concreto quello di sabotare la liturgia del festival? In una conferenza stampa dell'anno scorso Amadeus diede il via libera al FantaSanremo dicendo più o meno che bisognava "lasciar fare i giovani" e comunque il gioco non mancava di rispetto a nessuno. Già nel 2003 Pippo Baudo dovette abbozzare di fronte al private joke escogitato dai comici della Gialappa's che chiesero ai cantanti di pronunciare all'Ariston la parola "situescion". Più vicino a noi, edizioni del 2016-17, ci fu il "termostato" dei comici napoletani The Jackal. Piccoli gesti da guerriglia semiotica, fuoricorso al Dams, forse il residuo di qualcosa di più profondo. Questa tombolata collettiva del Fantasanremo sarà mica un modo elegante per ridicolizzare il rito? "Al contrario" si indigna Giacomo. "Siamo musicisti, lo abbiamo sempre guardato per lavoro e per passione, siamo amanti del festival. Se ci fai caso ogni bonus è un omaggio a un evento accaduto nelle edizioni precedenti, riprendiamo alcuni fatti della cultura pop italiana e con quelli giochiamo". Possiamo dire almeno che un po' di ironia c'è? "Quella è la base di tutto".
Vietato scapezzolare
La nostra conversazione si svolge una domenica mattina a un tavolino del Bar Corva, che serve aperitivi ai vecchietti di zona e famigliole uscite da un battesimo. Siamo nel cuore del distretto della calzatura. Mi spiegherà un signore che l'onda lunga della guerra in Ucraina ha portato un po' di scompiglio nell'economia di qua, ma che ora le cose si sono risolte. E se ne va, lasciando la curiosità di capire come. Di fronte a Giacomo è seduta Irene che canta con gli Zuth!, una band indie vecchio stile tra Litfiba e Subsonica, ha i dischi su Spotify e una volta ha partecipato a Sanremo Rock. "Irene è la nostra tour manager, in pratica ci amministra", dice Marco che ha studiato a Bologna e organizzava serate di stand-up comedy qui al bar. C'è con noi anche Diego Martini, fumettista che si è prestato alla parte grafica dell'impresa. Sue le magliette coi loghi del gioco, che qualcuno ha addosso. Tra chi si occupa dei social e chi del regolamento, compila la classifica, gestisce le questioni amministrative e legali, saranno una ventina. Hanno ricevuto un premio come la migliore start-up delle Marche. "Nella classifica c'era anche l'Umbria", ride Marco.
Un'allegra combriccola di trentenni. Nostalgici di Paola e Chiara, di Grignani. Pubblico perfetto per questa edizione. Osservo che nell'elenco del Fantasanremo ci sono bonus per dichiarazioni femministe dal palco, pro Lgbt, contro la guerra e per l'ambiente. Più 10 punti ciascuna. C'è persino una mezza battuta da centro sociale sul decreto rave: "49 persone sul palco, fino a 6 anni". Bonus di sinistra? "Questo non lo possiamo dire, lo teniamo per noi", sorride Giacomo. "E poi quale sarebbe un bonus di destra?". Non ha mai provato ad andare a Sanremo da musicista, ma ha le idee chiare: "Per me sarebbe stato un onore. Chi dice che non vuole andarci per non vendersi è solo che il festival non se lo piglia, un'ottica vecchia e sbagliata, la classica cosa della volpe e l'uva. Guarda Manuel Agnelli, Piero Pelù. Forse i Baustelle per una questione etica...". Ma Francesco Bianconi ha scritto il testo di Anna Oxa, lo interrompo.
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I primi a pronunciare sul palco dell'Ariston la parola "FantaSanremo" sono stati quelli dello Stato Sociale, ai tempi di Combat Pop. Era il 2021, la fama del gioco aveva iniziato a circolare sui social. Giacomo ricorda che quella sera per l'emozione di essere entrati nella scatola magica, qualcuno di loro si mise a piangere. Oggi Lodo Guenzi canta in Fottuti per sempre: "La prima volta che vai a Sanremo/ Sei una bomba che esplode in un convento/ Dalla seconda volta sei già/ Un coglione che fa parte dell'arredamento".
E se qualcuno vi scippa il FantaSanremo?, chiedo a Giacomo e agli altri. "Intanto speriamo che Amadeus resti lì a vita. Sappiamo che la scapezzolata fa gola a molti" sorridono citando uno dei bonus più noti del gioco. "Ma non provassero a scapezzolare senza di noi. Il nostro è un marchio baudizzato".
Sul Venerdì del 27 gennaio 2023